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Kaiserstraße über die Alpen
für Auto, Camper, Bus, ...
(Variante "Padana")

Das Inhaltverzeichnis am Anfang der Routenbeschreibung erlaubt direkt in einzelne Teilabschnitte zu springen. Mit der Navigation am Ende jedes Teilabschnittes können Sie außerdem einfach zwischen den beiden Varianten der Reiseroute für Auto, Camper, Bus, ... "Altinate" und "Padana", hin- und her-wechseln. Gemeinsam mit den hier downzuloadenden Karten kann die detaillierte Routenbeschreibung auch als Unterlage während einer Fernwanderung dienen. Alternativ gibt es Offline-Navi-Apps für iPhone und Android oder gedruckte Tourenbücher.

Übersichtskarte Teilabschnitt 01
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 01

DONAUWÖRTH NEL DONAU-RIES
L’AVVIO DELLA PRIMA STRADA
ATTRAVERSO LE ALPI

  • 01

Il punto di partenza della Via Claudia Augusta si trova nella città di Donauwörth. Il motivo è legato alla presenza del Danubio, che rendeva possibile trasportare le merci pesanti, e del confine settentrionale dell’impero romano, che qui correva all’inizio e dopo il primo ripiegamento dei Germani.  La parte più settentrionale della strada romana si trova oggi nel distretto di Donau-Ries, che a nord raggiunge quasi il limes. Oltre al Danubio il territorio è caratterizzato dal cratere di Ries, con un diametro di 25 km, formato dalla caduta di un meteorite 14,5 milioni di anni fa. Il nome “Ries” dovrebbe derivare dalla provincia romana della Rezia. La città di Donauwörth, dove si trova la fine della strada romana, in epoca romana non esisteva ancora. Al suo posto si estendevano le acque del  Danubio, del Wörnitz, del Zusam, dello Schmutter e del Lech, che qui confluiscono.  Lo sviluppo di Donauwörth cominciò da un insediamento di pescatori sull’isola di Ried nel Wörnitz. Oggi la maggior parte del centro storico si trova a nord del fiume. Questa parte si immette, con uno dei più bei tratti stradali della Germania meridionale, nella via imperiale.

Donauspitz, Mündung, Wörnitz, in die Donau, Donauwörth, Via Claudia Augusta, Bayern, Foto Donauwörth
Der Frühling in Donauwörth
Foto von einer Staudammmauer in Donauwörth
Reichsstraße in Donauwörth, Foto von Lois Lammerhuber
Donauwörth, Frühling, Zusammenfluss
Luftbild von Goldberg in Donau Ries
Dorf mit Burg in Huisheim, Donau Ries
Foto von Radfahrern in Donau Ries
Übersichtskarte Teilabschnitt 01
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 01

Übersichtskarte Teilabschnitt 02

ATTRAVERSO LA VALLE DEL LECH
DA SUBMONTORIUM
A GERSTHOFEN

  • 02

La zona di confluenza di Wörnitz, Schmutter e Lech e la valle del Lech fino ad Augusta/Augsburg erano già abitati in epoca romana. Sulla prima piccola  altura poco appariscente tra Mertingen e Druisheim si trovavano gli impianti difensivi romani di Submuntorium-Burghöfe. Un accampamento militare doveva esserci anche a Langweid am Lech. Le località fino a Druisheim fanno ancor parte del distretto di Donau-Riess, quindi inizia il territorio di Augusta.  Le località più grandi sono Meitingen, elevata al rango di mercato nel 1989 e Gersthofen, che dal 1969 è una città. La strada romana conduce in maniera diretta al Lech in direzione di Augusta e in alcune parti è ancor oggi una via. In altri posti  si delinea come una diga. Per una gran parte è oggi il tracciato della strada statale 2. La pianura alluvionale  del Lech, che attraversa la strada romana, divide la regione di Augusta da quella di Wittelbach.

Ehemaliger Standort Submuntorium Burghöfe Druisheim Mertingen Lechtal, Foto Deininger
Kloster Holzen Allmannshofen im Lechtal, Foto Kloster Holzen Hotel GmbH
Merkurheiligtum Gersthofen Lechtal, Foto Deibler
Ballonmuseum Gersthofen Lechtal, Foto Gersthofen
Merkurheiligtum mit Leuten Gersthofen Lechtal, Foto Deibler
Übersichtskarte Teilabschnitt 02

Übersichtskarte Teilabschnitt 03
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 03

AUGSBURG
CITTÀ PROVINCIALE ROMANA
AUGUSTA VINDELICUM

  • 03

Dopo la campagna militare delle Alpi nel 15 a.C., i figli adottivi dell’imperatore Augusto, Druso e Tiberio, allestirono un accampamento militare nella zona a nord della città di Oberhausen, che diventò il nucleo iniziale di  Augusta Vindelicum, il futuro capoluogo della provincia della Rezia. Augusta/Augsburg è così probabilmente la seconda città più antica della Germania  e comunque una delle più grandi città romane a nord delle Alpi. L’insediamento abbracciava circa 25 ettari, nel suo periodo di fioritura contava tra i 10.000 e i 15.000 abitanti ed aveva tutto quello che una città romana di provincia poteva offrire: tempio, mercato, palazzo del governatore, teatro, terme… Ogni casa era provvista di acqua corrente. La Via Claudia Augusta attraversava la città ad ovest e nella parte centrale, dal municipio alla fontana di Mercurio, coincide con la strada storica principale del centro storico. Augusta/Augsburg divenne ancora più importante quando i ricchi imprenditori Fugger, alla fine del Medioevo-inizio dell’Età moderna, dalla loro città natale  dominarono economicamente il mondo. Più tardi i principi vescovi di Augusta/Augsburg  governarono un vasto territorio che arrivava fino al Tirolo.

Augsburg bei Nacht, Maxstraße, Foto Regio Augsburg
Augsburg Goldener Saal im Rathaus, Foto Regio Augsburg
Römermauer in Augsburg, archäologische Nischen, Dom, Foto Regio Augsburg
Augsburg Rathausplatz, Foto Regio Augsburg, Christine Pemsl

Übersichtskarte Teilabschnitt 04
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 04

ATTRAVERSO IL LECHFELD
DA AUGSBURG FINO A
LANDSBERG AM LECH

  • 04

Il Lechfeld è una pianura alluvionale marcatamente piatta, che divenne tristemente nota a causa dell’omonima battaglia del 955. Già in epoca romana la pianura era abitata. Si suppone che la stazione di sosta romana ad novas, annotata nell’antica mappa stradale Tabula Peutingeriana, si trovasse ad Igling. Anche a Untermeitigen doveva esserci un impianto difensivo tardoromano.  A sud di Augusta/Augsburg si trova la moderna città di Königsbrunn, in cui si può ammirare un santuario di Mitra. Il luogo venne nuovamente abitato solamente all’inizio del XIX secolo. Come la località di Obermeitingen, anche Königsbrunn appartiene al distretto di Augusta/Augsburg e a sud confina con il distretto di Landsberg am Lech. La strada romana che proseguiva in direzione delle Alpi puntando alla propria meta, si può vedere particolarmente bene per lunghi tratti a Lechfeld. Il percorso di viaggio si snoda lungo l’antica strada provinciale attraverso  località pittoresche. Graben è tra l’altro la città  natale di Hans Fugger.

Mercateum Königsbrunn Lechfeld Augsburger Land, Foto Königsbrunn
Mythräeum Heiligtum Lechfeld Augsburger Land, Foto Tschaikner
Historsche Radlergruppe Igling Ammersee, Foto Tschaikner
Schloss Igling Landkreis Landsberg, Foto Tschaikner
Übersichtskarte Teilabschnitt 04
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 04

Übersichtskarte Teilabschnitt 05
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 05

LANDSBERG AM LECH
IL PONTE SULLA
VIA CLAUDIA AUGUSTA

  • 05

L’importante Via del sale, da Reichenhall attraverso Monaco, incrociava in questi paraggi la Via Claudia Augusta nel suo percorso verso la Svizzera. Nel 1158 il duca di Baviera Enrico il Leone da Kaufering la spostò leggermente più a sud. Contemporaneamente fece costruire un ponte e a sua difesa trasformò l’impianto difensivo esistente nel “Castrum Landespurch”. L‘insediamento in rapida crescita, che già nel XIII secolo era stato elevato al rango di città di Lebensberg/Landsberg, sorse sotto la sua protezione, incastonato tra i fiumi Lech e Lechhochufer. A partire dal XIX secolo si è sviluppata l‘area urbana, ora molto più ampia a ovest del Lech. La Via Claudia  Augusta prosegue ancora per una tratta ad ovest, attraversando la zona comunale ed ebbe però  - come la via d’acqua del Lech – grande importanza per lo sviluppo economico della città. La città vecchia, su cui il Medioevo ha lasciato la sua impronta, è accessibile  solamente attraverso il ponte o le sue porte e dispone ancora di una parte della sua cinta muraria più volte ampliata.  Il pezzo forte è la piazza principale nel suo nuovo allestimento.

Landsberg Am Lech, Foto Landsberg
Hauptplatz Landsberg Am Lech, Foto Landsberg
Landsberg Am Lech Mutterturm, Foto Landsberg
Übersichtskarte Teilabschnitt 05
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 05

Übersichtskarte Teilabschnitt 06
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 06 Lechrain

FUCHSTAL & LECHRAIN
DA LANDSBERG AM LECH
A SCHONGAU

  • 06

Tra Landsberg e Schongau il percorso di viaggio conduce, attraverso la Fuchstal, a Epfach, la romana Abodiacum e quindi lungo la riva alta del Lech verso Kinsau, Hohenfurch e nell’originaria parrocchia di Altenstadt di Schongau. Fuchstal, la valle della volpe, è il nome dato alla valle del ruscello Wiesbach tra la riva alta del Lech ed una dorsale boschiva ad ovest, con le località di Unterdießen, Asch, Leeder e Denklingen. La parola “Volpe” è attribuita alla forma della valle e alla colorazione brunastra dei campi in autunno. Prima di Hohenfurch, che appartiene già al distretto di Weilheim-Schongau, per la prima volta dopo Donau-Ries il territorio si fa dolcemente collinare. Le località in questo tratto sono particolarmente originali e tranquille. Highlight storici sono sicuramente il sito dell’antico castrum romano di Abodiacum sul Lorenzberg, su di una penisola nell’ansa del Lech presso Epfach.

Unterdiessen, Blick Zum Schluss, Fuchstal, Foto Underdiessen
Maluramuseum, Unterdiessen, Fuchstal, Foto Maluramuseum
Denklingen Landsberg Fuchstal, Foto Tschaikner
Lech bei Epfach, Denklingen, Fuchstal, Foto Tschaikner
Lorenzberg, Epfach, Denklingen, Foto Tschaikner
Römisches Museum Epfach, Kastell Abodiacum, Foto Tschaikner
Claudius Paternus Clementianus, Epfach, Denklingen, Foto Tschaikner
Lechschleife Epfach Denklingen, Foto Tschaikner
Kinsau, Lechrain, Lechhochufer, Ammersee, Foto Kinsau
Lech Erlebnisweg, Hohenfurch, Kinsau, Foto Hohenfurch
Hohenfurch Auerberland Pfaffenwinkel, Foto Hohenfurch
Schönach, Hohenfurch, Auerbergland, Foto Hohenfurch

Übersichtskarte Teilabschnitt 07
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 07 Schongau Peitingen

SCHONGAU & PEITING
UN IMPORTANTE CROCEVIA

  • 07

Nella tarda età romana un’ulteriore strada romana attraversava le Alpi passando per Garmisch e il passo del Brennero. Anch’essa era chiamata Via Claudia, ma senza “Augusta” (=imperiale). Nel Medioevo le due strade, che continuavano ad essere utilizzate, si chiamavano Via superiore e Via inferiore e là dove si incrociavano era possibile fare dei buoni affari, sia in epoca romana che in seguito.  A est del Lech, a Peiting, una villa rustica documenta l’elevata cultura abitativa dei Romani.

Anche Schongau, trasposta nel XIII dall’originale parrocchia di Altenstadt sulla più sicura altura, poté svilupparsi presso il nodo stradale raggiungendo una notevole fioritura.  Nel 1331 la città ottenne persino il diritto di battere moneta. Il centro storico possiede ancor oggi la propria cinta muraria completa e la si può raggiungere solo attraverso una delle porte. Anche i numerosi resti di edifici sacri nel territorio circostante raccontano di uno stato di prosperità. La regione si chiama Pfaffenwinkel e Schongau e Peiting ne sono le porte di accesso. L’edificio sacro più conosciuto è la chiesa di Wies, patrimonio dell’umanità.

Altenstadt, Basilika, Pfaffenwinkel, Foto Tschaikner
Luftbild Altstadt Schongau, Foto Schongau
Schongau Stadtmauer, Maxtor, Pfaffenwinkel, Foto Schongau
Schongau, Gaukler, Ballenhaus, Lechrain
Peiting Panorama, Pfaffenwinkel, Foto Peiting
Peitinger Villa Rustica, Frühling, Pfaffenwinkel, Foto Peitinger Villa Rustica
Villa Peiting Hypocausten Ausgrabung Pfaffenwinkel, Foto Peitinger Villa Rustica
Wieskirche, Pfaffenwinkel, Weilheim, Foto Via Claudia Augusta
Wieskirche Orgel, Pfaffenwinkel, Weilheim, Foto Wikimedia Mtag

Übersichtskarte Teilabschnitt 08
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 08 Auerbergland

LA ZONA DELL‘AUERBERGL
ATTORNO ALLA MONTAGNA
ABITATA DA MILLENNI

  • 08

Dai Comuni della zona collinare attorno all’Auerberg è scaturita l’iniziativa di ridar vita all’intera Via Claudia Augusta. Nella zona dell’Auerberg la strada romana  si può riconoscere in più punti e i Comuni ed i loro abitanti hanno escogitato qualcosa per attirare l’attenzione: con il millenario sito abitato sull’Auerberg, il paese degli zatterieri Lechbruck am See, il centro informativo sulla tratta bavarese della Via Claudia Augusta oppure il viaggio in nave sul Forggensee sulle tracce della strada romana, e alcuni highlight storici. Quanto al panorama, la regione colpisce per le sue colline dolcemente verdi, per i boschi verdeggianti e i numerosi laghi sullo sfondo delle Alpi. Tra di essi sono disposte pittoresche località di villeggiatura, che hanno mantenuto il loro carattere di villaggio. Nella zona dell’Auerberg la strada romana si snoda prevalentemente lungo il fiume Lech ed in parte attraverso il fiume stesso, nel luogo in cui è stata fatta la diga poco prima del Forggensee.

Bernbeuren Haslacher See Auerbergland, Foto Tschaikner
Burggen Bauernhof Baum St Anna Strasse Pfaffenwinkel, Foto Via Claudia Augusta
Kirche, Auerberg, Bernbeuren, Foto Anton Vorauer
Lechfloss, Lechbruck Am See, Ostallgäu, Foto Tschaikner
Rosshaupten, Pfannerhaus, Dokumentationszentrum, Foto Via Claudia Augusta
Forggensee, Schiff, Meilenstein, Tiefental, Rieden Am Forggensee, Ostallgäu, Foto Lois Lammerhuber
Übersichtskarte Teilabschnitt 08
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 08 Auerbergland

Übersichtskarte Teilabschnitt 09
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 09 Füssen Schwangau

FÜSSEN & SCHWANGAU
LA REGALE ALGOVIA AL COSPETTO DELLE ALPI

  • 09

Il meraviglioso territorio in cui il Lech scaturisce dalle Alpi era popolato sin dall’epoca dei Romani. Un castrum romano coronava lo Schlossberg di Füssen, ai cui piedi passava la Via Claudia Augusta. L’odierna via del passeggio Reichenstraße nel centro storico è posta direttamente sul tracciato romano. Presso la stazione a valle della funivia del Tegelberg a Schwangau, i resti di un bagno privato di una villa rustica testimoniano l’elevata cultura abitativa dell’epoca romana. La fondazione della città di Füssen, di impronta medievale, con la sua grande tradizione nella liuteria, risale a S. Magnus, che si stabilì qui nell’VIII secolo come eremita.  Sul sito della sua cella nel IX secolo venne fondato un monastero benedettino, chiamato in suo onore S. Mang. Più tardi i Wittelsbach, in particolare re Ludwig, scoprirono per i loro castelli la pittoresca zona posta davanti alle Alpi. Si trovano a Schwangau, dove gli ospiti nel complesso termale delle Königliche Kristall-Therme possono dedicarsi al benessere – proprio come i Romani.

Der Lech und die berge bei Nacht in Füssen
Rathaus, Klosterhof, Museum, Foto Tschaikner
Reichenstraße, Fußgängerzone, Füsse, Foto Tschaikner
Schwangau, Kristalltherme
Römerbad, Foto Schwangau
Übersichtskarte Teilabschnitt 09
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 09 Füssen Schwangau

Flug Übersichtskarte Österreich, Tirol, Reutte, Imst, Landeck, Tirol West
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 10 Lechauen

VISTA A VOLO D’UCCELLO DEL TIROLO
LUNGO LA VIA CLAUDIA AUGUSTA
IN ETÀ ROMANA

Übersichtskarte Teilabschnitt 11
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 11 Reuttener Becken, Ehrenberg

“4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI”
(EDIZIONE REGIONE PARCO NATURALE REUTTE)

Übersichtskarte Teilabschnitt 11
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 11 Reuttener Becken, Ehrenberg

Testo della mappa storica di ...
100 D.C.

La porta nelle Alpi

La strada romana attraversava le Alpi come fossero una porta d’accesso. Poiché spesso il fiume Lech occupava l’intera valle, per raggiungere la conca di Reutte doveva già superare due alture, tra Stiglberg e Kratzer nonché al Kniepass. Il tracciato della strada romana venne ancora utilizzato fino al 1784 e la strada provinciale passa ancor oggi per il Kniepass. Prima della salita verso Ehrenberg la Via Claudia Augusta percorreva il territorio comunale di Breitenwang, dove si suppone una stazione di posta (mansio) ed il primo piccolo insediamento nel fondovalle. Reutte si sviluppò solamente in seguito, lungo la via del sale. Ancor oggi Breitenwang è il centro religioso del distretto.


1504

Reutte fiorisce

Il fiume Lech con il suo esteso terri-to---rio alluvionale caratterizzava il fon-dovalle anche nel 1504, che viveva essenzialmente grazie alla strada del sale posta tra Hall in Tirolo e la zona del lago di Costanza. Nel 1464 era stato costruito un ponte tra Lechaschau e Reutte, che aveva sostituito il guado del fiume Lech presso Höfen. Un magazzino del sale e numerose locande sulla strada fecero diventare Reutte il centro dell’Außerfern tirolese. Nel 1489 ottenne da Sigismondo il Danaroso il diritto di tenere mercati. Al di sopra della valle troneggiava il castel Ehrenberg. Un muro chiudeva la strettoia della valle: qualsiasi traffico doveva passare attraverso le poste della stazione doganale. Presso Pflach esisteva una ferriera. Dal 1327 Vils, che non apparteneva ancora al Tirolo, era una città ed era provvista di una cinta muraria con 2 torri poste a nord e a sud.


1780

intensamente fortificato

Numerose fortificazioni poste nella zona di confine tra Baviera e Tirolo caratterizzavano la regione attorno al 1780. Oltre allo sbarramento di Ehrenberg, cresciuto attorno a due ulteriori fortezze, c’erano numerosi avamposti fortificati. Il comune-mercato di Reutte posto ai suoi piedi contava già circa 1000 abitanti. Numerose nuove strade erano state appena costruite. Quella da Reutte a Kempten attraverso Vils passava così a sud accanto alla città al di fuori delle mura, la strada da Füssen verso Pinswang attorno allo Stiglberg. Il ponte di S. Ulrich venne realizzato solo nel 1914. Poco dopo l’inizio del XX secolo la ferrovia locale bavarese già esistente venne prolungata fino alla linea dell’Außerfern, che conduceva prima fino a Reutte. Allora il fiume attorno a Reutte non era regimentato.

v
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 10 Lechauen

IL FIUME NATURALE LECH
ALLE PORTE DEL TIROLO
E DELLE ALPI

  • 10

Al confine tra Germania ed Austria le prime creste montane formano la porta di accesso  attraverso cui la Via Claudia Augusta conduce nelle Alpi e nella regione del Parco naturale di Reutte, in Tirolo. Qui inizia quella parte del Lech, che, unico nelle Alpi settentrionali, è rimasto allo stato originario per lunghi tratti.  Vasti banchi di ghiaia e a tratti il paesaggio alluvionale che abbraccia l’intera valle dominano il regno dell’ultimo selvaggio, come viene denominato il fiume nella mostra del Parco naturale. Il Lech ha anche sempre determinato dove possono sorgere insediamenti e svilupparsi strade. Poiché parte della valle era continuamente allagata, il tracciato romano della Via Claudia Augusta già da Füssen e fino al bacino di Reutte passava per due alture: sul crinale tra Stiglberg e Kratzer e attraverso il valico del Kniepass.

Brücke über dem Lechfall
Baumkronenweg Ziegelwies, Foto Walderlebniszentrum
Radweg zwischen Füssen und Pinswang
Vilseck
Kulturfoto Lechauen 7
Blick Vom Vogelbeobachtungsturm in Lechau, Foto Tschaikner
Übersichtskarte Teilabschnitt 11
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 11 Reuttener Becken, Ehrenberg

IL CENTRO DELL‘AUSSERFERN
IL MERCATO DI REUTTE E BREITENWANG

  • 11

Nella conca di Reutte la Via Claudia Augusta passava per Breitenwang, in direzione Ehrenberg. In questa località si trovava verosimilmente una stazione di sosta romana, prima che la strada romana iniziasse a salire. Agli inizi della Via del sale, da Hall in Tirolo alla zona del lago di Costanza, la strada fu spostata nel 1464 a Reutte e la città mercato si sviluppò fino a divenire il centro del distretto. Numerosi edifici testimoniano di questo tempo. Caratteristici di Reutte sono i dipinti architettonici sulle facciate, molti dei quali provengono dalla famiglia di artisti Zeiler. A sud di Reutte troneggia il complesso del castello di Ehrenberg, le cui quattro fortezze avevano un tempo la funzione di sbarramento difensivo della valle nei confronti della Baviera. C‘erano persino fortezze anteriori tra Pflach e Pinswang o Musau, dove un tempo si trovava il confine. Per inciso, Vils era una città bavarese con un muro di cinta.

Dekanatspfarrkirche Breitenwang, Foto Breitenwang
Museum Grünes Haus Reutte Untermarkt Architekturmalerei
Kellerei Saal
Denar Lugdunum
Burgruine Ehrenberg Morgennebel
Museum Ausstellung Dem Ritter Auf Der Spur Ehrenberg Burgenwelt
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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 10 Lechauen
Übersichtskarte Teilabschnitt 13
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 13 Zugspitz Gebiet

"4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI" (EDIZIONE TIROLER ZUGSPITZ ARENA)

  • 12
Übersichtskarte Teilabschnitt 13
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 13 Zugspitz Gebiet

Testi delle cartine storiche di ...
400 dopo Cristo

Strade magistralmente realizzate

L’obiettivo dei costruttori romani di strade era quello di realizzare il collegamento più rapido possibile dall’Adriatico o dal Po ffiifino al Limes. Nello stesso Tirolo la Via Claudia Augusta conta perciò solamente 4 tornanti. Ciononostante la prima strada trans-europea ha una pendenza relativamente costante anche nei complessi attraversamenti dei passi. Un’opera magistrale è anche la porzione di strada che supera la zona paludosa di “Moos”  su migliaia di tronchi d’albero, posta tra  Lermoos, Ehrwald e Biberwier, nelle cui vicinanze si trovavano due insediamenti, quello di Ehrwald, che esisteva già prima dei Romani e continuò ad esserci anche in epoca romana, ed uno fondato dai Romani stessi, attorno alla stazione di sosta di Biberwier, immediatamente prima del Fernpass.


1599

Vivere della strada

Se la strada romana viveva del primo mercato interno europeo, senza alcuna dogana o pedaggio, l’epoca della “via del sale” è segnata dal Rodfuhrwesen, il sistema di diritti sui trasporti. I conffiifinanti avevano il privilegio esclusivo sul trasporto di determinate merci (come il sale) da un luogo a quello successivo. La popolazione lungo la strada traeva proffiifitto sia da un sistema che dall’altro. Cosa di cui le genti dello “Zwischentoren“, la zona posta tra le porte di Ehrenberg e di Fernstein, presero presumibilmente piena coscienza solo quando il passo dell‘Arlberg divenne nuovamente transitabile. Il traffico venne spostato altrove ed essi caddero nella povertà più nera. Molti abitanti dell’Außerfern dovettero andare a lavorare come manovali nelle regioni settentrionali, dopo essersi trovati per prendere congedo nell’unica chiesa corporativa austriaca a Bichlbach. Anche i bambini partivano per lavorare come servi stagionali in Svevia, venendo perciò detti “Schwabenkinder”.

 


1926

Nuovi collegamenti

Nella seconda metà del XIX secolo cominciò una nuova ondata di accessibilità dello “Zwischentoren”, la zona tra le due porte di Ehrenberg e Fernstein, attraverso cui passava fiffiino al 1856 la strada del Fernpass. In seguito venne costruita l’attuale strada. Nel 1913 venne prolungata la ferrovia dell‘Außerfern, che in precedenza terminava a Reutte. Come alternativa al tracciato realizzato che passando per Garmisch proseguiva verso Innsbruck, si discusse anche di un collegamento attraverso Gaistal, Leutasch e Seefeld. C’erano inoltre progetti per un collegamento ferroviario per Imst, con un tunnel sommitale del Fernpass, come si prevede oggi per le auto. La “ferrovia dello Zugspitze” tirolese fu una delle prime ferrovie di montagna  e promosse il turismo in questa regione.

Übersichtskarte Teilabschnitt 12
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 12 Nördliches Zwischentoren

ZWISCHENTOREN
LA VITA SULLA E
CON L’ANTICA STRADA

  • 12

A partire da Heiterwang il paesaggio appare decisamente alpino. Si capisce che in primavera rimane a lungo coperto dalla neve. Quello che conferisce particolare fascino ad una vacanza, significa da sempre per i contadini tantissimo lavoro e poco profitto.  Il territorio tra le due porte di Ehrenberg e di Fernstein, detto letteralmente “Zwischentoren”, visse e si giovò perciò per lungo tempo e in larga parte della strada. Molti possedevano una piccola comunità agricola per il proprio sostentamento e lavoravano inoltre come imprese di trasporto o guadagnavano del denaro con servizi offerti ai viaggiatori di passaggio. Per avere sufficiente cibo per le proprie e le altrui bestie, i pendii venivano falciati fino alla vetta – come si può vedere ancor oggi tra Heiterwang e Bichlbach. Quando la strada perse di significato prima con la costruzione della strada di valico dell’Arlberg ed ancor più con la ferrovia dell’Arlberg, la popolazione divenne molto povera e se ne andò lontano, chi a fare l’artigiano itinerante e chi come “Schwabenkinder” (figli di famiglie povere che lavoravano  come braccianti in Alta Svevia).

Heiterwang See Schiff Einsteigen, Foto Anton Vorauer
Zunftkirche Bichbach Tiroler Zugspitz Arena, Foto Anton Vorauer
Zunftmuseum Bichlbach
Radweg Heiterwang Bichlbach Tiroler Zugspitz Arena, Foto Anton Vorauer
Übersichtskarte Teilabschnitt 12
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 12 Nördliches Zwischentoren
Übersichtskarte Teilabschnitt 13
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 13 Zugspitz Gebiet

L’ARENA NATURALE
SUL VERSANTE TIROLESE
DELLA ZUGSPITZE

  • 13

Arrivando verso Lermoos si comprende perché la regione si chiama “Tiroler Zugspitz Arena”. Nel Manege è situata la pittoresca zona umida detta  “Moos”, attraverso cui un tempo – realizzata su migliaia di tronchi d’albero – passava la Via Claudia Augusta. Nelle “logge” poste tutt’attorno sono disposte le vivaci località di vacanza Ehrwald, Lermoos e Biberwier. Le tribune dell’Arena sono costituite dal favoloso mondo alpino. La cima più famosa è la Zugspitze, la montagna più alta della Germania, raggiungibile dal 1926 da Ehrwald con la ferrovia tirolese della Zugspitze. La sua costruzione, in seguito alla perdita di importanza economica della vecchia strada, fu un simbolo per l‘inizio di un nuovo futuro economico per le “Zwischentoren” nel settore turistico.

Tiroler Zugspitz Arena Panorama
Grabung Prügelweg Lermoos
Ehrwald Kirchplatz
Übersichtskarte Teilabschnitt 13
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 13 Zugspitz Gebiet
Übersichtskarte Teilabschnitt 16
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 16 Imst

"4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI"
(EDIZIONE IMST)

Übersichtskarte Teilabschnitt 16
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 16 Imst

Testo della mappa storica di ...
100 D.C.

Antica zona d‘insediamento

Nel 763 compare nelle fonti scritte “Oppidum Humiste”. Oppidum è un insediamento fortifificato preromano. Il fatto che venga menzionato dopo l’età romana fa riferimento ad un popolamento continuativo a partire dall’epoca preromana, che si potrebbe collocare sul “Bergl”, l’altura al di sopra del centro cittadino di Imst. Anche Dormitz presso Nassereith ci sono testimonianze di un popolamento protostorico. Qui e là i Romani costruirono stazioni lungo la Via Claudia Augusta. Attorno ad esse si svilupparono degli insediamenti. Ad Imst, che era il luogo abitato più importante tra Füssen e Merano, si presume che fosse parallelo al popolamento preromano. Un popolamento protostorico e romano è presente inoltre anche sul lato esposto al sole del Tschirgant, a Karrösten e Karres.


1550

Roccaforte dell’attività mineraria

La regione lungo la Via Claudia Augusta tra il Biberwier e la valle dell’Inn fu da molti punti di vista una roccaforte dell’attività mineraria. Nei monti del Mieming ad est, nelle Alpi della Lechtal a nord e sui pendii del Tschirgant a sud si trovavano importanti regioni minerarie storiche. Soprattutto nella parete rocciosa del “Wannig”, davanti a cui giace  Nasserreith, si trovano, osservandola da vicino, numerosi orifizi. Venivano estratti soprattutto piombo sotto forma di tetraedrite per la miniera d’argento di Schwaz e zinco. In più Imst, oltre ad essere sede di mercato e nodo stradale, era sede del tribunale minerario, la cui sfera d’azione si estendeva fino l’Ausserfern e verso il Vorarlberg.


1901

Città a lungo negata

Già da millenni Imst è il più importante insediamento tra Füssen e Merano ed un importante nodo stradale. Dal tardo medioevo è sede di mercato e dal XV al XVII secolo aveva sede un tribunale minerario, il cui raggio d’azione giungeva ffiino all’Außerfern e verso il Vorarlberg. Se gli infflluenti signori di Starkenberg non fossero stati contrari, perché Imst sarebbe quindi stata direttamente soggetta al principe territoriale, la metropoli della  Gurgltal sarebbe divenuta già 700 anni fa una città cinta da mura. Dopo un incendio nel 1822, di cui furono vittime 206 delle 220 case, Imst fu ricostruita e nel 1898 venne finalmente elevata al rango di città. Imst è inoltre nota anche per i suoi  avicoltori e i suoi mercanti.

Übersichtskarte Teilabschnitt 14
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 14 Ferpass

LA FRANA DEL FERNPASS
ANTICHE VIE ATTRAVERSO
UNA NATURA AFFASCINANTE

  • 14

Il Fernpass si è formato 4.000 anni fa a causa di una frana che ha ostacolato il transito. La fauna e soprattutto la flora dovettero riconquistare faticosamente il paesaggio. Ancor oggi lo strato di humus è modesto e si vede che la vegetazione, nonostante l’altezza relativamente contenuta del passo (altitudine attuale 1216 metri, altitudine del passo romano 1260 metri) risulta d’alta montagna. L’affascinante paesaggio è attraversato da sentieri e strade di epoca preromana e romana, della prima Età moderna, dell’Ottocento e dell’epoca attuale. Attualmente è in discussione la costruzione di un tunnel sotterraneo. La strada romana Via Claudia Augusta conduceva dritta da Biberwier fin su all’antico Fernpass. Il suo percorso coincide in questa zona in buona parte con quello della linea dell’alta tensione. Dalla quota più elevata si scende al lago Sameranger See con una pendenza costante lungo il pendio. Dal tardo Medioevo la strada del Fernpass attraversava l’omonimo valico alla stessa altitudine di quello attuale.

Fernpass Blindsee, Foto Anton Vorauer
Fernpass Salzstrasse Mittelalter, Foto Anton Vorauer
Fernsteinsee Schloss Fernpass
Tourenradler Fernstein
Radshuttle Radfahrer Fernpass Fernstein
Übersichtskarte Teilabschnitt 15
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 15 Gurgltal

GURGLTAL, STORICA ROCCAFORTE
DELL’INDUSTRA MINERARIA
E DEL CARNEVALE

  • 15

La Gurgltal è un idillio paesaggistico che affascina gli amanti del relax nelle vicinanze ed i turisti. La pittoresca valle fu abitata fin dall‘antichità, come testimonia un santuario a Dollinger-Lager sul versante settentrionale tra Nassereith e Tarrenz, che venne verosimilmente utilizzato dall’età di Hallstatt fino a quella romana. La strada romana, proveniente da Fernstein, proseguiva dritta fino alla chiesa parrocchiale di Nassereith e  poi sul versante meridionale della valle, per evitare il rischio di caduta massi della parte assolata. Tra Strad e Tarrenz  attraversava la valle e si snodava lungo il pendio assolato, in direzione di Imst. Nassereith era già nella preistoria e in epoca romana un nodo di traffici, in cui si incontravano le strade che passavano nella Gurgltal e attraverso l’altopiano di Mieming. A Dormitz, poco distante dalla strada romana Via Claudia Augusta, è attestato un insediamento romano e nel bosco di Strad c’era una locanda romana.  Inoltre nella zona di Dormitz si suppone ci fosse una stazione di posta. Il territorio tra il Fernpass e Imst era anche una delle più importanti aree minerarie del Tirolo, di cui narra un autentico villaggio di minatori ricostruito a Tarrenz, il “Knappenwelt Gurgltal”. Venivano estratti soprattutto galena, necessaria per ricavare l’argento di Schwaz, e zinco. Nella città distrettuale di Imst si trovava il tribunale minerario, la cui giurisdizione si estendeva fino all’Ausserfern, al passo di Resia e al Vorarlberg. La Via Claudia Augusta venne quindi utilizzata anche per i trasporti dell’industria mineraria. Non da ultimo, la grande tradizione del Carnevale collega i tre Comuni della Gurgltal, Nassereith, Tarrenz e Imst.

Dormitz Nassereith Richtung Fernstein
Nassereith See Gurgltal
Fasnachtshaus Nassereith
Gurgltal Imst
Knappenwelt Bergbau Pochwerk
Tarrenz Richtung Imst
Radfahrer Gurgltal
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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 15 Gurgltal

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 16 Imst

OPPIDUM HUMISTE
LE RADICI RETICHE
E ROMANE DI IMST

  • 16

Dal VII secolo è tramandato un “Oppidum Humiste”. Con ogni probabilità è Imst, che era anche una stazione di posta  sulla Via Claudia Augusta. “Oppidum” fa perfino riferimento ad un insediamento fortificato di età preromana.

La città distrettuale fu probabilmente abitata con continuità dall’epoca dei Reti, attraverso l’età romana e fino al VII secolo. La chiesetta di San Lorenzo sul suggestivo “Bergl” (montagnola) al di sopra del centro cittadino, che affonda le sue radici già nel V secolo d.C., indica che l’insediamento doveva essere piuttosto grande, forse l’insediamento  più grande tra Füssen e Merano. Tuttavia l’Imst romana è sepolta sotto il centro storico, ragion per cui non dovrebbe essere rimasto molto e quel poco è difficile da studiare. In tempi più tardi l’attuale capoluogo di distretto Imst fu sede della Berghauptmannschaft, l’autorità che si occupava delle questioni di diritto minerario, nonché la patria dei venditori di uccelli dell’omonima operetta. Il maggior motivo d’orgoglio degli abitanti di Imst è il loro Carnevale, che si tiene ogni quattro anni e a cui è anche dedicato un museo.

Imst Meran Des Nordens
Laurentiuskirchlein Imst
Kramergasse Imst
Imst Rosengartenschlucht
Imst Schemenlaufen
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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 16 Imst

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 18 Tirol West

"4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI"
(EDIZIONE LANDECK, TIROLO OVEST)

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 18 Tirol West

Testo delle mappe storiche di ...
prima dell'anno 0

Densamente popolato dall‘antichità

Già durante la preistoria la zona attorno a Landeck era relativamente ben popolata. Al di sopra di Schönwies, a Stanz e Grins, a Perjen, a Fließ, all’ingresso della valle Kaunertal, a Fiss e Serfaus, ... — su ogni pendio assolato ed ogni terrazzamento sono attestati insediamenti o ci sono per lo meno indizi di un popolamento. Gli insediamenti erano collegati tra di loro da carrarecce. Oltre a quella nella valle dell‘Inn ci sarebbe stata una scorciatoia che dalla valle Kaunertal attraverso il Piller Sattel conduceva a Imst. Sopra Fließ si trovava un luogo dove si tenevano roghi votivi, in cui per secoli, fifino in epoca romana, vennero invocati gli dei. Nel museo archeologico di Fließ si possono ammirare ritrovamenti preistorici risalenti a questo periodo, con un’abbondanza ed una qualità che si trovano altrimenti solo nelle grandi città.


450

Chiese protocristiane

Nella zona di Landeck la strada romana Via Claudia Augusta si snodava prevalentemente sui pendii — alla tratta tra il ponte sull’Inn presso Starkenbach e Landeck seguiva quella  rimarchevole e pittoresca che attraversava la “placca” in direzione di Fließ, dove le tracce di carri risalenti ad epoche diverse narrano vicende legate alla strada. Solamente nella zona del castello di Landeck la Via Claudia Augusta abbandonava il pendio — presumibilmente perché là si trovava una stazione di sosta e la strada deviava attraverso l’Arlberg. L’importante collegamento viario non comportò solamente uno sviluppo economico, bensì anche un intenso scambio culturale, come emerge tra l’altro anche dalla precoce cristianizzazione. La chiesa parrocchiale di Landeck e la chiesa di San Lorenzo sul “Bergl”, la collina di Imst, hanno radici nel V secolo, mentre la Maaßkirche presso il museo archeologico di  Fließ nel VI secolo.


1787

Landeck punto nodale

Già in epoca romana alla confluenza tra Sanna ed Inn si intersecavano per la prima volta due strade transregionali. Nel 1787 venne rinnovata e rilanciata la strada verso il Vorarlberg, che già da lungo tempo non era più praticabile, ed il fondovalle divenne finalmente un punto nodale. Il resto lo fece la costruzione della ferrovia dell’Arlberg nel 1884, nel cui ambito vennero creati anche 800 posti di lavoro e la popolazione crebbe notevolmente. Attorno al 1900 i comuni di Perfuchs e Angedair vennero uniti per formare Landeck, che nel 1904 divenne un mercato e nel 1923 una città.   Landeck è capoluogo distrettuale già dal 1868, quando ancora non esisteva un luogo con questo nome, bensì solamente il castello di Landeck. Vittima dello spostamento del traffico in direzione est-ovest  sulla tratta dell’Arlberg fu tra l’altro lo  “Zwischentoren” tra Fernstein e Reutte. Molti dei poverissimi abitanti dell’Außerfern furono di conseguenza costretti a cercare lavoro nelle più ricche regioni confinanti verso nord.

Übersichtskarte Teilabschnitt 17
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 17 Mils, Schönwies

SULLE TRACCE DEI ROMANI
DA IMST
ALLA ZONA DI LANDECK

  • 17

La valle dell’Inn tra Imst e Landeck seduce per i quieti villaggi, per una delle poche vallate alluvionali lungo l’Inn conservatesi e per la Kronburg, che troneggia dall’alto di una rupe. Da qui si gode di una splendida vista sulle montagne circostanti, in particolare sulla Tschirgant, tra la valle dell‘Inn e la valle della Gurgltal. All’incirca a metà strada verso Landeck, a Mils, si trova il villaggio avventura “Trofana Tyrol”, un’area di sosta che svolge tutte le funzioni che avevano anche le stazioni di sosta per i viaggiatori che i Romani allestivano a distanze regolari lungo la Via Claudia Augusta, e molto altro ancora.

Kornburg Imst Schönwies
Mils Au, Foto Imst Tourismus
Mils bei Imst
Mittelalterliche Geleise Mils
Übersichtskarte Teilabschnitt 17
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 17 Mils, Schönwies

Übersichtskarte Teilabschnitt 18
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 18 Tirol West

TIROLO OCCIDENTALE
REGIONE DEI SAPORI
A LANDECK

  • 18

I pendii assolati attorno a Landeck sono stati abitati sin dall’epoca preromana e romana, come testimoniano innumerevoli ritrovamenti: a Fließ, Stanz, Grins o anche presso la Kronburg. Da poco si sa anche che la chiesa parrocchiale di Landeck ha radici protocristiane, il che fa pensare ad un insediamento maggiore già in epoca romana. Anche in precedenza gli archeologi teorizzavano una stazione di sosta nell’attuale città distrettuale, poiché la strada romana porta dal pendio nella valle. Landeck è circondata da numerosi impianti difensivi, tra i quali l’antica sede di giudizio, castel Landeck, è quello meglio conservato e il più importante. La città si sviluppò principalmente nel corso della costruzione della ferrovia dell’Arlberg. I pendii assolati favorirono non solo il popolamento, ma anche l’agricoltura. La regione dei sapori invita a gustare i suoi frutti.

Schloss Landeck, Foto Albin Niederstrasser
Zammer Lochputz
Museum Fliess Aussen
Bronzezeitlicher Kammhelm Museum Fliess
Brennereidorf Stanz, Foto Tirol West - Albin Niederstrasser
Kaunergrat Murmeltier Naturpark Tirol West
Keimlinge Closeup Genussregion Tirol West
Schnaps, Likör, Brot, Marmelade, Genussregion Tirol West
Tiroler Edle
Genussregion Sortiment
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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 18 Tirol West

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 19 Tiroler Oberland

"4 MAPPE ATTRAVERSO I MILLENNI"
(EDIZIONE NAUDERS, TIROLER OBERLAND)

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 19 Tiroler Oberland

Testo delle mappe storiche di ...
100 D.C.

Strada principalmente nel fondovalle

A causa della ristrettezza della valle, minacciata dalla caduta di massi e spesso occupata completamente dal fiume Inn, tra Landeck e Fließ la Via Claudia Augusta seguiva il pendio, attraverso la “placca” di Fließ, su cui nelle diverse epoche i carri hanno lasciato le proprie tracce nella roccia.  La strada romana poteva quindi dipanarsi nuovamente nella valle fino a Altfinstermünz — varcando alcune volte il fiume — attraverso il fondovalle, poiché in quella zona la natura mantiene l’Inn in un corso ristretto. Dopo Finstermünz la strada risale la gola con una costante pendenza dell‘11 %, verso l’unica stazione stradale tramandata nelle fonti scritte, Inutrium, poco prima del punto più elevato della strada e del passo Resia. C’erano presumibilmente due ulteriori stazioni di sosta tra Prutz e Pfunds. Sicuramente Fließ e Inutrium erano abitate.


1530

Strada e attività mineraria

Nel Medioevo e nell’Età moderna si continuò ad utilizzare la strada romana per lunghi tratti. Rocche come Pidenegg, Pernegg, Laudegg, Siegmundsriedt, Finstermünz e Naudersberg costellavano le vie di transito. Al di fuori delle vie principali c’erano quasi solamente mulattiere. Oltre all’agricoltura per l’autosostentamento e le possibilità di guadagno collegate alla strada, era l’attività mineraria a portare entrate, dapprima nella Kaunertal, quindi nella Bergtal, in seguito nella Platzertal. Inoltre a Serfaus si estraeva il minerale che veniva trattato a Fließ.


1910

Nuove vie di comunicazione

A lungo si discusse su come si dovesse rinnovare la strada del Resia. Infine si imposero i costruttori moderni e tra il 1852 e il 1856 venne costruita la strada con tornanti e gallerie che viene utilizzata in gran parte ancora oggi. Furono realizzate strade anche in Engadina, verso il Samnaun e per l’attività mineraria nella Platzertal. Il minerale veniva tra l’altro trasportato anche con un apposito impianto a fune. Oltre agli investimenti per le strade, c’erano anche due diversi progetti per un collegamento ferroviario attraverso passo Resia, per cui sarebbero state necessarie numerose gallerie. La posizione strategicamente importante del passo è testimoniata dalla fortezza più settentrionale dell’Austria-Ungheria in direzione dell’Italia.

Übersichtskarte Teilabschnitt 19
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 19 Tiroler Oberland

NELL‘OBERES GERICHT
DAL PONTE DI PONTLATZ
FINO A ALTFINSTERMÜNZ

  • 19

L’ “Oberes Gericht” va da Landeck fino a Nauders e prende il proprio nome dalla sede di giudizio, che un tempo si trovava a castel Laudegg, sopra Prutz e poi a partire dal XVII secolo a castel Siegmundsried. Si tratta di una delle sezioni originarie più antiche della Via Claudia Augusta, in cui si vede quale influsso esercitasse l’importante strada sullo sviluppo dell’insediamento.  L’antica strada provinciale, che oggi è stata in buona parte esautorata nella sua funzione di arteria principale dalla parallela B180, corrisponde in buona parte alla strada romana. Località e laghetti pittoreschi, castelli e fortificazioni, case signorili, locande, masi contadini ed edifici sacri nonché alcuni antichi ponti vi accompagnano. Il ponte più impressionante è sicuramente quello della stazione doganale di Altfinstermünz, eretta nel Medioevo sull’Inn nel suo primo tratto, dove anche la strada romana attraversava il fiume.

Nebelstimmung Tiroler Oberland Oberinntal
Altfinstermünz Pfunds Nauders Reschenpass, Foto Lammerhuber
Schloss Siegmundsried
Kaunertaler Gletscherstrasse Stausee
Pfunds Turmloch
Tösens Römerbrücke
Pfunds
Tiroler Oberland Spiss Sommer Gesamtansicht
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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 19 Tiroler Oberland

Übersichtskarte Teilabschnitt 20
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 20 Reschen

PASSO RESIA:
IL TETTO DEL TOUR

  • 20

In epoca storica i valichi costituivano una grande sfida. Per tale motivo i Romani costruivano preferibilmente delle stazioni di sosta prima e dopo i loro punti culminanti. Il passo Resia con i suoi 1507 metri è il punto più elevato della Via Claudia Augusta. Il punto culminante si trova nel territorio dello Stato italiano. Leggermente più a nord, nell’austriaca Nauders, si trovava l’unica stazione di sosta romana del Tirolo tramandata nei documenti, Inutrium. Oggi sostano nella parte alta della vallata numerosi vacanzieri. D’inverno come d’estate si godono l’ambiente montano attorno a Nauders, Resia, Curon e San Valentino. Le quattro località appartengono a due Stati e a due regioni turistiche diverse, ma geograficamente appartengono tutte alla Val Venosta. Gi ospiti apprezzano anche i laghi ricavati sul passo attraverso sbarramenti. Il lago di Resia con il campanile di Curon vecchia si posiziona tra i punti più fotografati del percorso.

Reschenpass
Nauders am Reschenpass von Oben, Foto Manuel Baldauf
Nauders am Reschenpass Schloss burg Naudersberg, Foto Daniel Zangerl
Reschenpass
st valentin
Graun
[Translate to Italiano:] Dorf Reschen Von Oben
Festung Nauders
Nauders am Reschenpass Naturdenkmal Schwarzer See, Foto Martin Lugger
Nauders am Reschenpass Goldwasser, Foto Daniela Zengerl
Übersichtskarte Teilabschnitt 20
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 20 Reschen

Übersichtskarte Teilabschnitt 21
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 21 Oberer Vinschgau

ALTA VENOSTA
UN CENTRO PIÙ
BELLO DELL’ALTRO

  • 21

Nessun altra regione lungo la Via Claudia Augusta ha così tanti centri abitati ed edifici storici. Già molto tempo prima dei Romani la Val Venosta, favorita dal clima, era stata scoperta come luogo di insediamento. Prende il nome dalla tribù retica dei Venosti, che si stanziarono ad esempio sul colle di Tarces  o sul Ganglegg sopra Sluderno. Il tracciato storico della Via Claudia Augusta attraversava la piana di Malles, dove gli archeologi  hanno localizzato una stazione di sosta romana, e proseguiva dopo Malles lungo il versante soleggiato. Il territorio divenne fittamente popolato e fu bonificato a partire dal X secolo da contadini di età romanica. Dal XII secolo furono sostenuti dal convento di Monte Maria. Numerosi castelli testimoniano questo periodo, la cittadina medievale di Glorenza, con la sua cinta muraria interamente conservata, ma anche i nuclei dei villaggi circostanti. La Val Venosta si fa forte di questa ricca eredità e si presenta come una regione culturale altoatesina ricca di storia.

Rad Abschnitt
Tartscher Bichl Mals Marienberg
Vinschgau, Glurns, Tor, Gasse, Foto: Vinschgau Marketing, Frieder Blickle
Suedtirol, Vinschgau, Mals, zwischen Mals und Burgeis, Kloster Marienberg, Fuerstenburg,
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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 20 Reschen

Übersichtskarte Teilabschnitt 22
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 22 Schlanders Laas

SILANDRO E LASA
IL CUORE DEL
“FRUTTETO VENOSTANO“

  • 22

Nel cuore del “Frutteto venostano”, ai piedi del Monte Sole – su cui si presume passasse anche la Via Claudia Augusta – sorgono il paese del marmo, Lasa, e il capoluogo della Venosta, il comune di Silandro. Già nel Neolitico i pastori nomadi ed i cacciatori si stabilirono sul territorio assolato e poco piovoso poiché protetto dalle alte catene montane a nord e a sud. Almeno a partire dall’epoca romana veniva estratto il famoso marmo di Lasa o di Covelano, come attesta il miliario della Via Claudia Augusta di Rablà. Silandro e Lasa fanno la loro prima apparizione nei documenti alla fine del XI, inizio del XII secolo. Nel XIV secolo Silandro divenne sede di giu.dizio.

Marmorwerkstatt Laas
Vinschgau Arbeit Marmoor
Vinschgau Dörfer Schlanders Laas
Fussgängerzone Schlanders
Übersichtskarte Teilabschnitt 22
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 22 Schlanders Laas

Übersichtskarte Teilabschnitt 23
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 23 Talenge

NELLA CHIUSA VALLIVA
COLDRANO, LACES
E CASTELBELLO

  • 23

Nella chiusa a metà della Val Venosta geografica, che arriva fino a Tell, in un’area ristretta ci sono circa 10 castelli e residenze che servivano in parte anche ad assicurare un punto strategicamente importante. I più significativi sono sicuramente castel Coldrano, - Centro di formazione e cultura venostano -, Castelbello con esposizione permanente sulla Via Claudia Augusta e la residenza estiva di Reinhold Messner, Juval, in alto sulla montagna. Il variegato microclima con molto sole, precipitazioni limitate e una brezza fresca durante la notte, favorisce una viticultura relativamente giovane, differenziata e di qualità. Castelbello-Ciardes con 25,5 ettari è la maggiore località vitivinicola della Val Venosta, in cui maturano Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio, Gewürztraminer/Termeno aromatico, Riesling, Schiava, Zweigelt e Pinot nero.

Vinschgau Kastelbell Radfahrer
Schloss Kastelbell
Kastelbell Vinschgau
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Il comune di Laces comprende la località principale e le due frazioni di Coldrano e Morter a valle nonché Tarces, situata su di un conoide di deiezione. Da vedere in particolare a Laces l’altare a portelle di Jörg Lederer nella chiesa di Santo Spirito all’Ospedale. Per le sue pitture murali la cappella di Santo Stefano del castello in rovina di Montani di Sopra a Morter è considerata la cappella Sistina dell’Alto Adige. Castel Coldarno, che fu costruito in varie fasi edilizie a partire dal 1475, colpisce in particolare per il suo muro perimetrale rettangolare, per i portali, le scale esterne e per i loggiati. Inoltre tutte le parti architettoniche importanti sono di marmo bianco. Va menzionato anche il menhir di Laces, risalente a 5000 anni fa: lo si può vedere al lunedì nella chiesa di Santa Maria in Colle all’ingresso del paese, là dove fu trovato.

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La posizione nel punto più stretto della vallata conferisce un aspetto particolare al paese, con l’omonimo castello posto su di uno sperone roccioso direttamente sulla strada.  39020 Castelbello, via Statale 5, +39 0473 624 193, visite guidate 17 giu -14 set. mar - dom alle ore 11, 14, 15 e 16. Numero minimo partecipanti: 4 persone, www.schloss-kastelbell.com. Da vedere anche il Waalweg, il sentiero d’acqua. Ciardes, unita a Castelbello nel 1928, è situata su di un cono di deiezione sul lato soleggiato  della valle che comincia a riaprirsi. Juval, la residenza estiva di Reinhold Messner, al di sopra dell’ingresso della val Senales, avvince con la raccolta di oggetti tibetani del Messner Mountain Museum.  Castelbello, Juval 3, +39 348 443 38 71, aperto dalla 4^ domenica di marzo fino al 30 giu. e dal 1° set.  alla prima domenica di nov. dalle 10 alle 16, chiuso il mercoledì, www.messner-mountain-museum.it

Auskunft erteilt die

Via Claudia Augusta Info
www.viaclaudia.org
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0043 664 27 63 555

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www.vinschgau.net
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0039 0473 620 480

Übersichtskarte Teilabschnitt 24
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 24 Unterer Vinschgau

BASSA VAL VENOSTA
NATURNO, PLAUS,
RABLÀ E PARCINES

  • 24

I Comuni di Naturno, Plaus e Parcines fino a Tel appartengono geograficamente alla Val Venosta, ma fanno parte della Comunità comprensoriale del Burgraviato e dell’Associazione turistica “Merano e dintorni”. Le prime tracce d’insediamento sul giogo posto a sud risalgono al Mesolitico. Il nome Naturno è da ricondurre all’epoca celtica e significa “insediamento nella piana alluvionale”. Il territorio fu costantemente popolato. Uno dei due miliari della Via Claudia Augusta venne ritrovato a Rablà. Le radici della chiesetta di San Procolo nella parte orientale di Naturno risalgono al VII secolo. Gli affreschi al suo interno sono probabilmente riconducibili all’ VIII secolo e sono quindi i più antichi dell’area culturale di lingua tedesca. La storia del territorio può essere vissuta con il supporto multimediale del museo di San Procolo che si trova di fronte alla chiesa.

Sonnenhang Zwischen Naturns Und Partschins
Malereien Prokuluskirche
Schreibmaschinenmuseum Partschins
Übersichtskarte Teilabschnitt 24
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 24 Unterer Vinschgau

Übersichtskarte Teilabschnitt 25
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 25 Algund, Meran, Marling

SULL’ANTICO PONTE
SULL‘ADIGE A LAGUNDO,
MARLENGO E MERANO

  • 25

Attraversato il gradone presso Tel, alto 200 metri, il viaggiatore scende dalla Val Venosta al mediterraneo “paese giardino di Lagundo”. L’altitudine più bassa e la posizione riparata fanno di questa zona una delle più calde d’Italia e permettono la crescita – oltre che di betulle e aceri – anche di  palme, cipressi e olivi. In numerosi giardini si possono scoprire piante mediterranee che rafforzano l’impressione di attraversare il ponte tra lo spazio alpino e quello mediterraneo. Qui aveva un ponte anche la strada romana, che superava il fiume Adige nella zona di castel Foresta, per risalire il pendio e continuare verso il panoramico paese di Marlengo sul pendio occidentale sopra Merano. Ancor oggi tra Lagundo e Marlengo ci sono ponti che attraversano l’Adige. A quelli storici è dedicato il museo Testa di ponte a Lagundo.  La zona non solo affascina con il suo pittoresco panorama culturale tra vino e mele, attraverso il quale conducono due dei più bei “Waalwege”, i sentieri lungo le rogge, quello di Lagundo e quello di Marlengo. A Merano e dintorni si trovano anche le uniche Terme del wellness lungo la Via Claudia Augusta, i giardini di castel Trauttmansdorff o castel Tirolo. La regione è un’area di benessere a tutto tondo, in cui si possono gioiosamente gustare anche i frutti della natura.

Panorama Algund Marling Foto Tschaikner
Brücke Algund
Marling Berge Äpfel
Ponte Algund
Übersichtskarte Teilabschnitt 25
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 25 Algund, Meran, Marling

Übersichtskarte Teilabschnitt 26
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 26 Meran, Bozen

IL REGNO DEI CASTELLI
IL TERRITORIO TRA
MERANO E BOLZANO

  • 26

Attraverso la Val d’Adige tra Merano e Bolzano la strada romana passava sul pendio occidentale. Sulle numerosa colline esistevano già insediamenti preistorici. A Nalles gli archeologi hanno scoperto una casa tardo antica con riscaldamento a pavimento, bagno ed un’abside. Il Rio Lagundo a Gargazzone segnava il confine tra le province romane Raetia I e Raetia II. Il territorio fu sempre zona di confine e lo è tutt’ora. A partire dal XIII secolo furono costruite numerose fortezze che ne fecero la regione più fortificata d‘Europa. Le fondamenta delle due chiese di San Giorgio e Santa Margherita a Lana poste nel IX secolo indicano che alcune località sono molto antiche. La popolazione viveva di quello che donava il suolo, della strada e in alcuni casi anche dell’industria mineraria. A Nalles e a Terlano si trovavano significative miniere d’argento. Nel XV secolo nella sola Terlano 1000 minatori scavavano il minerale metallifero in oltre 30 pozzi.

A partire da Andriano l’Adige era navigabile e l’argento poteva essere portato verso sud per via d’acqua.

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Eppan
Burg Lana
Terlan Pfarrkirche
Übersichtskarte Teilabschnitt 26
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 26 Meran, Bozen

Übersichtskarte Teilabschnitt 27
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 27 Bozen

BOLZANO
IL CAPOLUOGO DELLA PROVINCIA
PRESSO IL SUPPOSTO PONS DRUSI

  • 27

Si suppone che il Pons Drusi della strada romana di cui parla la tradizione si trovasse là dove oggi a Bolzano il ponte Druso scavalca il fiume Isarco poco dopo la confluenza con il Talvera. In precedenza la via doveva attraversare ai piedi di castel Firmiano l’Adige e la conca valliva, oggi quasi completamente occupata dal capoluogo della Provincia Autonoma. Esso venne creato nel 1170-1180 come insediamento mercantile dotato secondo i canoni di una via centrale e di una piazza del mercato (piazza del Grano) che in seguito fu più volte ampliato.

Bozen Museion Fassade Brücke
Bozen Stimmung Abend Waltherplatz
Bozen Panoramaaufnahme
Meilenstein Foto
Bozen Laubengasse, Foto: Tourismusverein Bozen
Bozen Öthi Reconstruction Ochsenreiter
Bozen Funivia Del Renon, Rittner Seilbahn
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A Frangarto, frazione di Appiano, ai piedi di castel Firmiano, dove oggi il Messner Mountain Museum Firmian racconta la contrapposizione uomo-natura, il tracciato storico ed il percorso piegano in direzione del centro di Bolzano, attraversando l’Adige e l’ampia conca valliva. Il viale ed il ponte che conducono al centro storico prendono nome da Druso, che un tempo condusse i Romani oltre le Alpi e diede inizio alla trasformazione in strada dei sentieri già esistenti.  MMM Firmian, Bolzano, via Castel Firmiano 53, +43 0471 631 264, aperto dalla prima domenica di mar. fino alla terza di nov.  dalle 10 alle 18, gio giorno di riposo, ultimo ingresso ore 17, www.messner-mountain-museum.it.

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Mentre passeggia per la città, il viaggiatore può lasciare la propria auto nel parcheggio BZ Centro P8 dietro la stazione, nel piccolo parcheggio della funivia del Renon o nel garage sotterraneo di piazza Walther, dove inizia la passeggiata descritta. La piazza e il suo monumento sono dedicati al menestrello Walther von der Vogelweide. Da lì parte anche lo shuttle per il “maniero illustrato”, castel  Roncolo, a nord della città. Il castello conserva alcuni dei più importanti affreschi profani dell’arco alpino. +39 0471 329 808, mar - dom, fino al 15 marzo dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 16.30), dal 16 marzo dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore17.30), www.runkelstein.info. In piazza del Grano si teneva un tempo il mercato del grano e dei cereali. Nel centro della pittoresca via dei Portici si trova il Museo mercantile +39 0471 945 702, lun - sab dalle 10 alle 12.30, che racconta la storia economica del territorio nell’antica sede della Camera di Commercio. All’estremità orientale della via si trova il municipio. Poco più avanti vi attende il Museo di scienze naturali dell’Alto Adige   +39 0471 412 964, aperto mar - dom dalle 10 alle 18, www.naturmuseum.it. Chi vuole godersi una bella vista sulla città, farà bene a raggiungere l’altopiano del Renon con la funivia, la cui stazione a valle si trova a pochi minuti di distanza a piedi dal centro, in attività tutto l’anno www.ritten.com. La via dei Francescani conduce all’omonima chiesa e al suo convento ed infine  alla parte occidentale dei Portici. Un poco più ad ovest si trovano il Museo archeologico dell’Alto Adige con  “Ötzi”  +39 0471 320 100, in lug., ago. e dic. tutti i giorni dalle 10 alle 18, negli altri mesi lun. giorno di riposo, ultimo ingresso ore 17.30, www.iceman.it, e il Museo Civico con una delle due  pietre miliari originali, che costituiscono la testimonianza scritta della Via Claudia Augusta +39 0471 997 960, mar - dom dalle 10 alle 18. Attraverso ponte Talvera si raggiunge il monumento alla Vittoria, uno degli ultimi monumenti eretti in epoca fascista rimasti. Utilizzando il nuovo ponte ciclabile e quello pedonale il percorso riattraversa il Talvera e conduce direttamente al “Museion”, il museo di arte moderna e contemporanea +39 0471 223413, aperto mar - dom dalle 10 alle 18, ultimo ingresso alle ore 17.30; gio dalle 10 alle 22, visita guidata gratuita ore 19, ultimo ingresso ore 21.30, www.museion.it. Il teatro civico e la sala da concerto formano un tutt’uno nei pressi del fiume Isarco. Degna conclusione del tour della città è il duomo di Maria Assunta costruito tra il XIII e il XV secolo, che si trovava un tempo al di fuori delle mura cittadine, con il Tesoro del Duomo. +39 0471 978 676 mar-sab dalle 10 alle 12.

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Il percorso passa per ponte Loreto e quindi, sulle tracce della strada romana, si dirige verso Laives, la città più meridionale dell’Alto Adige.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 28
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 28 Südtirols Süden

ALTO ADIGE MERIDIONALE
CASTELFEDER, ENDIDAE E
LA STRADA DEL VINO

  • 28

Costruire o mantenere i ponti in buono stato era costoso e dispendioso.  Per tale motivo ce n’erano pochi ed era necessario tracciare una strada sul pendio da ambo i lati del fiume.  Una strada romana potrebbe essere passata all’incirca là dove oggi si snoda la Strade del vino, attraverso i famosi paesi vinicoli di San Paolo, San Michele, Caldaro al lago, Termeno, Cortaccia, Magré e Cortina all’Adige.  La vera e propria Via Claudia Augusta continuava probabilmente a sud sul pendio orientale, ai piedi dell’imponente altura di Castelfeder presso Ora, già abitata da millenni. E si pensa proseguisse verso la stazione di sosta romana di Endidae, attestata nei documenti, presso l’attuale Egna, e verso Salorno, dove un tempo si trovava la tanto decantata “chiusa di Salorno”. Da Bronzolo, - nelle vicinanze di Laives, la città altoatesina più meridionale e al tempo stesso più recente -, l’Adige era navigabile con le zattere e fino alla costruzione della ferrovia costituì il principale fattore economico del Tirolo meridionale e del Trentino.

Castelfeder
Kaltern Wein See
Neumarkt Lauben
Strassenstation Endidä
Salurner Klause
Übersichtskarte Teilabschnitt 28
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 28 Südtirols Süden

Übersichtskarte Teilabschnitt 29
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 29 Piana Rotaliana

PIANA ROTALIANA
LA FERTILE PIANURA VINICOLA
AL CONFINE LINGUISTICO

  • 29

Il materiale detritico che il fiume Noce portava dalla val di Non creò un tempo uno sbarramento che bloccò le acque dell’Adige formando un vasto lago che riempì tutta la valle. Formava un confine naturale tra i Comuni della porzione meridionale dell’Alto Adige, della Val di Non e quelli a nord della città di Trento. Questo, assieme ad altre cause, spiega come essendo divenuto difficile  il contatto tra le località, si sia formata qui la frontiera tra l’area linguistica tedesca e quella italiana. La popolazione della Piana Rotaliana parla oggi italiano senza eccezioni. L’acqua tracciò anche un confine attraverso la regione, infatti Mezzocorona (Kronmetz), il suo attuale centro agricolo, ha un’impronta piuttosto tedesca, mentre ad esempio i tradizionali centri commerciali di Mezzolombardo all’ingresso della Val di Non e Lavis all’imbocco della valle dell’Avisio con i loro notevoli  palazzi hanno piuttosto un carattere italiano. Oggi il lago appartiene alla storia. La pianura sui terreni portati dal fiume Noce è particolarmente fertile. L’intera Piana Rotaliana e i suoi pendii sono coperti da vigneti, in cui maturano le famose uve Teroldego, una specialità del territorio. Lo sviluppo di questa area fu fortemente influenzato dall’antico monastero di San Michele all’Adige, che ancor oggi ospita presso l’Istituto Agrario il centro di competenza agricolo per l’intero Trentino e che nel Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina illustra la vita e gli usi di tutto il territorio. Di tutti i castelli e le fortificazioni presenti castel San Gottardo, annidato nella roccia dietro Mezzocorona, è certamente il più noto.

Piana Rotalina von oben
Castello Corona
Mezzolombardo historisches Zentrum aus der Luft
San Michele
Lavis Giardino Dei Ciucioi
Übersichtskarte Teilabschnitt 29
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 29 Piana Rotaliana

Übersichtskarte Teilabschnitt 30
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 30 Val Di Cembra

Val di Cembra
Altopiano di Piné
Vino e laghi

  • 30
Val Di Cembra da San Floriano
Val Di Cembra, Cembra e Faver Visti da Sevignano
Panorama Verla Di Giovo
Piramidi Di Segonzano
Albiano Porphyry Quarry

Übersichtskarte Teilabschnitt 31p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 31p Trento

Trento (Direzione Verona, Ostiglia, Po):
Tridentum, nodo stradale romano

  • 31p

Trento – come suggerisce il nome – risale ai Reti ed era già a quel tempo un importante nodo stradale. La Via Claudia Augusta si biforcava a Tridentum in Via Claudia Augusta Altinate in direzione del porto di Altino sull’Adriatico, presso l’attuale Venezia e la Via Claudia Augusta Padana verso il porto fluviale di Ostiglia sul Po. Da lì una strada proseguiva per Roma. La successiva importanza storica della città è legata soprattutto al Concilio di Trento (1545-1563), che diede l’impulso alla Controriforma e ne determinò la cornice spirituale. In quest’epoca venne anche sostanzialmente disegnato l’aspetto dell’attuale centro storico. Lo stile rinascimentale venne in seguito completato dal barocco. Fino all’ingresso delle truppe napoleoniche, dal possente castello del Buonconsiglio i principi vescovi di Trento governarono la città e il territorio circostante.

Weinberg vor Lavis Wanderroute
Trento
Paganella Brenta Trento, Foto: Gemeinfrei Wikipedia
Trento
Unterirdisches Tridentum Zotta
Buonconsiglio, Foto: Jakub Halun
Loggia Del Buonconsiglio
Trento, Fest, Domplatz
Trento Campanile, Foto: Wikipedia Markus Bernet
Trento

Il territorio cittadino comincia presso il ponte sull’Avisio di Lavis. Già da lì la vecchia strada, risalendo il pendio verso la Valsugana, proseguiva in direzione di Altino, presso Venezia. Dapprima il percorso segue all’incirca il tracciato storico nella località di Meano, da dove per la prima volta si può scorgere  la città del Concilio dall’alto.

Per fare una passeggiata in città, al visitatore conviene lasciare l’auto al parcheggio di via Torre Verde 40, al limitare del centro storico. All’ingresso nella parte storica della città ad attendere il visitatore ci sono l’ufficio informazioni turistiche e la Galleria civica d’arte contemporanea. Non lontano da qui sotto piazza Battisti vi sono gli scavi sotterranei della Tridentum romana. Passando per via Bellenzani, bordata da palazzi rinascimentali e con il municipio ospitato a palazzo Thun, il visitatore arriva alla piazza del Duomo. Le parallele via Cavour ad ovest e via Oss Mazzurana ad est gareggiano in bellezza con la piazza, sulla quale  sorgono il Museo diocesano  e la cattedrale di San Vigilio. Infine la passeggiata porta al castello del Buonconsiglio, che ospita il museo storico di Trento.

Se si vuole proseguire il viaggio lungo la “Via Claudia Augusta Padana” in direzione di Ostiglia, il viaggiatore deve seguire la riva dell’Adige verso sud. 

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 32p Vallagarina Nord

VALLAGARINA SETTENTRIONALE
TRA TRENTO
E ROVERETO

  • 32p

A sud di Trento inizia la parte più meridionale della Valle dell’Adige, la Vallagarina: un paesaggio che rimare impresso. Un territorio, che nonostante si sviluppi tra centri urbani lungo una delle più importanti arterie stradali d’Europa, è rimasto intatto, con i suoi paesi pittoreschi che si collocano in panorami ora vallivi, ora collinari o montani con vasti vigneti. Sopra di essi troneggiano i castelli medievali.

 Castello Beseno Vallagarina Etschtal Valle Del Adige Trentino
Castello di Castellano Vallagarina Etschtal Valle del Adige Trentino
Rovereto Vallagarina Besenello Wanderweg

Le località di Romagnano e Mattarello, a sud del capoluogo regionale, fanno parte del territorio cittadino.

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 32p Vallagarina Nord

Übersichtskarte Teilabschnitt 33p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 33p Rovereto

ROVERETO CITTÀ DI VELLUTO
E CITTÀ DELLA PACE

  • 33p

La seconda città del Trentino è il capoluogo della Vallagarina e grazie all’interessante centro storico e all’importante Museo d‘arte moderna e contemporanea MART è anche un magnete per i turisti. Si suppone che in zona ci fosse già un insediamento dell’Età del Ferro. È sicuro che i Romani vi mantenessero un castrum. La strada e la navigazione sull’Adige tra le Alpi ed il Veneto con le zattere costituirono negli anni un significativo fattore economico. Rovereto visse il suo periodo di massima fioritura allorché nel XVIII secolo l’industria del velluto, fondata dai veneziani, raggiunse il culmine. Durante la Prima guerra mondiale fu la zona in cui si combatté più aspramente. Numerose fortificazioni sulle montagne ad est della città oltre ad altri monumenti commemorativi esortano oggi alla pace e hanno contribuito a formare l’immagine di “Città della pace”.

Vallagarina Landschaft
Rovereto Vallagarina
Panorama Rovereto
Rovereto Foto Trentino
Piazza Rosmini Rovereto Vallagarina
Rovereto Moderne Kunst Museum

Rovereto colpisce per i vicoli e i palazzi, che evidenziano sia l’influsso veneziano che quello austriaco. Durante la passeggiata conviene lasciare la propria auto al parcheggio all’angolo tra corso Rosmini e via Poli. Un ottimo inizio è una visita ad uno dei più antichi musei civici d’Italia.  Borgo Santa Caterina 41, +39 0464 452 800, aperto mar - dom dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, 1° lug. - 16 ott. inoltre ven e dom anche dalle 20 alle 22, lun chiuso eccettuato festivi, www.museocivico.rovereto.tn.it. Poco oltre si trova la casa natale del celebre filosofo Antonio Rosmini.  Via Stoppani 3, +39 0464 420 788, visite guidate su prenotazione.  A palazzo Todeschi-Micheli in via Mercerie 14 Mozart diede con gran successo il suo primo concerto italiano. Il ponte Forbato sul Leno venne distrutto da un’inondazione nel 1797 e fu ricostruito nel 1840. Sulla riva opposta del fiume sorge la Casa dei Turchi. Il massiccio castello di Rovereto del XIV secolo ospita il più grande Museo della guerra d‘Italia.    Via Castelbarco 7, +39 0464 438 100, aperto gen. - dic.  mar - dom dalle 10 alle 18, lug. - set. mar - ven dalle 10 alle 18, sab e dom dalle 10 alle 19, chiuso lun eccetto festivi www.museodellaguerra.it. La visita della città prosegue nell’elegante Palazzo Pretorio in stile veneziano del 1417. Il Palazzo del Ben o dei Conti D‘Arco in piazza Rosmini  è un gioiello architettonico rinascimentale, che la Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto mette in parte a disposizione per attività culturali. Segue quindi il  MART Museo d'arte moderna e contemporanea, a cui appartiene anche il Palazzo dell‘Annona, che ospita oggi una biblioteca.   MART, Rovereto, Corso Bettini 43, +39 0464 438 887, aperto mar - dom dalle 10 alle 18, ven dalle 10 alle 21, lun chiuso eccetto festivi, www.mart.trento.it. Di fronte al parco Giorgio Perlasca sorge il primo teatro in assoluto del Trentino, il  teatro Zandonai. Inoltre il neoclassico palazzo  Piamarta, meglio conosciuto come Palazzo della Pubblica Istruzione.

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Übersichtskarte Teilabschnitt 34p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 34p Vallagarina Süd

VALLAGARINA TRENTINA MERIDIONALE
TERRITORIO DI COLLEGAMENTO E DI CONFINE

  • 34p

A sud della Vallagarina corre il confine tra Trentino e Veneto e la valle dell’Adige sbocca nella Pianura Padana. Il territorio, appartenuto fino al 1919 all’Austria-Ungheria, è stato sempre conteso. Di questo tempo rimangono le denominazioni tedesche di tutte le località ed è evidente l’influsso dell’area culturale tedesca. La Vallagarina meridionale non è certo priva di attrattiva paesaggistica e di pittoreschi centri abitati.

Castello Avio Vallagarina Trentino
Rovereto Vallagarina Ala Palazzo Pizzini
Dino Spuren Wand
Grotta Rio Malo Covelo Ai Piccoli Foto Alpe Cimbra

A sud di Rovereto ci sono una campana che ogni sera suona 100 colpi per i caduti e il sacrario militare di Castel Dante, con le spoglie di 20.000 soldati italiani, austriaci, cechi e ungheresi. 38068 Rovereto, Via Castel Dante, +39 0464 432 480 oppure +39 348 7700 541, aperto mar - sab dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16. Chiuso festivi. Inoltre la “Manifattura tabacchi” della metà del XIX secolo racconta la storia industriale e sociale della zona. 
Rovereto, Piazza della Manifattura 1, +39 0464 443 313, aperto per gruppi, www.progettomanifattura.it.
A Isera il Museo della cartolina presenta 35.000 immagini dal Trentino e dall’Alto Adige.  Via Galvagni 10, +39 0464 420 840, aperto lun - sab dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17, www.museodellacartolina.it. Più in alto sorge Castel Corno del X secolo.  Località Lenzima, +39 0464 433 792, aperto 5 apr. - fine set. sab e dom dalle 10 alle 19.

La località, che conta circa 10.000 abitanti, confina con Torbole sul lago di Garda e con Brentonico sulla dorsale montuosa lunga 30 km del Monte Baldo, posto tra il più grande lago d’Italia e la valle dell’Adige. Poiché durante l’intera Era glaciale il suo pendio orientale rimase al di fuori della coltre di ghiaccio, esso ospita piante che non esistono in nessun altro posto in Europa. A Palazzo Eccheli Baisi i visitatori possono vedere la flora ed i fossili del territorio.  38060 Brentonico, Via Mantova 4, +39 0464 39 50 59, aperto mag. - giu. mar - dom dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, lug. - set. mar - dom dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30.

Il luogo di confine vero e proprio era Avio, ovvero la sua frazione di Borghetto, mentre ad Ala si trovava la stazione ferroviaria di confine tra Austria ed Italia. Entrambe le località presentano molteplici e variegati influssi. Negli stretti vicoli dei centri storici si possono scoprire numerosi palazzi. Ad Ala nei Palazzi de’ Pizzini è ospitato il Museo del pianoforte antico, che racchiude il fascino della musica classica. 38061 Ala, Via Santa Caterina 1, +39 0464 674 068, aperto per gruppi da 15 a 20 persone. Avio è sovrastato dalla rovina dell’omonimo castello dell’ XI-XIII secolo.  

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Übersichtskarte Teilabschnitt 35p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 35p Vallagarina Veronese

VALLAGARINA VERONESE:
BRENTINO BELLUNO E DOLCÈ
FINO ALLA CHIUSA DI CERAINO

  • 35p

Dopo Borghetto inizia il Veneto o meglio la provincia veneta di Verona, ma geograficamente la zona fino alla gola di Rivoli appartiene ancora alla Vallagarina. Da sempre questo territorio è stato una terra di passaggio e fu ben presto popolato. Le prima tracce umane risalgono all’età della pietra. Le prime testimonianze di insediamenti datano già all’epoca preromana. Ai tempi della Via Claudia Augusta in zona si trovava una stazione di sosta. Oggi la Vallagarina veronese è meno fittamente popolata rispetto alla parte trentina. Il territorio tra il Monte Baldo e il parco naturale della Lessinia è un’importante regione vitivinicola e la patria del vino Enantio.

Belluno Veronese Foto Wikipedia
Brentino Belluno Cascata
Brentino Belluno Rivalta Unico Ponte
Dolce Panorama
Palazzo Dolce
Dolce Treno
Engstelle
Lessinia
Lessinia
Lessinia
Brentino Belluno
Monte Baldo Adige
Santuario Madonna Della Corona
Sentiero Santuario
Sentiero Santuario

Al confine tra il Trentino e la provincia di Verona nel Veneto, la valle dell’Adige diviene sempre più stretta. Nella parte veronese della Vallagarina il percorso si snoda tra le amene località di Belluno Veronese, Rivalta,  sede del Comune di Brentino Belluno, e di Brentino … Per una deviazione a Dolcè con il suo bel nucleo storico  e tre orgogliosi palazzi si deve attraversare il fiume già presso Rivalta, e lo stesso si deve fare per il ritorno. Ancor oggi in questo tratto ci sono pochissimi ponti lungo l’Adige. Infine si arriva al punto più stretto della val d’Adige meridionale, la chiusa di Ceraino, al di sopra della quale troneggia la fortezza austro-ungarica “Wohlgemuth”

Übersichtskarte Teilabschnitt 35p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 35p Vallagarina Veronese

Übersichtskarte Teilabschnitt 35p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 36p Garda Veronese

RIVOLI VERONESE E
GARDA VERONESE

  • 36p

La chiusa di Ceraino è posta allo sbocco della Val d’Adige. La stretta veniva spesso completamente invasa dalle acque del fiume e non sempre era possibile oltrepassarla. Per tale motivo la Via Claudia Augusta saliva, come fa oggi l’autostrada, dalla Vallagarina  all’altopiano dove oggi si trova Rivoli Veronese. Da Rivoli si schiude la parte veneta del lago di Garda con rinomate località balneari come Bardolino e Lazise, ma anche Verona e la Pianura Padana, un territorio che ha sempre rivestito una particolare importanza. L’altipiano è stato teatro di una grande battaglia tra Napoleone e l’esercito asburgico. In seguito gli Asburgo eressero la fortezza Wohlgemuth, che ancor oggi domina la valle.

Rivoli Veronese Forte Wohlgemuth
Rivoli Veronese Verona Monte Bald

Il luogo più angusto della valle dell’Adige meridionale è la chiusa di Ceraino, che in epoca romana era, per lo meno in parte, intransitabile e che costrinse a spostare sull’altura il tracciato della Via Claudia Augusta. Oggi qui si trova Rivoli Veronese. La chiusa di Ceraino con le sue pareti rocciose a picco fu sempre contesa. Il testimone più recente di questo confine combattuto sono le fortificazioni austroungariche sui due lati della valle, che formavano un tempo uno sbarramento totale. La fortezza  Wohlgemuth sul monte Castello presso Rivoli non è solamente un bell’esemplare di fortezza dell’epoca, comprende anche un museo con reperti della Seconda guerra mondiale.

Fortezza „Wohlgemuth”, +39 045 728 11 66, aperta da mar. a gen. su prenotazione e in genere dom dalle 14 alle 19. Chiusa in febbraio e agosto.

Di sicuro interesse può essere una gita che partendo da Rivoli raggiunge le note località di Bardolino e Lazise sulla riva veronese del lago di Garda. La strada per arrivarci passa attraverso pittoreschi vigneti e uliveti.

L’olio d’oliva del lago di Garda è considerato uno dei migliori. Bardolino, un antico villaggio di pescatori, è oggi uno dei paesi più grandi della zona, famosa per i suoi vigneti con cui si produce il tipico vino Bardolino. Nei vicoli dell’ampio centro storico si possono fare meravigliose passeggiate, fare acquisti e fermarsi a mangiare. Uno dei soggetti fotografici preferiti è la passeggiata presso il porticciolo. Oltre a numerose belle chiese da visitare ci sono l’eremo camaldolese e il Museo del vino. Nella frazione di Cisano, situata un poco più a sud, aspettano di essere scoperti il Museo dell’olio e il Museo ornitologico. Lazise è una delle località italiane che vantano il maggior numero di pernottamenti. Qui si possono visitare: il Castello scaligero e la chiesa di San Nicolò  direttamente sul lungolago del porto.  Nella frazione di Colà si trova un parco di 13 ettari con un grande lago termale che misura 5.000 metri quadri.

Tra la Val d’Adige e il lago di Garda si trovano le due località di Cavaion Veronese e Affi. Cavaion, adagiata pittorescamente sul monte San Michele, vanta un parco avventura, il “Parco Acquatico Riovalli”. Le attrazioni di Affi sono il Castello, le belle chiese e le ville.

Übersichtskarte Teilabschnitt 36p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 36p Garda Veronese

Übersichtskarte Teilabschnitt 37p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 37p Valpolicella

In Valpolicella

  • 37p

Parlando di Valpolicella il pensiero va inevitabilmente al Recioto e all’Amarone, unici vini dell’antichità sopravvissuti per 2000 anni. Valli e dorsali montuose si dispiegano come dita di una mano. Durante la bella stagione, l’antichissimo paesaggio vinicolo e le sue tradizioni  esercitano il loro fascino, dal verde fresco e delicato delle foglie della vite in primavera al rosso violetto dei grappoli che prendono il sopravvento in autunno. Inoltre vi sono numerosi monumenti naturali ed architettonici che richiamano i visitatori.

Fumane Villa Della Torre Cazzola
Ponte Di Veja Valpolicella

Ritornando verso l’Adige il percorso supera un canale che venne realizzato al tempo di Mussolini per irrigare i campi e che, lievemente più elevato rispetto al fiume – scorre in direzione di Verona. Subito dopo il ponte sull’Adige nella frazione Sega del comune di Cavaion Veronese si può deviare verso la chiusa di Ceraino, sul cui lato meridionale si trova la Villa del Bene, costruita nel 1538, che merita una visita. Comune di Dolcé, +39 045 729 00 22.

Nel territorio della Valpolicella, ai margini meridionali delle Alpi, la vite si coltiva da migliaia di anni. Questi sono luoghi in cui vi attendono imperdibili monumenti naturali, quali il più grande ponte naturale del mondo  e le cascate di Mollina,  siti  significativi dal punto di vista storico-artistico come la grotta di uno sciamano di 34.000 anni fa e alcuni paesi e monumenti architettonici assolutamente da vedere, tra cui ben  100 Ville venete. A Sant‘Anna il Museo preistorico e paleontologico con uno squalo fossile lungo 5 metri aspetta solo di essere scoperto.  Piazza Dalla Bona, 37020 Sant‘Anna, +39 349 53 46 074, aperto inizio lug. - inizio set. mer, ven, sab, dom dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

Übersichtskarte Teilabschnitt 38p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 38p Verona

VERONA, FONDATA DAI RETI
UN CENTRO STORICO AL
COSPETTO DELLE ALPI

  • 38p

La seconda città più grande sulla Via Claudia Augusta dopo Augsburg/Augusta venne fondata dai Reti e dagli Euganei. Conquistata dalla stirpe gallica dei Cenomani verso il 550 a. C., divenne una colonia romana attorno all’89 a.C. Non a caso fu proprio l’imperatore Augusto che diede l’impulso per la realizzazione della strada attraverso le Alpi e per lo sviluppo di una città importante sita al loro ingresso. L’Arena – in cui ogni anno si tengono celebri festival operistici all’aperto – fu eretta poco più tardi, ancor prima del Colosseo a Roma. Dopo i Romani vi furono periodi mutevoli e solamente agli inizi del XII secolo Verona divenne indipendente. Dal 2000 il frequentatissimo centro storico è patrimonio dell’umanità Unesco.

Verona Foto Biermann
Ponte Pietra Romana Verona
Stadtmauer Verona
Verona Arena Municipio
Verona Häuserzeile
Verona Arena Piazza
Arena und normale Häuser nebeneinander
Romeo Julia Balkon
Foto Biermann
Verona piazza Erbe from Lamberti
Museo Archeologico Verona
Duomo Verona
Lunetta Duomo di Verona
Verona Basilica di San Zeno
Colline di Verona
Verona Arena Blick durch Tor in die Stadt
Verona Arena Gang
Verona Arena Stufen in die Arena
Verona Arena Blick hinaus aus Haupttor
Panorama Arena Di Verona Von Innen
Verona Arena Stufen Ala Himmel
Verona Ala Dell Arena
Verona Municipio
Sonnenuntergang über Arena
Arena Di Verona Aida Giuseppe Verdi
Arena Verona Aida Trompeten
Via Mazzini Verona
Panorama Arena Nacht
Verona Ala Nachthimmel
Verona Ponte Pietra Sunset

Il percorso attraversa Verona offrendo prime impressioni e alcune belle vedute della città. Passa tra l’altro accanto alla basilica di San Zeno Maggiore, al Ponte scaligero, a castel San Pietro, al Museo archeologico, ai resti della cinta muraria, al cimitero monumentale e all’Arena. Per conoscere veramente le peculiarità di Verona è però consigliata una passeggiata attraverso la città, durante la quale si può lasciare l’auto nel parcheggio dell’Arena. L’itinerario consigliato passa accanto all’Arena verso il Ponte scaligero e il Museo a Castelvecchio, che espone numerosi quadri e sculture. Si percorrono poi pittoreschi vicoli passando accanto a diversi interessanti edifici sacri fino al duomo di San Giovanni in Fonte. In un’area relativamente ristretta vi attendono poi la casa di Giulietta, il Palazzo della Ragione e la Torre dei Lamberti. Infine il percorso superando il fiume Adige arriva ai resti della cinta muraria romana e al cimitero monumentale. Arrivati vicino alla tomba di Giulietta si ritorna poi all’Arena. Museo Castelvecchio, Corso Castelvecchio 2, +39 045 806 26 11, aperto lun dalle 13.30 alle 19.30 e mar - dom dalle  8.30 alle 19.30. Chiusura cassa sempre alle 18.45.  Museo archeologico presso il Teatro Romano, Regaste Redentore 2, +39 045 8000 360, aperto lun dalle 13.30 alle 19.30 e mar - dom dalle 8.30 alle 19.30. Chiusura cassa sempre alle 18.45.  Casa di Giulietta, Via Cappello 23, +39 045 803 4303, lun 13.30  - 19.30 e mar - dom dalle 8.30 alle 19.30, Chiusura cassa sempre alle 18.45.   Torre dei Lamberti, Via della Costa 2, +39 045 927 30 27, aperto lun - dom, 9.30 - 19.30.  Tomba di Giulietta, Via Luigi da Porto 5, +39 045 8000 361, aperto lun dalle 13.30 alle 19.30 e mar - dom dalle 8.30 alle 19.30. Chiusura cassa sempre alle 18.45.  Arena, Piazza Bra, +39 045 800 3204, aperto lun dalle 13.30 alle 19.30 e mar - dom dalle 8.30 alle 19.30. Chiusura cassa senza eccezioni alle 18.30.

Übersichtskarte Teilabschnitt 39p
Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 39p Pianura Padana

LA PIANURA PADANA
IL FERTILE GIARDINO
D‘ITALIA

  • 39p

La vasta pianura su entrambi i lati del fiume Po è una delle regioni più fertili e quindi da sempre anche una delle più popolate d’Italia. A causa degli inverni relativamente freddi i frutti esotici non vi vennero mai coltivati su larga scala. Oggi lungo il fiume più esteso d’Italia crescono soprattutto barbabietole da zucchero, mais, frumento e viti. I campi e gli appezzamenti attorno a Verona servono da sempre a rifornire la città e quindi le coltivazioni sono molto varie. I paesi sono strettamente legati alla città anche dal punto di vista storico e culturale. Parliamo ad esempio dei molti collegamenti  con la famiglia veronese più influente del tardo Medioevo, gli Scaligeri. Il tracciato storico della Via Claudia Augusta dovrebbe corrispondere all’odierna ferrovia da Verona a Ostiglia. Dopo una deviazione nella zona vitivinicola attorno a Custoza e nei “frutteti e orti” della città, si riprende il percorso, che si snoda attraverso le località poste lungo la linea ferroviaria.

Isola Della Scala
Villafranca Castello Poebene Pianura
Cerea Villa Dionisi E Museo Po Ebene

A nord dell’aeroporto di Verona, il percorso porta dapprima verso Sommacampagna, in cui una chiesetta del V secolo testimonia del precoce popolamento. Attorno a Custoza matura l’uva da cui si ricavano 100.000 hl di vino bianco DOC. Un ossario a forma di torre ricorda la battaglia di Custoza. Villafranca fu fondata come accampamento romano lungo la Via Postumia ed è oggi la seconda città della provincia. La ben conservata fortezza scaligera Castello scaligero risale al tempo della rifondazione come colonia di Verona nel XII secolo. Il territorio lungo la Via Claudia Augusta era popolato presumibilmente già in epoca preistorica. 
I nomi di Castel d’Azzano e Vigasio derivano dal latino e fanno riferimento a un insediamento preromano di una stirpe riconducibile ai Paleoveneti.
Castel d’Azzano è conosciuto anche per la Villa Violini Nogarola, chiamata anche  “il Castello”. Il nome Isola fa riferimento richiama alla vasta zona paludosa  del fiume Tartaro, in cui solamente singole “isole” erano abitabili. Nel territorio comunale di Nogara ci sono testimonianze di insediamenti palafitticoli risalenti all’Età del bronzo. 
Nei documenti Vigasio appare già nel 1014, come stazione di cambio tra Mantova e Verona. Infine i benedettini si stabilirono in zona ed iniziarono a dissodare la pianura. 

Nel centro del territorio di coltivazione del riso ogni anno si tiene la fiera del riso, Anche se il riso non ha più l’importanza di un tempo, l’Italia è oggi come allora il Paese europeo con la maggiore produzione di questo cereale. La Padania si è specializzata soprattutto nella coltivazione di qualità adatte  alle tradizionali ricette di risotti, profondamente radicate nella cultura regionale. Molte feste popolari sono impensabili senza la grande padella di risotto e anche la gastronomia tiene alta la tradizione culinaria. In Padania il riso si compera dai contadini di fiducia.

Ritrovamenti di tombe testimoniano che la zona di confine tra Veneto e Lombardia è popolata da almeno 5000 anni. La torre romana del IV secolo e la chiesa di Santa Maria Maggiore e il Ceson di San Pietro in Valle del X e XI secolo mostrano che il territorio continuò ad essere popolato anche in epoca romane e nel primo Medioevo. La storia è documentata nel Museo archeologico comunale. Gazzo e Ostiglia, che si trova già in Lombardia, condividono vaste zone paludose con fauna e flora affascinanti. Centro visitatori “Oasi del Busatello”, +39 0422 550 219. Museo archeologico, 37060 Gazzo Veronese, Via Piazza Gazzo 14, +39 347 43 20 270.

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Übersichtskarte rechts Teilabschnitt 40p Po

OSTIGLIA
ANTICO PORTO FLUVIALE
NELLA TERRA DEL RISOTTO

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In età romana Ostiglia si chiamava Hostilia  ed era un importante porto fluviale sul Po. Qui secondo il miliario di Rablà aveva inizio la Via Claudia Augusta. Dal porto le merci pesanti venivano trasportate scendendo il fiume ed anche oltre, là dove la Via Claudia Augusta incontrava il suo proseguimento verso sud. Ostiglia è anche oggi un punto nodale, in cui la strada nazionale 482 dell’Alto Polesine incontra la strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero da Verona a Bologna. Nel XVII secolo nella zona si iniziò a coltivare riso.

Po Ostiglia Lombardia Mantova
Ostiglia Stadt Lombardia Mantova

Dopo i Romani seguirono tempi mutevoli, che videro i Goti, i Bizantini, i Longobardi e i Franchi. Nel tardo Medioevo presso il Po esisteva una fortezza di cui si conserva ancora una torre, che ora ospita un piccolo interessante museo. Sotto l’Austria Ostiglia perse la sua importanza strategica e l’imperatore Carlo VI ordinò che la fortezza venisse demolita e che il materiale edilizio venisse utilizzato per fortificare Mantova. Ostiglia colpisce l’attenzione sia come località in sé che per la sua posizione sull’argine del Po. A sudest della città nel fiume si trova l’isola Boschina su cui si trovano una riserva naturale, che merita una visita, e una villa. Si sa che gli italiani sanno come godersi la vita e ogni località ha un suo proprio stile. Se si vuole sperimentare la vita sul fiume più lungo d’Italia, la vena pulsante della Pianura Padana, allora si è al posto giusto, sull’isola Boschina e nel porticciolo fluviale del Club Nautico di Ostiglia. Al modo di vivere degli Ostigliesi è tra l’altro indissolubilmente legato anche il riso di Ostiglia.

Raggiunto il Po, non resta che imparare a conoscere anche il territorio lungo il fiume. Meritano in particolare una visita l’abbazia di San Benedetto in Polirone, un tempo uno dei più ricchi monasteri italiani, e naturalmente la città di Mantova, importante centro abitato e capoluogo dell’omonima provincia.

Anche discendendo il fiume ci sono molte cose da scoprire. Tra l’altro, qui sorge Borgofranco sul Po, il centro principale della Strada del Tartufo Mantovano, in cui ogni anno si tiene la fiera del Tartufo.

E TORNARE VERSO NORD
SEGUENDO IL RAMO ALTINATE?
(VENEZIA, TREVISO, FELTRE, DOLOMITI BELLUNESI, ...)

Se avete un po’ di tempo, ha poco senso ritornare verso nord seguendo lo stesso percorso.
Da Ostiglia spostatevi ad Altino presso Venezia e tornate fino a Trento sulla Via Claudia Augusta Altinate.  
 

Altino Strada Romana Römerstraße
Laguna Di Venezia
Canal Grande Chiesa Della Salute E Dogana Dal Ponte Dell Accademiay
Piazza San Marco
Chiostro Seminario Vescovile Treviso
Piazza dei Signori e Palazzo dei Trecento
Montello Villa Contarini Degli Armeni Veneto
Valmarino Castelbrando Alta Marca
Feltre vor den Alpen
Feltre Area Archeologica Citta Romana
Feltreteatrolasena
Lamon Chiesa Kirche San Pietro
Vor den Dolomiten Parcon Nazionale Dolomiti
Borgo Flair Di Venezia Media Valsugana Trentino
Alta Valsugana, Laghi Seen
Gran Hotel Levico, Terme, Alta Valsugana, Trentino
Castell Pergine, Alta Valsugana

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