Descrizione dettagliata della variante "Altinate"
del percorso escursionistico su lunga distanza
(da Trento ad Altino via Feltre)

Oberhalb des Levico-Sees, zwischen Castello di Pergine und Levio Terme

L’indice all’inizio della descrizione del percorso permette di arrivare direttamente alle singole sezioni del percorso. Con la navigazione alla fine di ciascuna sezione potete inoltre passare da una all’altra delle due varianti “Altinate” e “Padana” del percorso escursionistico. Assieme alle mappe escursionistiche che si possono scaricare qui, la descrizione dettagliata del percorso può servire anche da documentazione durante un’escursione, in alternativa ci sono la app per la navigazione offline per iPhone e Android oppure i libri cartacei sul tema.

Übersichtskarte Teilabschnitt 01
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 01

DONAUWÖRTH NEL DONAU-RIES
L’AVVIO DELLA PRIMA STRADA
ATTRAVERSO LE ALPI

  • 01

Il punto di partenza della Via Claudia Augusta si trova nella città di Donauwörth. Il motivo è legato alla presenza del Danubio, che rendeva possibile trasportare le merci pesanti, e del confine settentrionale dell’impero romano, che qui correva all’inizio e dopo il primo ripiegamento dei Germani.  La parte più settentrionale della strada romana si trova oggi nel distretto di Donau-Ries, che a nord raggiunge quasi il limes. Oltre al Danubio il territorio è caratterizzato dal cratere di Ries, con un diametro di 25 km, formato dalla caduta di un meteorite 14,5 milioni di anni fa. Il nome “Ries” dovrebbe derivare dalla provincia romana della Rezia. La città di Donauwörth, dove si trova la fine della strada romana, in epoca romana non esisteva ancora. Al suo posto si estendevano le acque del  Danubio, del Wörnitz, del Zusam, dello Schmutter e del Lech, che qui confluiscono.  Lo sviluppo di Donauwörth cominciò da un insediamento di pescatori sull’isola di Ried nel Wörnitz. Oggi la maggior parte del centro storico si trova a nord del fiume. Questa parte si immette, con uno dei più bei tratti stradali della Germania meridionale, nella via imperiale.

Luftbild von Goldberg in Donau Ries
Donauspitz, Mündung, Wörnitz, in die Donau, Donauwörth, Via Claudia Augusta, Bayern, Foto Donauwörth
Der Frühling in Donauwörth
Reichsstraße in Donauwörth, Foto von Lois Lammerhuber
Foto von einer Staudammmauer in Donauwörth
Donauwörth, Frühling, Zusammenfluss
Wanderer Donauwörth
Consigli per l‘arrivo

Il modo migliore è arrivare in treno fino alla stazione di Donauwörth. Nella  Neue Obermayerstraße c’è un parcheggio, dove lasciare la propria macchina durante il viaggio. 
Per poter cominciare la lunga escursione comodamente e ben riposati e vedere alcune cose belle di questa città, si consiglia di arrivare già il giorno precedente.

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Dalla stazione il percorso escursionistico passa per l’isola di Ried, dove ebbe inizio il popolamento di Donauwörth, e prosegue in direzione dell’attuale centro città, con la sontuosa Reichsstraße. Qui, presso l’ufficio informazioni turistiche, si può prendere il materiale informativo necessario, prima di oltrepassare il Danubio e proseguire in direzione sud. 

Ritornare a Donauworth dopo l’escursione

Dopo la lunga escursione il modo migliore per ritornare a Donauwörth è con lo shuttle,  Link

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Informazioni  dettagliate, in particolare sulla città di Donauwörth, vengono fornite da

Städtische Tourist-Information Donauwörth (Informazioni turistiche della città di Donauwörth)
www.donauwoerth.de/tourismus/
Rathausgasse 1
tourist-info@donauwoerth.de
0049 906 78 91 51

Le informazioni più dettagliate sulla regione vengono fornite da

Tourismusverband Donau-Ries (Associazione turistica Danubio-Ries)
www.ferienland-donau-ries.de
info@ferienland-donau-ries.de
0049 906 74 211
 

Übersichtskarte Teilabschnitt 01
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 01
Übersichtskarte Teilabschnitt 02

ATTRAVERSO LA VALLE DEL LECH
DA SUBMONTORIUM
A GERSTHOFEN

  • 02

La zona di confluenza di Wörnitz, Schmutter e Lech e la valle del Lech fino ad Augusta/Augsburg erano già abitati in epoca romana. Sulla prima piccola  altura poco appariscente tra Mertingen e Druisheim si trovavano gli impianti difensivi romani di Submuntorium-Burghöfe. Un accampamento militare doveva esserci anche a Langweid am Lech. Le località fino a Druisheim fanno ancor parte del distretto di Donau-Riess, quindi inizia il territorio di Augusta.  Le località più grandi sono Meitingen, elevata al rango di mercato nel 1989 e Gersthofen, che dal 1969 è una città. La strada romana conduce in maniera diretta al Lech in direzione di Augusta e in alcune parti è ancor oggi una via. In altri posti  si delinea come una diga. Per una gran parte è oggi il tracciato della strada statale 2. La pianura alluvionale  del Lech, che attraversa la strada romana, divide la regione di Augusta da quella di Wittelbach.

Ehemaliger Standort Submuntorium Burghöfe Druisheim Mertingen Lechtal, Foto Deininger
Kloster Holzen Allmannshofen im Lechtal, Foto Kloster Holzen Hotel GmbH
Mertingen Nordendorf
Wanderer Bank Nordendorf
Merkurheiligtum Gersthofen Lechtal, Foto Deibler
Ballonmuseum Gersthofen Lechtal, Foto Gersthofen
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Il percorso escursionistico si dirige a sud percorrendo la valle del Lech, attraverso prati e campi pittoreschi. Sul cammino si incontrano uno dopo l’altro paesi grandi e piccoli. Tra  Mertingen e Druisheim una tabella tematica mostra la posizione del castrum Submontorium-Burghöfe, l’ultimo edificio prima del Danubio, il cui letto si presume fosse  molto ampio a quell’epoca. Poco dopo segue il monastero di Holzen. Da Nordendorf il percorso segue il fianco orientale della valle del Lech ed infine presso Gersthofen attraversa la vallata ed il fiume. Nel centro della città va assolutamente visto il Ballonmuseum, Museo della mongolfiera. Infine il percorso per Augsburg e all’interno della città si snoda lungo il corso del Lech, lo supera attraversando il ponte Lechhausen Brücke e si dirige verso il centro storico. 

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Le informazioni più dettagliate sulla regione fino a Mertingen / Druisheim vengono fornite da

Tourismusverband Donau-Ries (Associazione turistica Danubio-Ries)
www.ferienland-donau-ries.de
info@ferienland-donau-ries.de
0049 906 74 211

Le informazioni più dettagliate sulla regione fino a Allmannshofen / Nordendorf  vengono fornite da

Touristinfo der Regio Augsburg Tourismus GmbH
(Informazioni turistiche sulla regione di Augusta)
www.augsburg-tourismus.de
Rathausplatz 1, Augsburg
tourismus@regio-augsburg.de
0049 821 50 207 0

Übersichtskarte Teilabschnitt 02
Übersichtskarte Teilabschnitt 03
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 03

AUGSBURG
CITTÀ PROVINCIALE ROMANA
AUGUSTA VINDELICUM

  • 03

Dopo la campagna militare delle Alpi nel 15 a.C., i figli adottivi dell’imperatore Augusto, Druso e Tiberio, allestirono un accampamento militare nella zona a nord della città di Oberhausen, che diventò il nucleo iniziale di  Augusta Vindelicum, il futuro capoluogo della provincia della Rezia. Augusta/Augsburg è così probabilmente la seconda città più antica della Germania  e comunque una delle più grandi città romane a nord delle Alpi. L’insediamento abbracciava circa 25 ettari, nel suo periodo di fioritura contava tra i 10.000 e i 15.000 abitanti ed aveva tutto quello che una città romana di provincia poteva offrire: tempio, mercato, palazzo del governatore, teatro, terme… Ogni casa era provvista di acqua corrente. La Via Claudia Augusta attraversava la città ad ovest e nella parte centrale, dal municipio alla fontana di Mercurio, coincide con la strada storica principale del centro storico. Augusta/Augsburg divenne ancora più importante quando i ricchi imprenditori Fugger, alla fine del Medioevo-inizio dell’Età moderna, dalla loro città natale  dominarono economicamente il mondo. Più tardi i principi vescovi di Augusta/Augsburg  governarono un vasto territorio che arrivava fino al Tirolo.

Augsburg bei Nacht, Maxstraße, Foto Regio Augsburg
Augsburg Goldener Saal im Rathaus, Foto Regio Augsburg
Wanderer Fuggerei
Römermauer in Augsburg, archäologische Nischen, Dom, Foto Regio Augsburg
Augsburg Rathausplatz, Foto Regio Augsburg, Christine Pemsl
Augsburg Stadtwald Wanderweg
Percorso pedonale fino alla Rathausplatz/piazza del Municipio (ufficio informazioni turistiche)

Dal Lech si raggiunge la città attraverso il ponte Lechhausen Brücke. Percorrendo le vie Lechhauser Straße, Jakoberstraße, Barfüßerstraße, la piazza Metzgplatz e Am Perlachberg (1,5 km) si arriva in men che non si dica alla centralissima Rathausplatz, la piazza del Municipio con la torre Perlach e la Sala d’oro. Già lungo la strada si ha una prima impressione della città più recente e di quella più vecchia.

Il modo migliore di fare un viaggio nel tempo è con le guide cittadine al volante di un taxi a 29 euro all’ora, per un massimo di quattro persone.  Siccome le attrazioni sono disposte su di un’area relativamente ristretta, il viaggio nel tempo è possibile farlo anche a piedi. Cominciamo dalla residenza dell’arcivescovo/principe vescovo, da dove per lungo tempo vennero retti i destini del territorio circostante, fino al Tirolo. Oggi è la sede dell’amministrazione distrettuale della Svevia. Da lì, passando attorno al duomo dal giardino dell’Äußeren Pfaffengässchen si possono vedere alcuni scorci archeologici dell’Augusta romana. Dal 2014 in un padiglione rinascimentale si trova il Museo esperienziale dei Fugger e dei Welser, che con le sue installazioni multimediali e interattive illustra l’importanza di Augsburg e dell’influsso economico delle sue famiglie mercantili nell’Europa e nel mondo del XVI secolo. Terminata la visita del duomo, nella piazza meridionale antistante il muro romano vi sono delle sculture in pietra. Di fronte, nella  Peutingerstraße 11, sorge la casa dell’umanista Peutinger, un mercante che collezionava monete romane e monumenti in pietra e che fu il promotore della ricerca sui Romani ad Augsburg/Augusta. Tra l’altro da lui prende nome anche la prima carta stradale d’Europa, realizzata dai Romani, di cui egli volle pubblicare una copia risalente al XII secolo (Tabula Peutingeriana). Nell’androne della casa vennero murati monumenti in pietra romani ed ebraici. Prossima tappa è il municipio che rappresenta uno dei più significativi edifici profani rinascimentali a nord delle Alpi. Con la sua torre Perlach, da cui si ha una meravigliosa vista sulla città, costituisce il simbolo di Augsburg/Augusta.  All’interno del Municipio si trova la Sala d’Oro, che costituisce uno dei più importanti monumenti culturali-artistici del tardo Rinascimento in Germania. Sulla piazza antistante veglia – dalla fontana monumentale – il fondatore della città, Augusto.  Dal municipio fino alla fontana di Mercurio, posta più avanti verso sud, la Maximilianstraße concide con la strada romana che passava ad ovest della città. Un poco più ad occidente, sulla piazza Fuggerplatz 1, si trova il Maximilianmuseum, il  Museo di Massimiliano. 
È la sede delle collezioni d’arte e dei musei della città e comprende tre sezioni: sculture, artigianato artistico e storia cittadina. Tra le sue punte di diamante ci sono una collezione di sculture tardorinascimentali e lavori di oreficeria dei tempi in cui la città dei Fugger era una delle più importanti metropoli orafe dell’Europa centrale. Ma l’attrazione principale del museo è il cortile interno con la copertura in vetro. Qui nel Viermetzhof si trovano le figure principali, restaurate, delle fontane monumentali di Augsburg/Augusta: quelle di Augusto, Ercole e Mercurio. Poco oltre, sulla Zeugplatz 4, si può scoprire la Zeughaus (armeria) barocca, un tempo caserma ed arsenale. Naturalmente anche i Fugger avevano il loro palazzo nella Maximilianstraße, per l’esattezza al numero 36. 
Il viaggio nel tempo attraverso la storia di Augsburg/Augusta porta alla “Fuggerei”, il quartiere sociale voluto dai Fugger.

Dalla Rathausplatz, la piazza del Municipio, ci si dirige a sud percorrendo dapprima la via più sontuosa di Augsburg/Augusta, la Maximilianstraße, o Max-Straße come la chiamano affettuosamente gli abitanti della città, alla fine della quale sorge la Ulrichskirche, la chiesa di Sant’Ulrico. Di qui si esce in maniera relativamente rapida dal centro città e ci si trova nel bosco di Siebentisch sul Lech, la zona relax più vicina per gli abitanti di Augsburg, attraverso cui il percorso prosegue   in direzione sud.

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
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Le informazioni più dettagliate sulla regione vengono fornite da

Touristinfo der Regio Augsburg Tourismus GmbH
(Informazioni turistiche sulla regione di Augusta)
www.augsburg-tourismus.de
Rathausplatz 1, Augsburg
tourismus@regio-augsburg.de
0049 821 50 207 0

Übersichtskarte Teilabschnitt 04
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 04

ATTRAVERSO IL LECHFELD
DA AUGSBURG FINO A
LANDSBERG AM LECH

  • 04

Il Lechfeld è una pianura alluvionale marcatamente piatta, che divenne tristemente nota a causa dell’omonima battaglia del 955. Già in epoca romana la pianura era abitata. Si suppone che la stazione di sosta romana ad novas, annotata nell’antica mappa stradale Tabula Peutingeriana, si trovasse ad Igling. Anche a Untermeitigen doveva esserci un impianto difensivo tardoromano.  A sud di Augusta/Augsburg si trova la moderna città di Königsbrunn, in cui si può ammirare un santuario di Mitra. Il luogo venne nuovamente abitato solamente all’inizio del XIX secolo. Come la località di Obermeitingen, anche Königsbrunn appartiene al distretto di Augusta/Augsburg e a sud confina con il distretto di Landsberg am Lech. La strada romana che proseguiva in direzione delle Alpi puntando alla propria meta, si può vedere particolarmente bene per lunghi tratti a Lechfeld. Il percorso di viaggio si snoda lungo l’antica strada provinciale attraverso  località pittoresche. Graben è tra l’altro la città  natale di Hans Fugger.

Mercateum Königsbrunn Lechfeld Augsburger Land, Foto Königsbrunn
Mythräeum Heiligtum Lechfeld Augsburger Land, Foto Tschaikner
Schloss Igling Landkreis Landsberg, Foto Tschaikner
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Attraversando il  bosco di Siebentisch sul Lech, l’area naturale di svago degli abitanti di Augsburg, ci si dirige dapprima verso Haunstetten e poi verso Königsbrunn, dove il percorso escursionistico si immette nel centro cittadino nei pressi della dell’area naturale di svago di Ilsesee a Königsbrunn. Di qui si segue in larga parte il tracciato della strada romana, attraverso Königsbrunn, il Lechfeld e i suoi paesi.  A Klosterlechfeld il percorso escursionistico cambia sponda del Lech e prosegue verso Kaufering e Landsberg am Lech.

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
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Le informazioni più dettagliate sulla regione  fino a Untermeitingen / Klosterlechfeld vengono fornite da

Touristinfo der Regio Augsburg Tourismus GmbH
(Informazioni turistiche sulla regione di Augusta)
www.augsburg-tourismus.de
Rathausplatz 1, Augsburg
tourismus@regio-augsburg.de
0049 821 50 207 0

Le informazionipiù dettagliate sulla regione  a partire da Scheuring / Obermeitingen / Kaufering vengono fornite da

Touristinfo Landsberg am Lech / Region Ammersee-Lech
(Informazioni turistiche Landsberg am Lech / regione Ammersee-Lech)
https://www.landsberg.de/tourismus/
Hauptplatz 152, 86899 Landsberg am Lech
kontakt@landsberg.de
0049 8191 128 246

Übersichtskarte Teilabschnitt 04
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 04
Übersichtskarte Teilabschnitt 05
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 05

LANDSBERG AM LECH
IL PONTE SULLA
VIA CLAUDIA AUGUSTA

  • 05

L’importante Via del sale, da Reichenhall attraverso Monaco, incrociava in questi paraggi la Via Claudia Augusta nel suo percorso verso la Svizzera. Nel 1158 il duca di Baviera Enrico il Leone da Kaufering la spostò leggermente più a sud. Contemporaneamente fece costruire un ponte e a sua difesa trasformò l’impianto difensivo esistente nel “Castrum Landespurch”. L‘insediamento in rapida crescita, che già nel XIII secolo era stato elevato al rango di città di Lebensberg/Landsberg, sorse sotto la sua protezione, incastonato tra i fiumi Lech e Lechhochufer. A partire dal XIX secolo si è sviluppata l‘area urbana, ora molto più ampia a ovest del Lech. La Via Claudia  Augusta prosegue ancora per una tratta ad ovest, attraversando la zona comunale ed ebbe però  - come la via d’acqua del Lech – grande importanza per lo sviluppo economico della città. La città vecchia, su cui il Medioevo ha lasciato la sua impronta, è accessibile  solamente attraverso il ponte o le sue porte e dispone ancora di una parte della sua cinta muraria più volte ampliata.  Il pezzo forte è la piazza principale nel suo nuovo allestimento.

Landsberg Am Lech, Foto Landsberg
Hauptplatz Landsberg Am Lech, Foto Landsberg
Landsberg Am Lech Mutterturm, Foto Landsberg
Wanderung Teufelskueche
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Presso Klosterlechfeld il percorso escursionistico della Via Claudia Augusta passa attraverso prati e boschi pittoreschi lungo il fiume, dapprima nella parte orientale di Kaufering e quindi verso Landsberg am Lech. L’escursionista scorge la città medievale dapprima dall’alta riva. Poi, percorrendo l’antica Via del sale e la porta Sandauertor, arriva alla pittoresca, storica piazza principale, che sta conoscendo una nuova vita dopo la ristrutturazione. Tutt’intorno i negozi, i caffè, le gelaterie invitano a fare una sosta. L’attuale ponte sul Lech presso il Lechwehr si trova esattamente là dove anche la Via del sale superava il fiume. Il percorso escursionistico prosegue sulla sponda orientale del Lech e lascia la città attraverso la porta dell’antica.
Le successive località che si incontrano verso sud, Pöring e Pitzling, fanno ancora parte della città di Landsberg. La natura lungo il Lech e i placidi paesini trasmettono indubbiamente un’atmosfera rurale. 

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Le informazioni più dettagliate sulla regione  vengono fornite da

Touristinfo Landsberg am Lech / Region Ammersee-Lech
(Informazioni turistiche Landsberg am Lech / regione Ammersee-Lech)
https://www.landsberg.de/tourismus/
Hauptplatz 152, 86899 Landsberg am Lech
kontakt@landsberg.de
0049 8191 128 246

Übersichtskarte Teilabschnitt 05
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 05
Übersichtskarte Teilabschnitt 06
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 06 Lechrain

FUCHSTAL & LECHRAIN
DA LANDSBERG AM LECH
A SCHONGAU

  • 06

Tra Landsberg e Schongau il percorso di viaggio conduce, attraverso la Fuchstal, a Epfach, la romana Abodiacum e quindi lungo la riva alta del Lech verso Kinsau, Hohenfurch e nell’originaria parrocchia di Altenstadt di Schongau. Fuchstal, la valle della volpe, è il nome dato alla valle del ruscello Wiesbach tra la riva alta del Lech ed una dorsale boschiva ad ovest, con le località di Unterdießen, Asch, Leeder e Denklingen. La parola “Volpe” è attribuita alla forma della valle e alla colorazione brunastra dei campi in autunno. Prima di Hohenfurch, che appartiene già al distretto di Weilheim-Schongau, per la prima volta dopo Donau-Ries il territorio si fa dolcemente collinare. Le località in questo tratto sono particolarmente originali e tranquille. Highlight storici sono sicuramente il sito dell’antico castrum romano di Abodiacum sul Lorenzberg, su di una penisola nell’ansa del Lech presso Epfach.

Lech bei Epfach, Denklingen, Fuchstal, Foto Tschaikner
Wanderung Landsberg Schongau
Lechschleife Epfach Denklingen, Foto Tschaikner
Lorenzberg, Epfach, Denklingen, Foto Tschaikner
Römisches Museum Epfach, Kastell Abodiacum, Foto Tschaikner
Claudius Paternus Clementianus, Epfach, Denklingen, Foto Tschaikner
Epfach Schongau
Kinsau, Lechrain, Lechhochufer, Ammersee, Foto Kinsau
Lech Erlebnisweg, Hohenfurch, Kinsau, Foto Hohenfurch
Hohenfurch Auerberland Pfaffenwinkel, Foto Hohenfurch
Wandern Kinsau
Wandern

Questo tratto si snoda lungo l’alta riva del Lech, prima ad est e poi ad ovest del fiume, fino a raggiungere la zona di Schongau. Romantici boschi, prati idilliaci e un susseguirsi di splendide viste sul Lech offrono una notevole varietà di paesaggi sulla strada da Landesberg verso Mundraching e Reichling. Ad Epfach, un tempo sede di un castrum romano e capoluogo regionale in età romana, il percorso escursionistico attraversa il Lech. Nella patria di quello che è probabilmente il “bavarese” più famoso dell’impero romano, Claudio Paterno Clemenziano, assurto al titolo di  governatore del Norico, vi aspettano il monte Lorenzberg, un ninfeo romano e il piccolo museo romano di  Abodiacum, che documenta la presenza dell’accampamento romano sul Lorenzberg. Poi si continua sull’alta riva del Lech verso Kinsau, della cui disposizione a terrazzamenti il percorso escursionistico dà una buona idea.  Attraversando pittoreschi prati, al di sopra del Lech, si prosegue per Hohenfurch e Schongau. 

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Le informazionipiù dettagliate sulla regione  fino a  Reichling / Epfach vengono fornite da

Touristinfo Landsberg am Lech / Region Ammersee-Lech
(Informazioni turistiche Landsberg am Lech / regione Ammersee-Lech)
www.landsberg.de/tourismus/
Hauptplatz 152, 86899 Landsberg am Lech
kontakt@landsberg.de
0049 8191 128 246

Le informazioni più dettagliate sulla regione  a partire da Kinsau vengono fornite da

Tourismusverband Pfaffenwinkel
(associazione turistica Pfaffenwinkel)
www.pfaffen-winkel.de
Bauerngasse 5, 86956 Schongau
info@pfaffen-winkel.de
0049 8861 21 13 00

Übersichtskarte Teilabschnitt 07
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 07 Schongau Peitingen

SCHONGAU & PEITING
UN IMPORTANTE CROCEVIA

  • 07

Nella tarda età romana un’ulteriore strada romana attraversava le Alpi passando per Garmisch e il passo del Brennero. Anch’essa era chiamata Via Claudia, ma senza “Augusta” (=imperiale). Nel Medioevo le due strade, che continuavano ad essere utilizzate, si chiamavano Via superiore e Via inferiore e là dove si incrociavano era possibile fare dei buoni affari, sia in epoca romana che in seguito.  A est del Lech, a Peiting, una villa rustica documenta l’elevata cultura abitativa dei Romani.

Anche Schongau, trasposta nel XIII dall’originale parrocchia di Altenstadt sulla più sicura altura, poté svilupparsi presso il nodo stradale raggiungendo una notevole fioritura.  Nel 1331 la città ottenne persino il diritto di battere moneta. Il centro storico possiede ancor oggi la propria cinta muraria completa e la si può raggiungere solo attraverso una delle porte. Anche i numerosi resti di edifici sacri nel territorio circostante raccontano di uno stato di prosperità. La regione si chiama Pfaffenwinkel e Schongau e Peiting ne sono le porte di accesso. L’edificio sacro più conosciuto è la chiesa di Wies, patrimonio dell’umanità.

Wanderung
Luftbild Altstadt Schongau, Foto Schongau
Wandererin Schongau
Schongau, Gaukler, Ballenhaus, Lechrain
Peiting Panorama, Pfaffenwinkel, Foto Peiting
Peitinger Villa Rustica, Frühling, Pfaffenwinkel, Foto Peitinger Villa Rustica
Villa Peiting Hypocausten Ausgrabung Pfaffenwinkel, Foto Peitinger Villa Rustica
Schongau
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Anche se il percorso escursionistico non conduce a Altenstadt, vogliamo fare una piccola deviazione visto che Altenstadt è il precursore romano di Schongau nonché la sua parrocchia originale. Della sua grande storia è testimone la basilica voltata romana. Il percorso escursionistico prosegue direttamente per Schongau, attraverso prati pittoreschi e romantici boschi e attraversa il territorio cittadino si snodandosi lungo la pittoresca ansa del Lech, una delle aree naturali di svago degli abitanti di Schongau.  Il centro storico si trova direttamente sul percorso, leggermente più elevato rispetto al Lech ed è completamente circondato dalla propria cinta muraria medievale, a cui si accedeva solamente attraverso una delle porte. Sull’altra sponda del Lech, a sud di Peiting si possono vedere parti degli scavi di una vasta residenza di campagna, la “Villa rustica di Peiting”. Il modo migliore per arrivarci è fare una deviazione subito dopo il centro di Schongau, oltrepassando il muro di contenimento. In questo caso si ritorna al percorso escursionistico attraversando l’imponente ponte sul Lech. Altenstadt, Schongau e Peiting si trovano già dall’epoca romana al centro di un importante crocevia. In età romana qui si incontravano la strada romana che passava per Scharnitz e Garmisch e la Via Claudia Augusta. Più tardi, le due strade utilizzate anche nel Medioevo, venivano chiamate  “sentiero inferiore” e “sentiero superiore”. 

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Informazioni in dettaglio, in particolare sulla città di Schongau, vengono fornite da 

Touristinfo Schongau
(Informazioni turistiche Schongau)
www.schongau.de
Münzstraße 1 - 3, 86956 Schongau
touristinfo@schongau.de
0049 8161 214 181

Le informazionipiù dettagliate sulla regione  vengono fornite da

Tourismusverband Pfaffenwinkel
(associazione turistica Pfaffenwinkel)
www.pfaffen-winkel.de
Bauerngasse 5, 86956 Schongau
info@pfaffen-winkel.de
0049 8861 21 13 00

Übersichtskarte Teilabschnitt 08
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 08 Auerbergland

LA ZONA DELL‘AUERBERGL
ATTORNO ALLA MONTAGNA
ABITATA DA MILLENNI

  • 08

Dai Comuni della zona collinare attorno all’Auerberg è scaturita l’iniziativa di ridar vita all’intera Via Claudia Augusta. Nella zona dell’Auerberg la strada romana  si può riconoscere in più punti e i Comuni ed i loro abitanti hanno escogitato qualcosa per attirare l’attenzione: con il millenario sito abitato sull’Auerberg, il paese degli zatterieri Lechbruck am See, il centro informativo sulla tratta bavarese della Via Claudia Augusta oppure il viaggio in nave sul Forggensee sulle tracce della strada romana, e alcuni highlight storici. Quanto al panorama, la regione colpisce per le sue colline dolcemente verdi, per i boschi verdeggianti e i numerosi laghi sullo sfondo delle Alpi. Tra di essi sono disposte pittoresche località di villeggiatura, che hanno mantenuto il loro carattere di villaggio. Nella zona dell’Auerberg la strada romana si snoda prevalentemente lungo il fiume Lech ed in parte attraverso il fiume stesso, nel luogo in cui è stata fatta la diga poco prima del Forggensee.

Weg Litzauer Schleife
Burggen Bauernhof Baum St Anna Strasse Pfaffenwinkel, Foto Via Claudia Augusta
Bernbeuren Haslacher See Auerbergland, Foto Tschaikner
Auerberg
Bernbeuren
Kirche, Auerberg, Bernbeuren, Foto Anton Vorauer
Lechbruck
Lechfloss, Lechbruck Am See, Ostallgäu, Foto Tschaikner
Lechbruck
Wanderung Viele Wanderer
Rosshaupten, Pfannerhaus, Dokumentationszentrum, Foto Via Claudia Augusta
Forggensee, Schiff, Meilenstein, Tiefental, Rieden Am Forggensee, Ostallgäu, Foto Lois Lammerhuber
Lecherlebnis
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Poco dopo Schongau il percorso escursionistico, dopo aver superato un ampio territorio boschivo, ritorna sul tracciato romano storico, che continua a seguire nel territorio dell’Auerberg tra Schongau e Füssen. All’altezza di Burggen vi aspetta una tra le vedute più suggestive sul Lech, quella sulla “Litzauer Schleifen”, dove il fiume crea tre anse. Quindi il percorso sale sul monte Auerberg, che era popolato già in età preromana ed in epoca romana. Lungo  il cammino, nella località di Bernbeuren, si trova l’Auerbergmuseum, il museo che racconta la storia del monte. Si prosegue per Lechbruck, il villaggio degli zatterieri, che oggi è un luogo di vacanza molto amato, non solo per il suo lago artificiale, il Lechsee. Attraversando il territorio dell’Auerberg lungo la Via Claudia Augusta si trova tutto quello che ci si immagina dell’Algovia, un paesaggio collinare con un alternarsi favoloso di prati rigogliosi, boschi di un verde intenso e tanti laghi e stagni grandi e piccoli. Alcuni si trovano anche sulla strada che va da Lechbruck a Rosshaupten, sede del Centro di documentazione bavarese della Via Claudia Augusta. Appena usciti dal paese, sempre sul percorso, sorge il Parco artistico della Via Claudia Augusta. Dopo Rieden e Füssen l’itinerario escursionistico segue la riva del lago Forggensee. La linea retta seguita un tempo dalla strada romana, oggi non è più praticabile, poiché il suo tracciato si trova sul fondo del lago artificiale ed è percorribile solamente per poche settimane all’anno, fuori stagione quando lo specchio d’acqua si abbassa per ottenere energia elettrica.

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Le informazionipiù dettagliate sull’intera regione  di “Pfaffenwinkel fino a Bernbeuren vengono fornite da

Tourismusverband Pfaffenwinkel
(associazione turistica Pfaffenwinkel)
www.pfaffen-winkel.de
Bauerngasse 5, 86956 Schongau
info@pfaffen-winkel.de
0049 8861 21 13 00

Le informazionipiù dettagliate sulla località di Bernbeuren e sull’Auerberg vengono fornite da

Touristinfo Bernbeuren am Auerberg
(informazioni turistiche Touristinfo Bernbeuren am Auerberg)
bernbeuren.de/informationen.0.html
Marktplatz 4, 86975 Bernbeuren
info@bernbeuren.de
0049 8860 210

Le informazioni più dettagliate sulla località di Lechbruck  vengono fornite da

Touristinfo Lechbruck am See
(informazioni turistiche Lechbruck am See)
www.lechbruck.de
Flößerstraße 1, 86983 Lechbruck am See
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Touristinfo Rosshaupten 
(informazioni turistiche Rosshaupten)
www.rosshaupten.de
Hauptstraße 10, 87672 Rosshaupten
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0049 8867 364

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(informazioni turistiche Rieden am Forggensee)
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Lindenweg 4, 87669 Rieden am Forggensee
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0049 8362 37025

Übersichtskarte Teilabschnitt 08
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 08 Auerbergland
Übersichtskarte Teilabschnitt 09
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 09 Füssen Schwangau

FÜSSEN & SCHWANGAU
LA REGALE ALGOVIA AL COSPETTO DELLE ALPI

  • 09

Il meraviglioso territorio in cui il Lech scaturisce dalle Alpi era popolato sin dall’epoca dei Romani. Un castrum romano coronava lo Schlossberg di Füssen, ai cui piedi passava la Via Claudia Augusta. L’odierna via del passeggio Reichenstraße nel centro storico è posta direttamente sul tracciato romano. Presso la stazione a valle della funivia del Tegelberg a Schwangau, i resti di un bagno privato di una villa rustica testimoniano l’elevata cultura abitativa dell’epoca romana. La fondazione della città di Füssen, di impronta medievale, con la sua grande tradizione nella liuteria, risale a S. Magnus, che si stabilì qui nell’VIII secolo come eremita.  Sul sito della sua cella nel IX secolo venne fondato un monastero benedettino, chiamato in suo onore S. Mang. Più tardi i Wittelsbach, in particolare re Ludwig, scoprirono per i loro castelli la pittoresca zona posta davanti alle Alpi. Si trovano a Schwangau, dove gli ospiti nel complesso termale delle Königliche Kristall-Therme possono dedicarsi al benessere – proprio come i Romani.

Der Lech und die berge bei Nacht in Füssen
Rathaus, Klosterhof, Museum, Foto Tschaikner
Reichenstraße, Fußgängerzone, Füsse, Foto Tschaikner
Füssen Neuschwanstein
Schwangau, Kristalltherme
Römerbad, Foto Schwangau
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Seguendo il Forggensee il percorso escursionistico porta dapprima al Festspielhaus, l’Auditorium e poi nel centro storico di Füssen, dove un tempo sullo Schlossberg  doveva sorgere il castrum romano. Dalla riva orientale lungo il Lech il percorso  arriva nel centro storico, la cui via principale è la Reichenstraße. Oggi è  zona pedonale e coincide con la strada romana.  Per fare una deviazione verso Schwangau e i castelli regali la cosa migliore è partire dal ponte Lechbrücke, posto nella parte orientale di Füssen. Si può ritornare per la stessa strada  oppure utilizzare il “Fürstenweg”, la strada dei principi, per raggiungere direttamente la località tirolese di Pinswang.  Dopo la città di Füssen si prosegue sulla riva orografica sinistra del fiume fino a raggiungere il salto impetuoso della cascata del Lech, dovei il fiume precipita dalle Alpi e che si attraversa su di un ponte che offre una vista impareggiabile sulla cascata. Sulla strada verso il Tirolo si trovano inoltre il Walderlebniszentrum, centro avventura nel bosco di Füssen e un sentiero all’altezza delle cime degli alberi, “Baumkronenpfad”, che dà una panoramica dei boschi di area alluvionale visti dall’alto.

Per informazioni rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
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Informazioni dettagliate in particolare sulla città di Füssen  vengono fornite da

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(informazioni turistiche Füssen Turismo & Marketing)
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Kaiser-Maximilian-Platz 1, 87629 Füssen
tourismus@fuessen.de
0049 8362 93 850

Informazioni dettagliate in particolare su Schwangau  vengono fornite da

Touristinfo Schwangau
(informazioni turistiche Schwangau)
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Münchner Straße 3
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Übersichtskarte Teilabschnitt 09
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 09 Füssen Schwangau
Flug Übersichtskarte Österreich, Tirol, Reutte, Imst, Landeck, Tirol West
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 10 Lechauen

VISTA A VOLO D’UCCELLO DEL TIROLO
LUNGO LA VIA CLAUDIA AUGUSTA
IN ETÀ ROMANA

Übersichtskarte Teilabschnitt 11
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 11 Reuttener Becken, Ehrenberg

“4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI”
(EDIZIONE REGIONE PARCO NATURALE REUTTE)

Übersichtskarte Teilabschnitt 11
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 11 Reuttener Becken, Ehrenberg

Testo della mappa storica di ...
100 D.C.

La porta nelle Alpi

La strada romana attraversava le Alpi come fossero una porta d’accesso. Poiché spesso il fiume Lech occupava l’intera valle, per raggiungere la conca di Reutte doveva già superare due alture, tra Stiglberg e Kratzer nonché al Kniepass. Il tracciato della strada romana venne ancora utilizzato fino al 1784 e la strada provinciale passa ancor oggi per il Kniepass. Prima della salita verso Ehrenberg la Via Claudia Augusta percorreva il territorio comunale di Breitenwang, dove si suppone una stazione di posta (mansio) ed il primo piccolo insediamento nel fondovalle. Reutte si sviluppò solamente in seguito, lungo la via del sale. Ancor oggi Breitenwang è il centro religioso del distretto.


1504

Reutte fiorisce

Il fiume Lech con il suo esteso terri-to---rio alluvionale caratterizzava il fon-dovalle anche nel 1504, che viveva essenzialmente grazie alla strada del sale posta tra Hall in Tirolo e la zona del lago di Costanza. Nel 1464 era stato costruito un ponte tra Lechaschau e Reutte, che aveva sostituito il guado del fiume Lech presso Höfen. Un magazzino del sale e numerose locande sulla strada fecero diventare Reutte il centro dell’Außerfern tirolese. Nel 1489 ottenne da Sigismondo il Danaroso il diritto di tenere mercati. Al di sopra della valle troneggiava il castel Ehrenberg. Un muro chiudeva la strettoia della valle: qualsiasi traffico doveva passare attraverso le poste della stazione doganale. Presso Pflach esisteva una ferriera. Dal 1327 Vils, che non apparteneva ancora al Tirolo, era una città ed era provvista di una cinta muraria con 2 torri poste a nord e a sud.


1780

intensamente fortificato

Numerose fortificazioni poste nella zona di confine tra Baviera e Tirolo caratterizzavano la regione attorno al 1780. Oltre allo sbarramento di Ehrenberg, cresciuto attorno a due ulteriori fortezze, c’erano numerosi avamposti fortificati. Il comune-mercato di Reutte posto ai suoi piedi contava già circa 1000 abitanti. Numerose nuove strade erano state appena costruite. Quella da Reutte a Kempten attraverso Vils passava così a sud accanto alla città al di fuori delle mura, la strada da Füssen verso Pinswang attorno allo Stiglberg. Il ponte di S. Ulrich venne realizzato solo nel 1914. Poco dopo l’inizio del XX secolo la ferrovia locale bavarese già esistente venne prolungata fino alla linea dell’Außerfern, che conduceva prima fino a Reutte. Allora il fiume attorno a Reutte non era regimentato.

v
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 10 Lechauen

IL FIUME NATURALE LECH
ALLE PORTE DEL TIROLO
E DELLE ALPI

  • 10

Al confine tra Germania ed Austria le prime creste montane formano la porta di accesso  attraverso cui la Via Claudia Augusta conduce nelle Alpi e nella regione del Parco naturale di Reutte, in Tirolo. Qui inizia quella parte del Lech, che, unico nelle Alpi settentrionali, è rimasto allo stato originario per lunghi tratti.  Vasti banchi di ghiaia e a tratti il paesaggio alluvionale che abbraccia l’intera valle dominano il regno dell’ultimo selvaggio, come viene denominato il fiume nella mostra del Parco naturale. Il Lech ha anche sempre determinato dove possono sorgere insediamenti e svilupparsi strade. Poiché parte della valle era continuamente allagata, il tracciato romano della Via Claudia Augusta già da Füssen e fino al bacino di Reutte passava per due alture: sul crinale tra Stiglberg e Kratzer e attraverso il valico del Kniepass.

Lechfall Magnus
Baumkronenpfad
Vilseck
Scheiben Schießen Pinwang
Blick Vom Vogelbeobachtungsturm in Lechau, Foto Tschaikner
Pinswang
Mösle
Mösle
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Dal centro storico di Füssen si oltrepassa il Lech, dalla cui sponda meridionale si ha una meravigliosa vista verso Füssen. Il percorso escursionistico verso l’Austria si snoda parallelamente al Lech e alla pittoresca vecchia strada provinciale, che è a tratti un viale. Dopo Pinswang si procede sul crinale montano tra Stiglberg e Kratzer, dove si suppone passasse anche la strada romana. Quindi il percorso escursionistico  passa attraverso i pittoreschi Unterpinswang e Oberpinswang, prima di superare il passo Kniepass. Infine l’escursionista arriva a Breitenwang e Reutte superando il Mösle, un zona boschiva umida, come il nome (piccola palude) lascia intuire e l’Urisee, un lago balneabile molto apprezzato.

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info@viaclaudia.org
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(informazioni turistiche della regione del parco naturale di Reutte)

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0043 5672 62 336 40

Übersichtskarte Teilabschnitt 11
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 11 Reuttener Becken, Ehrenberg

IL CENTRO DELL‘AUSSERFERN
IL MERCATO DI REUTTE E BREITENWANG

  • 11

Nella conca di Reutte la Via Claudia Augusta passava per Breitenwang, in direzione Ehrenberg. In questa località si trovava verosimilmente una stazione di sosta romana, prima che la strada romana iniziasse a salire. Agli inizi della Via del sale, da Hall in Tirolo alla zona del lago di Costanza, la strada fu spostata nel 1464 a Reutte e la città mercato si sviluppò fino a divenire il centro del distretto. Numerosi edifici testimoniano di questo tempo. Caratteristici di Reutte sono i dipinti architettonici sulle facciate, molti dei quali provengono dalla famiglia di artisti Zeiler. A sud di Reutte troneggia il complesso del castello di Ehrenberg, le cui quattro fortezze avevano un tempo la funzione di sbarramento difensivo della valle nei confronti della Baviera. C‘erano persino fortezze anteriori tra Pflach e Pinswang o Musau, dove un tempo si trovava il confine. Per inciso, Vils era una città bavarese con un muro di cinta.

Urisee
Dekanatspfarrkirche Breitenwang, Foto Breitenwang
Museum Grünes Haus Reutte Untermarkt Architekturmalerei
Kellerei Saal
Denar Lugdunum
Wandern Familie
Fort Claudia
Via Claudia Augusta Fernwanderer Paul Iacob Ehrenberg
Museum Ausstellung Dem Ritter Auf Der Spur Ehrenberg Burgenwelt
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Provenendo da Breitenwang il percorso escursionistico si immette direttamente nel centro del comune di Reutte, dove la rotonda fa da confine tra l’Untermarkt e l’Obermarkt (mercato di sotto e di sopra). La strada che attraversa l’Obermarkt  corrisponde al percorso della Via del sale, che superava il Lech tra Lechaschau e Reutte. Attenzione a non farvi scappare il bivio in direzione di Spital e poco più avanti quello in direzione di Ehrenberg. Il sentiero acciottolato che sale al Mondo dei castelli di Ehrenberg corrisponde nuovamente alla Via del sale. La strada romana, in costante salita, si può scoprire ancora a tratti a destra o a sinistra.

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v
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 10 Lechauen
Übersichtskarte Teilabschnitt 13
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 13 Zugspitz Gebiet

"4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI" (EDIZIONE TIROLER ZUGSPITZ ARENA)

  • 12
Übersichtskarte Teilabschnitt 13
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 13 Zugspitz Gebiet

Text der historischen Karte von ...
400 n. Chr.

Die Römerzeit

Der Lech mit seinen ausgedehnten Überschwemmungsgebieten prägte auch 1504 das Talbecken, das ganz wesentlich von der Salzstraße zwischen Hall in Tirol und dem Bodensee-Raum lebte. 1464 war zwischen Lechaschau und Reutte eine Brücke errichtet worden, die die Lechfurt bei Höfen ersetzte. Ein Salzlager und zahlreiche Straßengasthöfe ließen Reutte zum Zentrum des Tiroler Außerfern wachsen.1489 erhielt es von Sigismund „dem Münzreichen“ das Marktrecht. Über dem Tal thronte das Schloss Ehrenberg. Eine Mauerversperrte dieTalenge. Jeglicher Verkehr musste durch dasTor der Zollstation. Bei Pflffllach bestandeine Eisenhütte. Das noch nicht zu Tirol gehörige Vils war seit 1327 Stadt und verfügte über eine Stadtmauer mit zwei Toren im Norden und Süden.


1599

Spätes Mittelalter /
frühe Neuzeit

Der Lech mit seinen ausgedehnten Überschwemmungsgebieten prägte auch 1504 das Talbecken, das ganz wesentlich von der Salzstraße zwischen Hall in Tirol und dem Bodensee-Raum lebte. 1464 war zwischen Lechaschau und Reutte eine Brücke errichtet worden, die die Lechfurt bei Höfen ersetzte. Ein Salzlager und zahlreiche Straßengasthöfe ließen Reutte zum Zentrum des Tiroler Außerfern wachsen.1489 erhielt es von Sigismund „dem Münzreichen“ das Marktrecht. Über dem Tal thronte das Schloss Ehrenberg. Eine Mauerversperrte dieTalenge. Jeglicher Verkehr musste durch dasTor der Zollstation. Bei Pflffllach bestandeine Eisenhütte. Das noch nicht zu Tirol gehörige Vils war seit 1327 Stadt und verfügte über eine Stadtmauer mit zwei Toren im Norden und Süden.


1926

18./19. Jh. - als die Talsperre Ehrenberg kommt war

Der Lech mit seinen ausgedehnten Überschwemmungsgebieten prägte auch 1504 das Talbecken, das ganz wesentlich von der Salzstraße zwischen Hall in Tirol und dem Bodensee-Raum lebte. 1464 war zwischen Lechaschau und Reutte eine Brücke errichtet worden, die die Lechfurt bei Höfen ersetzte. Ein Salzlager und zahlreiche Straßengasthöfe ließen Reutte zum Zentrum des Tiroler Außerfern wachsen.1489 erhielt es von Sigismund „dem Münzreichen“ das Marktrecht. Über dem Tal thronte das Schloss Ehrenberg. Eine Mauerversperrte dieTalenge. Jeglicher Verkehr musste durch dasTor der Zollstation. Bei Pflffllach bestandeine Eisenhütte. Das noch nicht zu Tirol gehörige Vils war seit 1327 Stadt und verfügte über eine Stadtmauer mit zwei Toren im Norden und Süden.

Übersichtskarte Teilabschnitt 12
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 12 Nördliches Zwischentoren

ZWISCHENTOREN
LA VITA SULLA E
CON L’ANTICA STRADA

  • 12

A partire da Heiterwang il paesaggio appare decisamente alpino. Si capisce che in primavera rimane a lungo coperto dalla neve. Quello che conferisce particolare fascino ad una vacanza, significa da sempre per i contadini tantissimo lavoro e poco profitto.  Il territorio tra le due porte di Ehrenberg e di Fernstein, detto letteralmente “Zwischentoren”, visse e si giovò perciò per lungo tempo e in larga parte della strada. Molti possedevano una piccola comunità agricola per il proprio sostentamento e lavoravano inoltre come imprese di trasporto o guadagnavano del denaro con servizi offerti ai viaggiatori di passaggio. Per avere sufficiente cibo per le proprie e le altrui bestie, i pendii venivano falciati fino alla vetta – come si può vedere ancor oggi tra Heiterwang e Bichlbach. Quando la strada perse di significato prima con la costruzione della strada di valico dell’Arlberg ed ancor più con la ferrovia dell’Arlberg, la popolazione divenne molto povera e se ne andò lontano, chi a fare l’artigiano itinerante e chi come “Schwabenkinder” (figli di famiglie povere che lavoravano  come braccianti in Alta Svevia).

Heiterwang
Heiterwanger See
Heiterwanger See
Heiterwanger See Schiff
Heiterwanger See Schiff
Heiterwanger See Schiff
Blick auf Bichlbach
Panoramaweg
Zunftkirche Bichbach Tiroler Zugspitz Arena, Foto Anton Vorauer
Zunftmuseum Bichlbach
Radweg Heiterwang Bichlbach Tiroler Zugspitz Arena, Foto Anton Vorauer
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Così come il tracciato romano e la Via del sale, il percorso escursionistico passa per la porta della chiusa di Ehrenberg. Per molti secoli questa era l’unica possibilità per superare lo sbarramento della valle, e qui i vetturini dovevano pagare il pedaggio. Quindi si attraversa il Klausenwald, il bosco della chiusa, dirigendosi verso Heiterwang am See. Fino al limitare della località il percorso escursionistico  si snoda nell’area della strada romana, quindi  attraversa il Klausenwald sulla Via del sale, che là descrive un ampio arco. Il percorso escursionistico prosegue poi per un tratto in direzione del lago Heiterwanger See e quindi sul sentiero “Panoramaweg”, leggermente al di sopra del fondovalle fino alla conca tra Lermoos, Ehrwald e Biberwier, con meravigliose vedute del “Mähberg”, la montagna che fino al tardo secolo scorso veniva falciata fin sulla vetta, dei paesi di Bichlbach, Wengle, Lähn e del tracciato originale della strada romana che li collega.

Übersichtskarte Teilabschnitt 12
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 12 Nördliches Zwischentoren
Übersichtskarte Teilabschnitt 13
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 13 Zugspitz Gebiet

L’ARENA NATURALE
SUL VERSANTE TIROLESE
DELLA ZUGSPITZE

  • 13

Arrivando verso Lermoos si comprende perché la regione si chiama “Tiroler Zugspitz Arena”. Nel Manege è situata la pittoresca zona umida detta  “Moos”, attraverso cui un tempo – realizzata su migliaia di tronchi d’albero – passava la Via Claudia Augusta. Nelle “logge” poste tutt’attorno sono disposte le vivaci località di vacanza Ehrwald, Lermoos e Biberwier. Le tribune dell’Arena sono costituite dal favoloso mondo alpino. La cima più famosa è la Zugspitze, la montagna più alta della Germania, raggiungibile dal 1926 da Ehrwald con la ferrovia tirolese della Zugspitze. La sua costruzione, in seguito alla perdita di importanza economica della vecchia strada, fu un simbolo per l‘inizio di un nuovo futuro economico per le “Zwischentoren” nel settore turistico.

Tiroler Zugspitz Arena Panorama
Grabung Prügelweg Lermoos
Moos
Blick auf Lermoos
Ehrwald Kirchplatz
Durchs Moos
Moos
Moos
Moos
Moos
Moos
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Al limitare della località di Lermoos il percorso escursionistico abbandona il pendio montano.  Passa prima per il centro di Lermoos e poi, nell’area dell’antica strada romana, attraverso la pittoresca zona umida di “Moos”, posta tra le tre località. Lungo il tragitto c’è la possibilità di fare delle deviazioni a Ehrwald e sulla Zugspitze. Nei pressi del percorso  c’è una tabella trasparente  con cui si può vedere come la “Prügelstraße”, la strada di tronchi, si dirigeva a Bieberwier attraversando la zona paludosa. Là il percorso passa accanto al sito in cui qualche anno fa gli archeologi hanno riportato alla luce una stazione di sosta romana. Alla pittoresca piccola località segue l’ascesa al valico del Fernpass.

Übersichtskarte Teilabschnitt 13
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 13 Zugspitz Gebiet
Übersichtskarte Teilabschnitt 16
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 16 Imst

"4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI"
(EDIZIONE IMST)

Übersichtskarte Teilabschnitt 16
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 16 Imst

Text der historischen Karte von ...
100 n. Chr.

Alter Siedlungsraum

763 wird von einem „Oppidum Humiste“ geschrieben. Oppidum bezeichnet eine befestigte vorrömische Siedlung. Ihre Erwähnung nach der Römerzeit deutet auf eine durchgehende Besiedelung seit vorrömischer Zeit hin, die sich am „Bergl“ oberhalb des Imster Stadtzentrums befunden haben dürfte. Auch in Dormitz bei Nassereith gibt es Hinweise auf frühgeschichtliche Besiedelung. Da wie dort richteten die Römer entlang der Via Claudia Augusta Straßenstationen ein. Rund um diese entwickelten sich Siedlungen. In Imst, das der bedeutendste Siedlungsort zwischen Füssen und Meran war,  vermutlich parallel zur vorrömischen. Frühgeschichtliche und römische Besiedelung gibt es übrigens auch auf der Sonnenseite des Tschirgant, in Karrösten und Karres.


1550

Bergbau-Hochburg

Das Gebiet an der Via Claudia Augusta zwischen Biberwier und Inntal war im mehrfachen Sinne eine Hochburg des Bergbaus.  Im Mieminger Gebirge im Osten, in den Lechtaler Alpen im Norden und an den Hängen des Tschirgants im Süden befanden sich bedeutende historische Bergbau-Reviere. Vor allem im der Felswand „Söllberg“, vor der Nassereith liegt, entdeckt man bei näherem Hinsehen zahlreiche Mundlöcher. Abgebaut wurde Bleiglanz für die Gewinnung von Silber aus den silberhältigen Erzen von Schwaz und in späterer Zeit Zinkblende. Ausserdem war Imst, neben seiner Bedeutung als Marktplatz und Verkehrsknoten, Sitz des Berggerichts, dessen Wirkungsbereich bis in das Ausserfern und nach Vorarlberg reichte.


1901

Lange verhinderte Stadt

Imst ist schon seit Jahrtausenden die bedeutendste Siedlung zwischen Füssen und Meran und ein wichtiger Verkehrsknoten. Seit dem Spätmittelalter ist es ein Markt und vom 15. bis 17. Jh. befand sich dort der Sitz eines Berggerichts, dessen Wirkungskreis ins Außerfern und nach Vorarlberg reichte. Wären nicht die einflffllussreichen Herrn von Starkenberg dagegen gewesen, weil Imst dann direkt dem Landesfürsten unterstanden hätte, wäre die Gurgltal-Metropole schon seit 700 Jahren eine Stadt mit Stadtmauer. Nach einem Brand im Jahr 1822, dem 206 von 220 Häusern zum Opfer ffiielen, wurde Imst neu aufgebaut und schließlich 1898 doch noch zur Stadt erhoben. Bekannt ist Imst übrigens auch durch seine Vogelzüchter und Händler.

Übersichtskarte Teilabschnitt 14
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 14 Ferpass

LA FRANA DEL FERNPASS
ANTICHE VIE ATTRAVERSO
UNA NATURA AFFASCINANTE

  • 14

Il Fernpass si è formato 4.000 anni fa a causa di una frana che ha ostacolato il transito. La fauna e soprattutto la flora dovettero riconquistare faticosamente il paesaggio. Ancor oggi lo strato di humus è modesto e si vede che la vegetazione, nonostante l’altezza relativamente contenuta del passo (altitudine attuale 1216 metri, altitudine del passo romano 1260 metri) risulta d’alta montagna. L’affascinante paesaggio è attraversato da sentieri e strade di epoca preromana e romana, della prima Età moderna, dell’Ottocento e dell’epoca attuale. Attualmente è in discussione la costruzione di un tunnel sotterraneo. La strada romana Via Claudia Augusta conduceva dritta da Biberwier fin su all’antico Fernpass. Il suo percorso coincide in questa zona in buona parte con quello della linea dell’alta tensione. Dalla quota più elevata si scende al lago Sameranger See con una pendenza costante lungo il pendio. Dal tardo Medioevo la strada del Fernpass attraversava l’omonimo valico alla stessa altitudine di quello attuale.

Römerweg Fernpass
Fernpass Blindsee, Foto Anton Vorauer
Fernpass Salzstrasse Mittelalter, Foto Anton Vorauer
Fernpassseen
Fernstein
Fernsteinsee Fernstein
Fernstein
Fernstein
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In buona parte nell’area del tracciato della strada romana, il percorso escursionistico sale attraverso i boschi  della frana del Fernpass, che sembrano foreste d’alta quota,  fino all’altezza del “vecchio Fernpass”. Il lago Weissensee si trova direttamente sulla strada. Appena un poco più lontano c’è il Blindsee, un frequentato lago balneabile alpino. Dal valico romano del Fernpass si gode di una meravigliosa vista panoramica sul paesaggio, i sentieri e le strade di epoca preromana e romana, medievale e della prima età moderna. Come la strada romana, il percorso escursionistico segue il pendio scendendo verso il Nassereither Almweg. Dopo aver incrociato la strada nazionale del Fernpass, l’odierna  Via Claudia Agusta, si snoda in gran parte lungo il Gurglbach, riattraversa la strada nazionale, scendendo ai  laghi di Sammeranger e Fernstein. Oltre le loro pittoresche rive vi aspetta il complesso di castel Fernstein. 

Übersichtskarte Teilabschnitt 15
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 15 Gurgltal
Übersichtskarte Teilabschnitt 15
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 15 Gurgltal

GURGLTAL, STORICA ROCCAFORTE
DELL’INDUSTRA MINERARIA
E DEL CARNEVALE

  • 15

La Gurgltal è un idillio paesaggistico che affascina gli amanti del relax nelle vicinanze ed i turisti. La pittoresca valle fu abitata fin dall‘antichità, come testimonia un santuario a Dollinger-Lager sul versante settentrionale tra Nassereith e Tarrenz, che venne verosimilmente utilizzato dall’età di Hallstatt fino a quella romana. La strada romana, proveniente da Fernstein, proseguiva dritta fino alla chiesa parrocchiale di Nassereith e  poi sul versante meridionale della valle, per evitare il rischio di caduta massi della parte assolata. Tra Strad e Tarrenz  attraversava la valle e si snodava lungo il pendio assolato, in direzione di Imst. Nassereith era già nella preistoria e in epoca romana un nodo di traffici, in cui si incontravano le strade che passavano nella Gurgltal e attraverso l’altopiano di Mieming. A Dormitz, poco distante dalla strada romana Via Claudia Augusta, è attestato un insediamento romano e nel bosco di Strad c’era una locanda romana.  Inoltre nella zona di Dormitz si suppone ci fosse una stazione di posta. Il territorio tra il Fernpass e Imst era anche una delle più importanti aree minerarie del Tirolo, di cui narra un autentico villaggio di minatori ricostruito a Tarrenz, il “Knappenwelt Gurgltal”. Venivano estratti soprattutto galena, necessaria per ricavare l’argento di Schwaz, e zinco. Nella città distrettuale di Imst si trovava il tribunale minerario, la cui giurisdizione si estendeva fino all’Ausserfern, al passo di Resia e al Vorarlberg. La Via Claudia Augusta venne quindi utilizzata anche per i trasporti dell’industria mineraria. Non da ultimo, la grande tradizione del Carnevale collega i tre Comuni della Gurgltal, Nassereith, Tarrenz e Imst.

Fernstein
Fernstein Nassereith
Dormitz Nassereith Richtung Fernstein
Nassereither See
Fasnachtshaus Nassereith
Gurgltal Imst
Dormitzt
Knappenwelt
Knappenwelt Bergbau Pochwerk
Gurgltal
Tarrenz Richtung Imst
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Da castel Fernstein il percorso escursionistico conduce, attraverso un pittoresco bosco, all’ingresso della Gafleintal, valle in cui ancora nel secolo scorso era attiva l’industria mineraria,  e a St. Wendlin, insediamento di minatori. Poi si attraversa il tranquillo centro del villaggio di Nassereith, che merita di essere visto, e si raggiunge Dormitz con il santuario di S. Nicola, un luogo di pellegrinaggio situato al millenario incrocio stradale, popolato  già dal tempo dei Romani.  
Il sentiero ai piedi del passo Holzleitensattel offre una magnifica vista sulla valle  Gurgltal. Il percorso ciclabile conduce quindi sul tracciato originale della strada romana  attraverso il bosco Strader Wald  fino alla piccola località di Strad, che deve il suo nome ai Romani. Direttamente sul percorso escursionistico vi attende anche  il “Knappenwelt”, il mondo dei minatori della Gurgltal, prima che il percorso attraversi la valle in direzione di Tarrenz. Dal pittoresco centro di questa località si sale infine alla birreria di castel Starkenberg, la cui birra non solo si può bere, ma ci si può perfino fare il bagno. Sulla strada per Imst seguono il lago Starkenberger See e le rogge per irrigare i pendii arsi dal sole.

Auskunft erteilt die

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Detailfragen zur Region beantwortet am Besten die

Touristinfos von Imst Tourismus
www.imst. at
Postplatz 28, 6465 Nassereith
Johannesplatz 4, 6460 Imst
info@imst.at
0043 5412 6910

Übersichtskarte Teilabschnitt 16
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 16 Imst

OPPIDUM HUMISTE
LE RADICI RETICHE
E ROMANE DI IMST

  • 16

Dal VII secolo è tramandato un “Oppidum Humiste”. Con ogni probabilità è Imst, che era anche una stazione di posta  sulla Via Claudia Augusta. “Oppidum” fa perfino riferimento ad un insediamento fortificato di età preromana.

La città distrettuale fu probabilmente abitata con continuità dall’epoca dei Reti, attraverso l’età romana e fino al VII secolo. La chiesetta di San Lorenzo sul suggestivo “Bergl” (montagnola) al di sopra del centro cittadino, che affonda le sue radici già nel V secolo d.C., indica che l’insediamento doveva essere piuttosto grande, forse l’insediamento  più grande tra Füssen e Merano. Tuttavia l’Imst romana è sepolta sotto il centro storico, ragion per cui non dovrebbe essere rimasto molto e quel poco è difficile da studiare. In tempi più tardi l’attuale capoluogo di distretto Imst fu sede della Berghauptmannschaft, l’autorità che si occupava delle questioni di diritto minerario, nonché la patria dei venditori di uccelli dell’omonima operetta. Il maggior motivo d’orgoglio degli abitanti di Imst è il loro Carnevale, che si tiene ogni quattro anni e a cui è anche dedicato un museo.

Imst Meran Des Nordens
Laurentiuskirchlein Imst
Kramergasse Imst
Imst Rosengartenschlucht
Imst Schemenlaufen
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Il percorso escursionistico fa l’ingresso nella città di Imst dalla porta Hintertür. Provenendo dal lago Starkenberger See, attraversa la strada di montagna del valico Hahntennjoch  verso la Lechtal e quindi si dirige, per boschi e prati dall’idilliaco aspetto rurale, al Bergl, altura direttamente sopra il centro cittadino di Imst, su cui il popolamento della città ebbe inizio ancora in età preromana e dove oggi sorge la pittoresca chiesetta di San Lorenzo. Da qui si ha una meravigliosa vista sugli storici Obermarkt  e Untermarkt (i mercati di sopra e di sotto) e sulla Kramergasse che li unisce e che corrisponde in larga misura all’andamento della strada romana. L’escursionista scende in città attraverso una via crucis. Nell’Obermarkt, posto sulla sinistra, vi sono da vedere tra le altre cose la chiesa parrocchiale e la Haus der Fasnacht, la Casa del Carnevale, nell’Untermarkt posto sulla destra, la Kramergasse, i suoi vicoli laterali e il Museum im Ballhaus. Il percorso escursionistico esce dalla città  seguendo le tracce romane lungo la Kramergasse e poi sull’antica strada provinciale.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 16
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 16 Imst
Übersichtskarte Teilabschnitt 18
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 18 Tirol West

"4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI"
(EDIZIONE LANDECK, TIROLO OVEST)

Übersichtskarte Teilabschnitt 18
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 18 Tirol West

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vor dem Jahre 0

Früh dicht besiedelt

Schon in der Frühgeschichte war die Gegend rund um Landeck relativ dicht besiedelt. Oberhalb von Schönwies, in Stanz und Grins, in Perjen, in Fließ, am Eingang ins Kaunertal, in Fiss und Serfaus, ... — auf jedem sonnigen Hang und jeder Hochterrasse sind Siedlungen nachgewiesen oder es gibt zumindest Hinweise auf Besiedelung. Die Siedlungen waren durch Karrenwege miteinander verbunden. Neben einem im Inntal gab es auch eine Abkürzung vom Kaunertal über den Piller Sattel nach Imst. Oberhalb von Fließ befand sich ein Brandopferplatz, an dem Jahrhunderte lang, bis in die Römerzeit, Götter angerufen wurden. Im archäologischen Museum Fließ sind frühgeschichtliche Funde aus dieser Zeit zu bestaunen, wie man sie in dieser Fülle und Qualität sonst nur in großen Städten fifindet.


450

Frühchristliche Kirchen

Im Raum Landeck führte die Römerstraße Via Claudia Augusta weitgehend am Hang entlang — dem Abschnitt zwischen der Innsbrücke bei Starkenbach und Landeck folgte der markante und malerische Abschnitt über die „Platte“ nach Fließ, wo aus verschiedenen Epochen stammende Wagenspuren im Fels Straßengeschichten erzählen. Nur im Bereich von Schloss Landeck verließ die Via Claudia Augusta einmal den Hang — vermutlich weil sich dort eine Straßenstation befand und die Straße über den Arlberg abzweigte. Die wichtige Verkehrsverbindung brachte nicht nur wirtschaftliche Entwicklung, sondern auch regen kulturellen Austausch, was sich unter anderem in der frühen Christianisierung zeigt. Die Pfarrkirche in Landeck und die Laurentiuskirche am Imster „Bergl“ haben Wurzeln im 5. Jh. Die Maaßkirche beim archäologischen Museum in Fließ im 6. Jh.


1787

Verkehrsknoten Landeck

Schon in der Römerzeit trafen an der Mündung der Sanna in den Inn erstmals zwei überregionale Straßen aufeinander. 1787 wurde die schon längere Zeit nicht mehr fahrbare Straße nach Vorarlberg erneuert, wiederbelebt und der Talkessel wurde endgültig zum Verkehrsknoten. Ein Übriges dazu tat der Bau der Arlbergbahn 1884, in dessem Zuge auch 800 Arbeitsplätze entstanden und die Bevölkerung stark zunahm. Um 1900 wurden die Gemeinden Perfuchs und Angedair zu Landeck vereinigt, das 1904 zum Markt und 1923 zur Stadt wurde. Bezirksort ist Landeck schon seit 1868, als es noch gar keinen Ort mit dem Namen gab, sondern nur das Schloss Landeck. Verlierer der Verlagerung des Ost-West-Verkehrs auf die Arlberg-Strecke war übrigens „Zwischentoren“ zwischen Fernstein und Reutte. Viele der bitterarmen Außerferner wurden in der Folge zu Gastarbeitern im  in den wohlhabenderen Nachbarregionen im Norden.

Übersichtskarte Teilabschnitt 17
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 17 Mils, Schönwies

SULLE TRACCE DEI ROMANI
DA IMST
ALLA ZONA DI LANDECK

  • 17

La valle dell’Inn tra Imst e Landeck seduce per i quieti villaggi, per una delle poche vallate alluvionali lungo l’Inn conservatesi e per la Kronburg, che troneggia dall’alto di una rupe. Da qui si gode di una splendida vista sulle montagne circostanti, in particolare sulla Tschirgant, tra la valle dell‘Inn e la valle della Gurgltal. All’incirca a metà strada verso Landeck, a Mils, si trova il villaggio avventura “Trofana Tyrol”, un’area di sosta che svolge tutte le funzioni che avevano anche le stazioni di sosta per i viaggiatori che i Romani allestivano a distanze regolari lungo la Via Claudia Augusta, e molto altro ancora.

Kornburg Imst Schönwies
Mils Au, Foto Imst Tourismus
Mils bei Imst
Mittelalterliche Geleise Mils
Mils Schönwies
Schönwies
Kronburg
Kronburg
Kronburg
Bild Landschaft
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Il percorso escursionistico prosegue inizialmente sul versante assolato della valle, dove si snodava anche la strada romana. Purtroppo nella seconda parte del pendio roccioso accanto alla strada non c’è posto sufficiente per un sentiero escursionistico, motivo per cui il percorso scende nel fondovalle, passa sotto all’autostrada e prosegue per un tratto sulla ciclabile dell’Inn. Lungo la strada ci sono il villaggio avventura Trofana Tyrol e la Milser Au, la piana alluvionale di Mils. La Dorfstraße di Mils e il suo proseguimento fino a Starkenbach, dove la strada romana superava l’Inn, coincide esattamente con quest’ultima, mentre il percorso escursionistico varca già in precedenza l’Inn, verso Schönwies. All’altezza della chiesa risale infine il pendio in ombra della valle dell’Inn, su cui passando per il monastero di Kronburg ai piedi dell’omonimo maniero e l’area naturale di svago di Trams arriva al castello di Landeck, con meravigliose vedute di Zams, dell’ansa dell’inn e dei quartieri di Landeck.

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 17 Mils, Schönwies
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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 18 Tirol West

TIROLO OCCIDENTALE
REGIONE DEI SAPORI
A LANDECK

  • 18

I pendii assolati attorno a Landeck sono stati abitati sin dall’epoca preromana e romana, come testimoniano innumerevoli ritrovamenti: a Fließ, Stanz, Grins o anche presso la Kronburg. Da poco si sa anche che la chiesa parrocchiale di Landeck ha radici protocristiane, il che fa pensare ad un insediamento maggiore già in epoca romana. Anche in precedenza gli archeologi teorizzavano una stazione di sosta nell’attuale città distrettuale, poiché la strada romana porta dal pendio nella valle. Landeck è circondata da numerosi impianti difensivi, tra i quali l’antica sede di giudizio, castel Landeck, è quello meglio conservato e il più importante. La città si sviluppò principalmente nel corso della costruzione della ferrovia dell’Arlberg. I pendii assolati favorirono non solo il popolamento, ma anche l’agricoltura. La regione dei sapori invita a gustare i suoi frutti.

Schloss Landeck, Foto Albin Niederstrasser
Zammer Lochputz
Brennereidorf Stanz, Foto Tirol West - Albin Niederstrasser
Keimlinge Closeup Genussregion Tirol West
Schnaps, Likör, Brot, Marmelade, Genussregion Tirol West
Tiroler Edle
Genussregion Sortiment
Wanderweg Richtung Fliess
Fliess
Fliess
Fliess
Museum Fliess Aussen
Bronzezeitlicher Kammhelm Museum Fliess
Kaunergrat Murmeltier Naturpark Tirol West
Via Wanderweg Landeck Fliess
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Il percorso escursionistico conduce lungo il pendio al castello di Landeck, antica sede di giudizio, che ha dato il nome alla città e al distretto. Poco al disotto del castello ci sono la chiesa parrocchiale e il centro cittadino con la Malerstraße. Il percorso escursionistico, risalendo nuovamente il pendio e  oltrepassando la Fließer Platte con le tracce originali della Via Claudia Augusta, conduce al comune di Fließ. Proprio sulla Fließer Platte si possono notare le impronte lasciate sulla roccia da carri di differenti epoche, mentre poco prima ci sono tracce di erosione sulla parete rocciosa. Nella località di Fließ vi attendono il Centro di documentazione tirolese della Via Claudia Augusta  e il Museo archeologico di Fließ. Quindi si scende a valle sul pendio asciutto con la sua tipica e multiforme vegetazione verso il ponte Pontlatzbrücke sull’Inn.

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 19 Tiroler Oberland

"4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI"
(EDIZIONE NAUDERS, TIROLER OBERLAND)

Übersichtskarte Teilabschnitt 19
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 19 Tiroler Oberland

Text der historischen Karte von ...
100 n. Chr.

Strasse meist in Talsohle

Wegen der Talenge, die steinschlag-gefährdet war und oft ganz vom Inn in Anspruch genommen wurde, verlief die Via Claudia Augusta zwischen Landeck und Fließ am Hang entlang, über die Fließer Platte, auf der die Wagen in den verschiedenen Epochen Spuren im Fels hinterließen. Wieder im Tal konnte die Römerstraße dann bis Altfinstermünz — mit einigen Fluss-Querungen — durch die Talsohle führen, weil die Natur den Inn in dem Bereich in engen Bahnen hielt. Ab Finstermünz stieg die Straße stetig mit 11 % durch die Schlucht hinauf, zur einzigen schriftlich überlieferten Straßenstation Inutrium, kurz vor dem höchsten Punkt der Straße, und dem Reschenpass. Vermutlich gab es 2 weitere Straßenstationen zwischen Prutz und Pfunds. Sicher besiedelt waren Fließ und Inutrium.


1530

Straße und Bergbau

Die Römerstraße wurde im Mittelalter und in der Neuzeit großteils weiter genutzt. Burgen wie Pidenegg, Pernegg, Laudegg, Siegmundsriedt, Finstermünz und Naudersberg säumen die Verkehrsrouten. Abgesehen von den Hauptstraßen gab es fast nur Saumpfade. Neben Landwirtschaft zur Selbstversorgung und Verdienstmöglichkeiten in Verbindung mit der Straße brachte der Bergbau Einkommen — erst im Kaunertal, dann im Berglertal, später  im Platzertal. Weiters wurde in Serfaus Erz abgebaut und in Fließ verhüttet.


1910

Neue Verkehrswege

Lange wurde diskutiert, wie man die Reschenstraße erneuern soll. Schließlich setzten sich die modernen Baumeister durch und es wurde 1852 - 1856 die Straße mit Kehren und Galerien gebaut, die noch heute über weite Teile in Verwendung ist. Auch ins Engadin, ins Samnaun und zum Bergbau im Platzertal wurden Straßen errichtet. Das Erz wurde außerdem mit einer Materialseilbahn befördert. Neben Investitionen in die Straßen, gab auch 2 unterschiedliche Pläne für eine Bahnverbindung über den Reschenpass, für die zahlreiche Tunnel notwendig gewesen wären. Von der strategisch wichtigen Position des Passes zeugt die nördlichste Festung von Österreich-Ungarn gegenüber Italien.

Übersichtskarte Teilabschnitt 19
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 19 Tiroler Oberland

NELL‘OBERES GERICHT
DAL PONTE DI PONTLATZ
FINO A ALTFINSTERMÜNZ

  • 19

L’ “Oberes Gericht” va da Landeck fino a Nauders e prende il proprio nome dalla sede di giudizio, che un tempo si trovava a castel Laudegg, sopra Prutz e poi a partire dal XVII secolo a castel Siegmundsried. Si tratta di una delle sezioni originarie più antiche della Via Claudia Augusta, in cui si vede quale influsso esercitasse l’importante strada sullo sviluppo dell’insediamento.  L’antica strada provinciale, che oggi è stata in buona parte esautorata nella sua funzione di arteria principale dalla parallela B180, corrisponde in buona parte alla strada romana. Località e laghetti pittoreschi, castelli e fortificazioni, case signorili, locande, masi contadini ed edifici sacri nonché alcuni antichi ponti vi accompagnano. Il ponte più impressionante è sicuramente quello della stazione doganale di Altfinstermünz, eretta nel Medioevo sull’Inn nel suo primo tratto, dove anche la strada romana attraversava il fiume.

Nebelstimmung Tiroler Oberland Oberinntal
Sonnen Badeplatz
Schloss Siegmundsried
Oberinntal
Gams am Wegrand
Gams am Wegrand
Tösens Römerbrücke
Tösens Pfunds
Minifundus
Altfinstermünz Pfunds Nauders Reschenpass, Foto Lammerhuber
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Il percorso escursionistico, che porta a Prutz attraverso prati pittoreschi, ai piedi del maniero Burg Laudegg, si snoda sulla vecchia strada provinciale, che corrisponde in gran parte all’antica strada romana  e appartiene oggi solamente a escursionisti, ciclisti e confinanti. A differenza del percorso ciclabile quello escursionistico segue il fiume sulla sinistra orografica, passando per Ried nell’alta valle dell’Inn fino a Tösens.  Dirimpetto al paese passa per il cosiddetto “Römerbrücke” (ponte romano), in realtà uno dei più antichi ponti medievali di pietra, costruito però in stile romano. Quindi il percorso escursionistico, con brevi interruzioni, conduce lungo il pendio montano fino alla stazione doganale presso il ponte Kajetansbrücke. Da lì si gode la vista meravigliosa di Pfunds e delle sue frazioni lungo la vecchia strada provinciale, che coincide in larga misura con la strada romana. Infine lungo l’Inn si arriva alla stazione doganale di Altfinstermünz. In precedenza la strada romana che oggi coincide con il percorso escursionistico formava per un breve tratto il confine dell’odierna UE con la Svizzera.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 19
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 19 Tiroler Oberland
Übersichtskarte Teilabschnitt 20
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 20 Reschen

PASSO RESIA:
IL TETTO DEL TOUR

  • 20

In epoca storica i valichi costituivano una grande sfida. Per tale motivo i Romani costruivano preferibilmente delle stazioni di sosta prima e dopo i loro punti culminanti. Il passo Resia con i suoi 1507 metri è il punto più elevato della Via Claudia Augusta. Il punto culminante si trova nel territorio dello Stato italiano. Leggermente più a nord, nell’austriaca Nauders, si trovava l’unica stazione di sosta romana del Tirolo tramandata nei documenti, Inutrium. Oggi sostano nella parte alta della vallata numerosi vacanzieri. D’inverno come d’estate si godono l’ambiente montano attorno a Nauders, Resia, Curon e San Valentino. Le quattro località appartengono a due Stati e a due regioni turistiche diverse, ma geograficamente appartengono tutte alla Val Venosta. Gi ospiti apprezzano anche i laghi ricavati sul passo attraverso sbarramenti. Il lago di Resia con il campanile di Curon vecchia si posiziona tra i punti più fotografati del percorso.

Altfinstermünz
Wanderer Altfinstermünz
Altfinstermünz
Festung Nauders
Nauders am Reschenpass von Oben, Foto Manuel Baldauf
Nauders am Reschenpass Schloss burg Naudersberg, Foto Daniel Zangerl
Nauders am Reschenpass Naturdenkmal Schwarzer See, Foto Martin Lugger
Nauders am Reschenpass Goldwasser, Foto Daniela Zengerl
[Translate to Italiano:] Dorf Reschen Von Oben
Reschenpass
Reschensee Schiff
Reschenpass
Reschensee Ufer
Graun
st valentin
Graunhaidersee
Haidersee
Wanderweg Um Den Reschensee
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Dalla stazione doganale di Altfinstermünz, costituita nel Medioevo, il percorso escursionistico sale per uno stretto passaggio pedonale a Hochfinstermünz, dove un ex albergo di lusso è immerso in un sonno da Bella addormentata. Al momento l’escursionista per raggiungere Nauders deve prendere da qui l’autobus pubblico. Si sta però già lavorando alla prosecuzione del percorso escursionistico che passi nella zona dell’antica fortezza di Nauders. Da Nauders si arriva al paese di Resia – attraverso prati pittoreschi – passando dapprima il confine tra Austria ed Italia e poi il valico. Da Resia il percorso escursionistico prosegue sulla riva orientale del lago di Resia. Anche la strada romana passava un tempo su questa sponda del lago,  un tempo più piccolo. Oggi essa giace sepolta sul fondo del lago, così come il paese di Curon vecchia. Solamente il campanile emerge ancora dall’acqua, un soggetto fotografico di grande attrazione. Da San Valentino alla Muta si prosegue attraverso la piana di Malles per Burgusio e Malles Venosta.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 20
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 20 Reschen
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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 21 Oberer Vinschgau

ALTA VENOSTA
UN CENTRO PIÙ
BELLO DELL’ALTRO

  • 21

Nessun altra regione lungo la Via Claudia Augusta ha così tanti centri abitati ed edifici storici. Già molto tempo prima dei Romani la Val Venosta, favorita dal clima, era stata scoperta come luogo di insediamento. Prende il nome dalla tribù retica dei Venosti, che si stanziarono ad esempio sul colle di Tarces  o sul Ganglegg sopra Sluderno. Il tracciato storico della Via Claudia Augusta attraversava la piana di Malles, dove gli archeologi  hanno localizzato una stazione di sosta romana, e proseguiva dopo Malles lungo il versante soleggiato. Il territorio divenne fittamente popolato e fu bonificato a partire dal X secolo da contadini di età romanica. Dal XII secolo furono sostenuti dal convento di Monte Maria. Numerosi castelli testimoniano questo periodo, la cittadina medievale di Glorenza, con la sua cinta muraria interamente conservata, ma anche i nuclei dei villaggi circostanti. La Val Venosta si fa forte di questa ricca eredità e si presenta come una regione culturale altoatesina ricca di storia.

Malser Haide
Malser Haide
Suedtirol, Vinschgau, Mals, zwischen Mals und Burgeis, Kloster Marienberg, Fuerstenburg,
Waalweg Mals
Mals Sonnsteig
Tartscher Bichl Mals Marienberg
Mals Sonnsteig
Vinschgau, Glurns, Tor, Gasse, Foto: Vinschgau Marketing, Frieder Blickle
Waalweg Mals
Waalweg Mals
Waalweg Mals
Ganglegg Waalweg
Ganglegg
Ganglegg
Ganglegg
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Il percorso escursionistico conduce alla pittoresca località di Dörfl, costeggia una zona boschiva e attraversa infine la piana di Malles, il più grande conoide di deiezione delle Alpi con i suoi pittoreschi Waalen, i sentieri d’acqua.  Qui passava anche la strada romana sulla quale è stata localizzata anche una stazione di sosta. Presso Alsago il percorso risale il pendio, a Planol incrocia la val di Planol e dopo un breve tratto sulla strada, arriva a Sluderno lungo il Malser Waalweg. Mentre viaggiate vi accompagna un susseguirsi di meravigliose vedute di Malles Venosta, della cittadina di Glorenza, dell’insediamento storico sulla collina di Tarces… Ci sono naturalmente anche passaggi per scendere a Malles o a Glorenza. Al di sopra di Sluderno è stato riportato parzialmente alla luce l’insediamento retico sul Ganglegg, in cui sono state ricostruite anche singole case. Il percorso escursionistico scende quindi nel pittoresco paese di Sluderno. Di qui infine il percorso, passando accanto a castel Coira, sale nuovamente sul monte Sole con la sua tipica vegetazione di prati riarsi, seguendone il pendio per un lungo tratto della val Venosta.

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 20 Reschen
Übersichtskarte Teilabschnitt 22
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 22 Schlanders Laas

SILANDRO E LASA
IL CUORE DEL
“FRUTTETO VENOSTANO“

  • 22

Nel cuore del “Frutteto venostano”, ai piedi del Monte Sole – su cui si presume passasse anche la Via Claudia Augusta – sorgono il paese del marmo, Lasa, e il capoluogo della Venosta, il comune di Silandro. Già nel Neolitico i pastori nomadi ed i cacciatori si stabilirono sul territorio assolato e poco piovoso poiché protetto dalle alte catene montane a nord e a sud. Almeno a partire dall’epoca romana veniva estratto il famoso marmo di Lasa o di Covelano, come attesta il miliario della Via Claudia Augusta di Rablà. Silandro e Lasa fanno la loro prima apparizione nei documenti alla fine del XI, inizio del XII secolo. Nel XIV secolo Silandro divenne sede di giu.dizio.

Via Claudia Augusta Wanderer Eurohike Blick Ortler
Tröghöfe Laas
Laas
Laaser Marmorwerk
Marmorwerkstatt Laas
Allitz
Tröghöfe Laas
Laas
Schlanders
Fussgängerzone Schlanders
Schlanders
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Praticamente in nessun altra tappa si colgono gli aspetti più tipici  della tipica vegetazione di prati riarsi sul monte Sole, che si estende da Malles per l’intera val Venosta, fino a Parcines che si estende lungo la val Venosta da Malles a Parcines. La scarsa flora e la fauna ad essa legata hanno un fascino del tutto particolare e numerosissime e incantevoli sono le vedute che si aprono sulla valle. In qualche raro tratto si passa attraverso boschi di conifere  - un gradito cambiamento. Il percorso escursionistico si snoda per lo più sulla parte bassa del pendio, passando accanto o attraversando  località che si susseguono: Oris, Lasa, Alliz, Corces, Silandro, Vezzano. Particolarmente affascinanti sono il pendio assolato sopra Oris, l’attraversamento della valle presso Alliz e il tratto tra Corces e Silandro. 

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Übersichtskarte Teilabschnitt 22
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 22 Schlanders Laas
Übersichtskarte Teilabschnitt 23
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 23 Talenge

NELLA CHIUSA VALLIVA
COLDRANO, LACES
E CASTELBELLO

  • 23

Nella chiusa a metà della Val Venosta geografica, che arriva fino a Tell, in un’area ristretta ci sono circa 10 castelli e residenze che servivano in parte anche ad assicurare un punto strategicamente importante. I più significativi sono sicuramente castel Coldrano, - Centro di formazione e cultura venostano -, Castelbello con esposizione permanente sulla Via Claudia Augusta e la residenza estiva di Reinhold Messner, Juval, in alto sulla montagna. Il variegato microclima con molto sole, precipitazioni limitate e una brezza fresca durante la notte, favorisce una viticultura relativamente giovane, differenziata e di qualità. Castelbello-Ciardes con 25,5 ettari è la maggiore località vitivinicola della Val Venosta, in cui maturano Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio, Gewürztraminer/Termeno aromatico, Riesling, Schiava, Zweigelt e Pinot nero.

Sonnenpromenade
Sonnenpromenade
Goldrain
Goldrain
Kastelbell Mythenweg
Latscher Waal
Latscher Waal
Latscher Waal
Latscher Waal
Kastelbell
Kastelbell
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Questo tratto del percorso escursionistico passa lungo Waale particolarmente belli, i sentieri d’acqua tipici dell’Alto Adige, e ai frutteti da loro irrigati: il Vetzanwaal o Roppenwaal, come viene anche chiamato, oppure il Latschander-Waal. Vezzano, che fa parte di Silandro, e Coldrano, dominato dall’omonimo castello, che fa parte di Laces, sono posti uno accanto all’altro, separati solamente da un ruscello. Di qui il percorso escursionistico coincide presumibilmente fino a Castelbello con la strada romana. Le strade dei romani si snodavano, dove possibile, ai piedi del pendio assolato di una valle, dove la strada si asciugava più velocemente dal bagnato o dalla neve. In questo tratto il percorso è noto anche come sentiero panoramico  e offre una serie notevole di belle vedute. A Castelbello un ulteriore castello attende l’escursionista, direttamente sulla strada. Infine attraverso vigneti e frutteti si arriva a Ciardes, prima che il percorso risalga il pendio conducendo a castel Juval.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 24
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 24 Unterer Vinschgau

BASSA VAL VENOSTA
NATURNO, PLAUS,
RABLÀ E PARCINES

  • 24

I Comuni di Naturno, Plaus e Parcines fino a Tel appartengono geograficamente alla Val Venosta, ma fanno parte della Comunità comprensoriale del Burgraviato e dell’Associazione turistica “Merano e dintorni”. Le prime tracce d’insediamento sul giogo posto a sud risalgono al Mesolitico. Il nome Naturno è da ricondurre all’epoca celtica e significa “insediamento nella piana alluvionale”. Il territorio fu costantemente popolato. Uno dei due miliari della Via Claudia Augusta venne ritrovato a Rablà. Le radici della chiesetta di San Procolo nella parte orientale di Naturno risalgono al VII secolo. Gli affreschi al suo interno sono probabilmente riconducibili all’ VIII secolo e sono quindi i più antichi dell’area culturale di lingua tedesca. La storia del territorio può essere vissuta con il supporto multimediale del museo di San Procolo che si trova di fronte alla chiesa.

Juval
Juval
Juval
Malereien Prokuluskirche
Sonnenhang Zwischen Naturns Und Partschins
Naturns
Naturns
Naturns Waal
Schreibmaschinenmuseum Partschins
Partschinser Waal

Questa tappa ha due parti completamente differenti. La prima passa un po’ sopra, sul pendio montano, con meravigliose vedute della vallata dall’alto. La seconda parte si snoda lungo il Marlinger Waal, uno dei sentieri d’acqua più noti e più belli dell’Alto Adige. La prima parte della tappa porta inoltre a castel  Juval, residenza di Reinhold Messner. Più in basso c’è Naturno, con la chiesetta davvero unica di San Procolo e il museo di San Procolo di fronte. Naturno si trova all’incirca a metà della tappa. Poi si risale nuovamente il pendio. Nella pittoresca località di Parcines, attraversata dal percorso escursionistico, c’è un museo, dedicato all’inventore della macchina da scrivere, originario di questo paese.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 24
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 24 Unterer Vinschgau
Übersichtskarte Teilabschnitt 25
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 25 Algund, Meran, Marling

SULL’ANTICO PONTE
SULL‘ADIGE A LAGUNDO,
MARLENGO E MERANO

  • 25

Attraversato il gradone presso Tel, alto 200 metri, il viaggiatore scende dalla Val Venosta al mediterraneo “paese giardino di Lagundo”. L’altitudine più bassa e la posizione riparata fanno di questa zona una delle più calde d’Italia e permettono la crescita – oltre che di betulle e aceri – anche di  palme, cipressi e olivi. In numerosi giardini si possono scoprire piante mediterranee che rafforzano l’impressione di attraversare il ponte tra lo spazio alpino e quello mediterraneo. Qui aveva un ponte anche la strada romana, che superava il fiume Adige nella zona di castel Foresta, per risalire il pendio e continuare verso il panoramico paese di Marlengo sul pendio occidentale sopra Merano. Ancor oggi tra Lagundo e Marlengo ci sono ponti che attraversano l’Adige. A quelli storici è dedicato il museo Testa di ponte a Lagundo.  La zona non solo affascina con il suo pittoresco panorama culturale tra vino e mele, attraverso il quale conducono due dei più bei “Waalwege”, i sentieri lungo le rogge, quello di Lagundo e quello di Marlengo. A Merano e dintorni si trovano anche le uniche Terme del wellness lungo la Via Claudia Augusta, i giardini di castel Trauttmansdorff o castel Tirolo. La regione è un’area di benessere a tutto tondo, in cui si possono gioiosamente gustare anche i frutti della natura.

Töll Waalweg
Algunder Waal
Algunder Waal
Brücke Algund
Ponte Algund
Panorama Algund Marling Foto Tschaikner
Waal Meran
Lauben Meran Foto Meranerland
Terme Merano
Marlinger Waal
Marlinger Waal Vinschgerbahn
Waal Wasser Erfrischung
Marling Berge Äpfel
Marlinger Waal Burg
Marlinger Waal
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Se pensiamo ai Waalwege altoatesini, ci vengono in mente sentieri d’acqua, che si snodano attraverso vigneti e frutteti fiorenti. Ed è proprio quello che trova l’escursionista, quasi ininterrottamente, in questo tratto del percorso, che passa agevolmente dal Waalweg di Parcines a quello di Lagundo. Le splendide vedute del paese-giardino di Lagundo e della città di cura di Merano si susseguono l’una all’altra. A Lagundo il percorso escursionistico lascia il pendio e arriva in paese, luogo in cui attraversa la valle. Questo accadeva anche nelle strade storiche, perché era l’ultima possibilità prima che l’Adige occupasse tutto lo spazio della valle. Il museo “Testa di ponte” mostra i resti del ponte medievale, da dove l’escursionista raggiunge una passerella di legno che attraversa l’Adige. Sull’altra sponda del fiume c’è la frazione di Foresta, con castel Forst e l’omonima famosa birreria. Poi si risale ancora il pendio. Il percorso escursionistico segue ora il Marlinger Waal, con una favolosa vista su Merano, Marlengo, la valle e le montagne circostanti. Probabilmente il Marlinger Waal è il più bello, ma giudicate voi stessi.

Per informazioni sull’intero percorso rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Le informazioni più dettagliate sulla regione  vengono fornite da

Informazioni turistiche delle varie località
www.venosta.net
39022 Lagundo, piazza Hans Gamper 3
39012 Merano, corso Libertà 45
39020 Marlengo, piazza Chiesa 5

info@algund.com, info@meran.euinfo@marling.info
Lagundo 0039 0473 448 600, Merano 0039 0473 447 147, Marlengo 0039 0473 447 147

Übersichtskarte Teilabschnitt 25
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 25 Algund, Meran, Marling
Übersichtskarte Teilabschnitt 26
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 26 Meran, Bozen

IL REGNO DEI CASTELLI
IL TERRITORIO TRA
MERANO E BOLZANO

  • 26

Attraverso la Val d’Adige tra Merano e Bolzano la strada romana passava sul pendio occidentale. Sulle numerosa colline esistevano già insediamenti preistorici. A Nalles gli archeologi hanno scoperto una casa tardo antica con riscaldamento a pavimento, bagno ed un’abside. Il Rio Lagundo a Gargazzone segnava il confine tra le province romane Raetia I e Raetia II. Il territorio fu sempre zona di confine e lo è tutt’ora. A partire dal XIII secolo furono costruite numerose fortezze che ne fecero la regione più fortificata d‘Europa. Le fondamenta delle due chiese di San Giorgio e Santa Margherita a Lana poste nel IX secolo indicano che alcune località sono molto antiche. La popolazione viveva di quello che donava il suolo, della strada e in alcuni casi anche dell’industria mineraria. A Nalles e a Terlano si trovavano significative miniere d’argento. Nel XV secolo nella sola Terlano 1000 minatori scavavano il minerale metallifero in oltre 30 pozzi.

A partire da Andriano l’Adige era navigabile e l’argento poteva essere portato verso sud per via d’acqua.

.

Lana
Burg Lana
Lana
Lana
Lana Brandis
Tisens
Tisens Hipolit
Nals
Nals
Nals
Andrian
Andrian
Andrian
Missian
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Questa parte del percorso escursionistico si distingue per una molteplicità di tratti molto differenti tra di loro: Waalwege attraverso vigneti e frutteti, bosco ceduo, bosco di conifere, sentieri escursionistici, piacevoli passeggiate… il percorso escursionistico passa anche per il territorio più ricco di castelli e residenze d’Europa.
“Burgraviato” non è solamente un nome. Lungo nessun altro Waaslweg troverete così tante mescite di vino che invitano a fare una sosta per rifocillarsi, come sul Marlinger Waal. Presso Lana il percorso escursionistico abbandona il pendio, attraversa il paese e quindi, passando per il Brandis-Walweg e per castel Brandis, sale pittorescamente sul suggestivo altopiano dove si trovano le località di Tesimo e Prissiano. Seguendo le tracce storiche una passerella riporta giù nella valle a Nalles, il paese delle rose. Infine prima di Bolzano il percorso risale ancora una volta il pendio, attraverso boschi pittoreschi, passando accanto a residenze e castelli, tra cui Hocheppan/Castel d’Appiano è certo il più conosciuto. Da qui si godono le prime vedute in direzione di Bolzano, il capoluogo altoatesino.

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Übernachtungs- und Camping-Möglichkeiten

Übersichtskarte Teilabschnitt 26
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 26 Meran, Bozen
Übersichtskarte Teilabschnitt 27
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 27 Bozen

BOLZANO
IL CAPOLUOGO DELLA PROVINCIA
PRESSO IL SUPPOSTO PONS DRUSI

  • 27

Si suppone che il Pons Drusi della strada romana di cui parla la tradizione si trovasse là dove oggi a Bolzano il ponte Druso scavalca il fiume Isarco poco dopo la confluenza con il Talvera. In precedenza la via doveva attraversare ai piedi di castel Firmiano l’Adige e la conca valliva, oggi quasi completamente occupata dal capoluogo della Provincia Autonoma. Esso venne creato nel 1170-1180 come insediamento mercantile dotato secondo i canoni di una via centrale e di una piazza del mercato (piazza del Grano) che in seguito fu più volte ampliato.

Bozen Museion Fassade Brücke
Bozen Stimmung Abend Waltherplatz
Bozen Panoramaaufnahme
Meilenstein Foto
Bozen Laubengasse, Foto: Tourismusverein Bozen
Bozen Öthi Reconstruction Ochsenreiter
Bozen Funivia Del Renon, Rittner Seilbahn
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La strada romana attraversava la valle presumibilmente nei pressi di Bolzano e superando il Talvera e “Pons Drusi” proseguiva verso sud. Il percorso escursionistico rimane sul pendio occidentale e passa attraverso l’Oltradige per i celebri paesi vinicoli del Comune di Appiano, S. Paolo, S. Michele,… e per Caldaro al Lago. La migliore maniera per intraprendere una deviazione verso il capoluogo della provincia di Bolzano, che non dispone solamente di una zona archeologica da vedere nel quartiere di Gries, ma che è anche l’attuale patria di “Ötzi”, è di farlo da S. Paolo o da S. Michele.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 28
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 28 Südtirols Süden

ALTO ADIGE MERIDIONALE
CASTELFEDER, ENDIDAE E
LA STRADA DEL VINO

  • 28

Costruire o mantenere i ponti in buono stato era costoso e dispendioso.  Per tale motivo ce n’erano pochi ed era necessario tracciare una strada sul pendio da ambo i lati del fiume.  Una strada romana potrebbe essere passata all’incirca là dove oggi si snoda la Strade del vino, attraverso i famosi paesi vinicoli di San Paolo, San Michele, Caldaro al lago, Termeno, Cortaccia, Magré e Cortina all’Adige.  La vera e propria Via Claudia Augusta continuava probabilmente a sud sul pendio orientale, ai piedi dell’imponente altura di Castelfeder presso Ora, già abitata da millenni. E si pensa proseguisse verso la stazione di sosta romana di Endidae, attestata nei documenti, presso l’attuale Egna, e verso Salorno, dove un tempo si trovava la tanto decantata “chiusa di Salorno”. Da Bronzolo, - nelle vicinanze di Laives, la città altoatesina più meridionale e al tempo stesso più recente -, l’Adige era navigabile con le zattere e fino alla costruzione della ferrovia costituì il principale fattore economico del Tirolo meridionale e del Trentino.

St Pauls Eppan
St Pauls Eppan
St Pauls Eppan
St Pauls Eppan
Blick auf Kaltern
Kalterer See
Tramin
Castelfeder
Neumarkt
Dürerweg
Strassenstation Endidä
Neumarkt Lauben
Dürerweg Laag Salurn
Dürerweg Salurn
Salurner Klause
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Anche se ovviamente il raggio degli spostamenti di un escursionista è limitato, il percorso cerca di fornire un assaggio di tutto quello che ha da offrire la parte meridionale dell’Alto Adige. Dapprima si passa lungo la Strada del vino dell’Alto Adige attraverso i vigneti e i pittoreschi centri dei Comuni vinicoli di Appiano, Caldaro e Termeno. Particolarmente attraente è il tratto lungo il lago di Caldaro e sul pendio montano verso Termeno. Il percorso attraversa poi la valle e arrivato ai piedi di Castelfeder raggiunge Egna, dove si trova una delle due uniche stazioni stradali romane attestate, di cui si possono vedere i resti. A Egna, come a Bolzano e Merano, ci sono pittoresche vie porticate. L’itinerario conduce poi  a Salorno seguendo il sentiero di Dürer, che l’artista dovrebbe aver percorso durante i suoi viaggi. Qui si trovano la “chiusa di Salorno”, dove la valle si stringe notevolmente, e la Haderburg, il castello di Salorno. Quindi il percorso escursionistico attraversa la valle e vi presenta uno scorcio della Piana rotaliana, all’incrocio tra la valle dell’Adige e quella di Non.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 28
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 28 Südtirols Süden
Übersichtskarte Teilabschnitt 29
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 29 Piana Rotaliana

PIANA ROTALIANA
LA FERTILE PIANURA VINICOLA
AL CONFINE LINGUISTICO

  • 29

Il materiale detritico che il fiume Noce portava dalla val di Non creò un tempo uno sbarramento che bloccò le acque dell’Adige formando un vasto lago che riempì tutta la valle. Formava un confine naturale tra i Comuni della porzione meridionale dell’Alto Adige, della Val di Non e quelli a nord della città di Trento. Questo, assieme ad altre cause, spiega come essendo divenuto difficile  il contatto tra le località, si sia formata qui la frontiera tra l’area linguistica tedesca e quella italiana. La popolazione della Piana Rotaliana parla oggi italiano senza eccezioni. L’acqua tracciò anche un confine attraverso la regione, infatti Mezzocorona (Kronmetz), il suo attuale centro agricolo, ha un’impronta piuttosto tedesca, mentre ad esempio i tradizionali centri commerciali di Mezzolombardo all’ingresso della Val di Non e Lavis all’imbocco della valle dell’Avisio con i loro notevoli  palazzi hanno piuttosto un carattere italiano. Oggi il lago appartiene alla storia. La pianura sui terreni portati dal fiume Noce è particolarmente fertile. L’intera Piana Rotaliana e i suoi pendii sono coperti da vigneti, in cui maturano le famose uve Teroldego, una specialità del territorio. Lo sviluppo di questa area fu fortemente influenzato dall’antico monastero di San Michele all’Adige, che ancor oggi ospita presso l’Istituto Agrario il centro di competenza agricolo per l’intero Trentino e che nel Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina illustra la vita e gli usi di tutto il territorio. Di tutti i castelli e le fortificazioni presenti castel San Gottardo, annidato nella roccia dietro Mezzocorona, è certamente il più noto.

Piana Rotalina von oben
Castello Corona
Mezzocorona
Piana Rotalian
Mezzolombardo historisches Zentrum aus der Luft
Lavis Giardino Dei Ciucioi
San Michele
Piana Rotalian
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Si racconta che i detriti del Noce avessero un tempo sbarrato il corso dell’Adige formando un lago che arrivava fino a Laghetti (che avrebbe preso il nome dal lago). La questione del lago che si estendeva sulla Piana Rotaliana e la Bassa Atesina che confinava a nord spiega il confine linguistico e culturale. Su di un lato comincia il territorio di lingua italiana. Sull’altro il tedesco si intreccia fluentemente all’italiano. Attraverso l’ampia pianura vinicola il percorso escursionistico porta a Roverè della Luna e Mezzocorona e quindi attraverso l’inizio della val di Non a Mezzolombardo. Infine taglia la valle per spostarsi sull’altro lato, all’antico convento ed attuale centro di competenza agricolo e Museo degli usi e costumi di San Michele all’Adige. Di qui il percorso escursionistico risale nuovamente il pendio montano per arrivare fino a Trento a parte un breve tratto a Lavis. Lungo la strada si passa attraverso paesini pittoreschi, boschi e vigneti.

Auskunft zur gesamten Route gibt diePer informazioni sull’intero percorso rivolgersi a 

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Übersichtskarte Teilabschnitt 29
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 29 Piana Rotaliana
Übersichtskarte Teilabschnitt 30
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 30 Val Di Cembra

Val di Cembra
Altopiano di Piné
Vino e laghi

  • 30
Val Di Cembra da San Floriano
Val Di Cembra, Cembra e Faver Visti da Sevignano
Panorama Verla Di Giovo
Piramidi Di Segonzano
Albiano Porphyry Quarry
Übersichtskarte Teilabschnitt 31a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 31a Trento

TRENTO (DIREZIONE FELTRE, TREVISO, ALTINO, VENEZIA)
IL NODO STRADALE ROMANO TRIDENTUM

  • 31a

Trento – come suggerisce il nome – risale ai Reti ed era già a quel tempo un importante nodo stradale. La Via Claudia Augusta si biforcava a Tridentum in Via Claudia Augusta Altinate in direzione del porto di Altino sull’Adriatico, presso l’attuale Venezia e la Via Claudia Augusta Padana verso il porto fluviale di Ostiglia sul Po. Da lì una strada proseguiva per Roma. La successiva importanza storica della città è legata soprattutto al Concilio di Trento (1545-1563), che diede l’impulso alla Controriforma e ne determinò la cornice spirituale. In quest’epoca venne anche disegnato sostanzialmente l’aspetto dell’attuale centro storico. Lo stile rinascimentale venne in seguito completato dal barocco. Fino all’ingresso delle truppe napoleoniche, dal possente castello del Buonconsiglio i principi vescovi di Trento governarono la città e il territorio circostante.    

Weinberg vor Lavis Wanderroute
Trento
Paganella Brenta Trento, Foto: Gemeinfrei Wikipedia
Trento
Meano
Unterirdisches Tridentum Zotta
Buonconsiglio, Foto: Jakub Halun
Loggia Del Buonconsiglio
Trento, Fest, Domplatz
Trento Campanile, Foto: Wikipedia Markus Bernet
Trento
Martignano
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Dopo aver attraversato l’Avisio, che segna il confine tra i comuni di Lavis e di Trento, il percorso escursionistico si snoda nuovamente lungo il pendio orientale, là dove un tempo passava anche la via romana. Dapprima si tocca il paese di Meano, ora parte di Trento. Quindi il percorso, attraversando boschi pittoreschi, conduce alla frazione Argentario, il cui nome deriva dalle antiche miniere d’argento.  Lungo la strada vi aspettano meravigliosi scorci sulla valle e sul capoluogo della provincia, Trento.  Da Martignano si scende nel centro cittadino o si prosegue per la Valsugana.

Übersichtskarte Teilabschnitt 32a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 32a Obere Valsugana

ALTA VALSUGANA
I LAGHI E LA CITTÀ
DI CURA DEGLI ASBURGO

  • 32a

Gli scavi testimoniano del precoce popolamento della valle tra Trento ed il Veneto. Manieri come quello sopra Pergine servivano anche al controllo dell’importante strada. L’Alta Valsugana apparteneva da sempre all’area d’influenza di Trento. Durante la Prima guerra mondiale nella zona si combatté duramente, infatti il confine tra Austria-Ungheria e Italia passava negli immediati dintorni, a sud, al di là dell’altipiano di Lavarone. Di quest’epoca testimoniano numerosi impianti difensivi. Il territorio è caratterizzato dai due grandi laghi balneabili di  Caldonazzo e di Levico. Oltretutto la Valsugana, fin dai tempi degli Asburgo, è un’apprezzata zona termale con le località di cura di Levico Terme e di Roncegno Terme.

Civezzano
Alta Valsugana, Laghi Seen
Pergine
Castell Pergine, Alta Valsugana
Oberhalb des Levico-Sees, zwischen Castello di Pergine und Levico Terme
Lago Levico
Gran Hotel Levico, Terme, Alta Valsugana, Trentino
Levico Parco Delle Terme
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Da Trento, passando per l‘Ecomuseo Argentario, che documenta il passato del territorio segnato dall’estrazione dell’argento, il percorso escursionistico supera in quota la gola del Fersina e si dirige verso la Valsugana. Alla valle si accede attraversano il forte austro-ungarico di  Civezzano. Di qui si attraversano dapprima graziosi paesi, una natura pittoresca e addirittura un’area naturale protetta e si arriva a Pergine Valsugana, dove il percorso tocca anche la rinascimentale via Maier. Quindi si passa ai piedi di castel Pergine e attraverso il pendio montano al di sopra del lago di Levico si arriva a Levico Terme, città di cura fondata dagli Asburgo.

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Informazioni turistiche dell’APT Valsugana Lagorai
www.visitvalsugana.it
38057 Pergine Valsugana, Piazza Serra, 10
38056 Levico Terme, Viale Vittorio Emanuele III, 3
38051 Borgo Valsugana, Piazza De Gasperi
38053 Castello Tesino, Via Dante, 10
info@visitvalsugana.it
0039 0461 727 700

Übersichtskarte Teilabschnitt 32a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 32a Obere Valsugana
Übersichtskarte Teilabschnitt 33a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 33a Mittlere Valsugana

A METÀ DELLA VALLE
BORGO VALSUGANA
E I CASTELLI

  • 33a

La Torre quadra nel prato accanto alla strada alle porte di Novaledo testimonia della chiusa che un tempo attraversava la valle. La si trovava il confine tra le zone di influenza di Trento e di Feltre.  A Borgo Valsugana, che conserva l’impronta medievale, non è difficile riconoscere l’influsso veneziano. La strada romana si snodava presumibilmente anche nella Valsugana centrale sul pendio assolato e numerose fortificazioni orlavano il suo percorso. Nella conca valliva ad est di Borgo la Via Claudia Augusta si dirigeva infine verso la montagna, poiché il Brenta continuava ad allagarsi nella valle che quindi non sempre era percorribile.

Levico Borgo
Castello Telvana Media Valsugana Borgo Trentino
Borgo Ausugum
Borgo Flair Di Venezia Media Valsugana Trentino
Borgo
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Da Levico il percorso escursionistico prosegue nel pittoresco quartiere di Selva, scendendo da qui verso il fondovalle, dove segue il fiume Brenta fino a Marter.  Qui in Valsugana si susseguono estese coltivazioni di frutti di bosco. Da Marter si raggiunge poi la seconda località termale della Valsugana, Roncegno Terme. Di qui, avendo sempre in vista castel Telvana, attraversando pittoreschi prati, ci si dirige verso Borgo, il capoluogo della Media e Bassa Valsugana.

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38056 Levico Terme, Viale Vittorio Emanuele III, 3
38051 Borgo Valsugana, Piazza De Gasperi
38053 Castello Tesino, Via Dante, 10
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0039 0461 727 700

Übersichtskarte Teilabschnitt 33a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 33a Mittlere Valsugana
Übersichtskarte Teilabschnitt 34a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 34a Vor den Dolomiten

AL COSPETTO DELLE DOLOMITEN
L’ALTOPIANO DEL TESINO,
LAMON E SOVRAMONTE

  • 34a

Dalla Valsugana la strada romana saliva verso l’altopiano del Tesino, attraversava il profondo solco vallivo del torrente montano Senaiga nella regione di confine tra il Trentino e il Veneto e continuava poi attraverso il passo di Croce d’Aune verso Feltre. Seguendo le sue tracce il percorso di viaggio si snoda attraverso paesaggi multiformi e pittoreschi villaggi alle porte delle Dolomiti. L’importante antica strada ha lasciato numerose tracce lungo il percorso. Lamon è tra l’altro anche la patria degli omonimi fagioli apprezzati in tutto il mondo.

Valle Senaiga
Castello Tesino Via Claudia Augusta
Castello Tesino
Lamon San Donato
Vor den Dolomiten Parcon Nazionale Dolomiti
Lamon Chiesa Kirche San Pietro
Lamon Montagna Berge Dolomiti
Sorriva
Sovramonte
Croce D Aune
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Arrivati a Bieno, ci si lascia alle spalle buona parte delle salite e per questa ragione si considera la località come facente già parte dell’altopiano del Tesino. Attraverso un paesaggio idilliaco il percorso, superando un torrente  e fiancheggiando un lago, arriva fino alla pittoresca località di Pieve Tesino, che attraversa in tutta la sua lunghezza. Poi, seguendo il torrente Grigno, si percorre il primo tratto della valle. Sulla collina al di sopra di Castello Tesino doveva trovarsi un tempo un castrum romano e da qui, seguendo le tracce storiche, il percorso porta a Lamon e Sovramonte attraverso un parco naturale, il borgo di Coronini, abitato solamente d’estate e la gola del Senaiga. Nessun altra tappa lungo la via Claudia Augusta è così poco popolata. Lamon e il successivo Sovramonte si trovano sul limitare del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi.

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info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Le informazioni più dettagliate sulla regione fino a Castello Tesino vengono fornite da

Informazioni turistiche dell’APT Valsugana Lagorai
www.visitvalsugana.it
38057 Pergine Valsugana, Piazza Serra, 10
38056 Levico Terme, Viale Vittorio Emanuele III, 3
38051 Borgo Valsugana, Piazza De Gasperi
38053 Castello Tesino, Via Dante, 10

info@visitvalsugana.it
0039 0461 727 700

Le informazioni più dettagliate sulla regione da San Donato (Comune di Lamon) vengono fornite da

Informazioni turistiche del Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi
www.dolomitiprealpi.it
32032 Feltre, Piazza Vittorio Emanuele II, 21
32026 Mel, Piazza Papa Luciani
info@dolomitiprealpi.it
0039 329 272 900

Übersichtskarte Teilabschnitt 34a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 34a Vor den Dolomiten
Übersichtskarte Teilabschnitt 35a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 35a Feltre Pedavena Cesiomaggiore Santa Giustina

IL FELTRINO
FELTRE, PEDAVENA, SANTA GIUSTINA,
CESIOMAGGIORE

  • 35a

Feltre è un nodo stradale già dalla preistoria. La sottile dorsale montana su cui sorge il notevole centro storico e il circostante pendio assolato erano completamente popolati. Lo attestano il nome etrusco di Feltre e numerosi ritrovamenti archeologici. La strada romana Via Claudia Augusta non conduceva direttamente in città, bensì si snodava in linea retta dal passo Croce d’Aune lungo il pendio verso Cesiomaggiore. Feltria era però un’importante città romana.  L’influsso dei dogi di Venezia sull’aspetto della città è inconfondibile. La zona di influenza di Feltre arrivò per un certo periodo fino alla Valsugana.

Lamen
Feltre vor den Alpen
Fabbrica Pedavena Museo Birra Bier Museum
Feltre Area Archeologica Citta Romana
Cesiomaggiore
Villa Tauro
Meilenstein Pietra Miliare Cesiomaggiore
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Dal passo di Croce d’Aune la strada romana scendeva per tutto il pendio. Il percorso escursionistico segue il tracciato romano fino all’altezza di Pedavena, dove si suppone ci fosse una stazione di sosta. Oggi l’escursionista preferisce fermarsi alla più grande birreria d’Italia, la Birreria Pedavena, o visitare il centro della storica città di Feltre, dove il percorso compie una deviazione. 
Quindi attraversando pittoresche località si va verso Cesiomaggiore, dove è stato trovato uno dei due miliari che riportano la storia della Via Claudia Augusta, e verso Busche. Il percorso passa anche accanto ad alcune delle numerose Ville Venete della regione.

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32032 Feltre, Piazza Vittorio Emanuele II, 21
32026 Mel, Piazza Papa Luciani
info@dolomitiprealpi.it
0039 329 272 900

Übersichtskarte Teilabschnitt 35a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 35a Feltre Pedavena Cesiomaggiore Santa Giustina
Übersichtskarte Teilabschnitt 36a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 36a Mel Lentiai Quero Vas

SUL PIAVE
MEL, LENTIAI, QUERO-VAS
SEGUSINO, ALANO

  • 36a

La Valle del Piave meridionale, tra il capoluogo Belluno e il confine con la provincia di Treviso, a sud, si chiama Valbelluna. Nell‘antichità si chiamava anche Val Serpentina. Questa pittoresca valle è incastonata tra i contrafforti delle Dolomiti e l‘ultimo crinale prima della pianura veneta ed è dominata dall‘ampio letto, in gran parte naturale, del fiume Piave. Come oggi, anche in epoca romana c‘erano poche traversate fluviali. Una di queste si trovava tra Santa Giustina e il comune di Borgo Valbelluna, più precisamente il suo capoluogo Mel, pittorescamente situato su una collina. Il nome della frazione Nave è un ricordo della storica traversata del fiume. Il Castello di Zumelle tronaggia sul versante meridionale tra Mel e Lentiai. In questa zona, anche la strada romana saliva fino al suo passo più meridionale, il Praderadego. Tra Borgo Valbelluna e i comuni di Quero Vas e Alano di Piave, rispettivamente, la valle è molto stretta, veniva talvolta sommersa dalle acque del Piave ed era quindi inadatta a una strada come la Via Claudia Augusta, costruita per i rifornimenti militari.

Piave Regenstimmung Pieno Di Acqua
Lentiai Frasenetto
interno chiesa 2014
Lentiai Piave Frasenetto
Piave Lentiai
Visita Guidata Führung Museo
Chiesett
Castello Di Zumelle
Valbelluna
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Già in epoca romana tra Busche e Cesana doveva esserci stato un attraversamento del Piave e proprio in questo luogo anche oggi il percorso escursionistico supera il fiume. Al di sotto della diga di sbarramento c’è una spiaggia dotata di un suo locale. Nel paese di Cesana è da vedere la chiesa di San Bernardo.  Verso Lentiai, Bardies e Mel l’escursione si svolge lungo il Piave, dando così una bella visuale del vasto paesaggio fluviale. Quando la portata del fiume è alta, l’intero alveo si riempie, quando l’acqua è bassa, temerari abitanti del posto si avventurano in auto nel letto del fiume, per risparmiare un paio di chilometri. E’ nella frazione di Nave, poco prima di Mel, che la Via Claudia Augusta doveva superare il fiume, come suggerisce anche il nome della località. Poco al di sopra, su di una collina troneggia Mel il centro principale del Comune sparso di Borgo Valbelluna, con la sua pittoresca piazza.

Per informazioni sull’intero percorso rivolgersi a 

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
info@viaclaudia.org
0043 664 27 63 555

Le informazioni più dettagliate sulla regione  vengono fornite da

Informazioni turistiche del Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi
www.dolomitiprealpi.it
32032 Feltre, Piazza Vittorio Emanuele II, 21
32026 Mel, Piazza Papa Luciani
info@dolomitiprealpi.it
0039 329 272 900

Übersichtskarte Teilabschnitt 37a
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 37a Alta Marca

ALTAMARCA
LE COLLINE VINICOLE DEL PROSECCO
AL COSPETTO DELLE ALPI

  • 37a

Le Alpi non terminano bruscamente nella pianura veneta. A sud dell’ultima dorsale e dell’ultimo passo della Via Claudia Augusta si trovano, quale giardino che precede le Alpi, le colline vinicole del Prosecco dell’Altamarca, la parte settentrionale della Provincia di Treviso. Due strade del vino attraversano la pittoresca zona vitivinicola e indicano il cammino verso le cose da vedere, graziosi borghi del vino e i vini migliori: la Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene e la Strada del Vino del Montello e dei Colli Asolani.

Romans Romani Römer Praderadego Mel Lentiai
Albergo Praderadego
Serpentinen Praderadego Radroute Wanderroute
Valmarino Castelbrando Alta Marca
Prosecco Weinstraße Veneto Altamarca
Susegana
Colli Prosecco
Ponte Romano Susegana